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    Nascite gemellari di tartarughe terrestri

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    tartarughe gemelle

    Da anni alleviamo sui nostri terrazzi alcune tartarughe, sono esemplari della specie Testudo hermanni, le prime ci sono state donate da una nostra amica, che ha ufficializzato il dono diversi anni fa negli uffici CITES di Roma; altre sono nate da noi, sono sopravvissute e diventate adulte a loro volta. Per questo da alcuni anni abbiamo molte deposizioni e diverse nascite. In aggiunta a ciò, grazie alle associazioni amatoriali e agli amici allevatori che frequento, ho avuto la possibilità di osservare moltissime nascite. Proprio grazie a queste esperienze posso parlarvi di un fatto abbastanza raro e improbabile: la nascita gemellare di tartarughe.  In natura si parla di un caso su 8000 nascite, ma con pochissime possibilità di sopravvivenza. Ho deciso di scriverne perché quest’anno abbiamo avuto ben due nascite gemellari e addirittura di tipo diverso.

    Nascite gemellari di tartarughe terrestri: una vera rarità

    Per essere più chiari: nei rettili le anomalie a volte sono fonte di interesse e curiosità, ad esempio l’albinismo (quasi sempre trasmesso geneticamente) è abbastanza raro, ma il rapporto tra esemplari albini e gemelli è di dieci ad uno. Come spesso accade non c’è un fattore noto all’origine della nascita dei gemelli, almeno nei rettili. Statisticamente parlando, le nascite gemellari sono eventi rari, ma normali, i soliti esperimenti della natura per “migliorare la specie”, ma un aumento del fenomeno è preoccupante. Si pensa che possa essere una risposta disordinata a importanti variazioni ambientali, e tra gli allevatori c’è chi sostiene che potrebbe essere colpa dell’inquinamento. Come tentativo di migliorare la specie, non mi sembra che sia molto riuscito, almeno fino ad ora: quando si verifica una nascita gemellare la mortalità aumenta moltissimo. Non l’ho detto fino ad ora per scaramanzia!

    Quando le nascite sono le nostre

    Come ho già detto, da quando mi interesso di tartarughe terrestri ho potuto osservare, tra le nostre nascite e quelle degli amici, sicuramente più di 1000 piccoli, purtroppo fino ad oggi, sia a noi che agli amici, le tartarughe nate “anomale” sono sempre morte dopo pochissimo tempo. Nelle nascite gemellari la lotta per la sopravvivenza inizia già dentro l’uovo: spesso uno degli individui impedisce, o cerca di ostacolare, lo sviluppo dell’altro. Poi, appena l’uovo si schiude, ho osservato gli animaletti con le loro zampette (e soprattutto con le loro unghiette) cercare di strappare il “cordone ombelicale” che li tiene uniti, questo crea ulteriori danni. I gemelli neonati non sono quasi mai entrambi ben formati, spesso mi è capitato di trovare un individuo abbastanza grande unito, attraverso i resti del “sacco vitellino”, con un animaletto piccolissimo. Naturalmente come allevatori cerchiamo di salvare gli individui che crediamo abbiano maggiori probabilità di vivere, pur sapendo che le possibilità di successo sono scarse. Per noi i neonati sono quasi dei figli e vi garantisco che vederne morire uno fa veramente male. Vi presento le immagini delle piccole neonate: la foto seguente mostra una piccola nata da un uovo lillipuziano, la piccola alla nascita pesava ben cinque grammi e pensavo fosse il limite per la sopravvivenza, ora a una settimana dalla nascita è arrivata a sette grammi.

    Tartaruga terrestre appena nata

    Le immagini di seguito, mostrano una coppia di gemelle diverse, oltre al cordone ombelicale potete osservare la piccola che alla nascita pesava quattro grammi, mentre la “grande” ne pesava undici. Ora, dopo una settimana, la piccola è passata a sei grammi e la grande a quattordici grammi.

    Le immagini di seguito mostrano una coppia di gemelli uguali, o almeno quasi uguali, i disegni delle scaglie sul carapace e il piastrone sono uguali. Vi prego di notare le scaglie della piccola della prima foto che formano sul suo carapace una specie di zig-zag. Considerate che le foto sono molto ingrandite, la piccola con le scaglie anomale ha l’intero carapace lungo circa un centimetro e mezzo, la dimensione della testa invece è quasi normale, così è sproporzionata rispetto al corpo.

    Ci sono diversi tipi di gemelli diversi

    Ci sono gemelli che hanno parti dell’organismo in comune tra loro, i cosiddetti “gemelli siamesi”, tra tutti sono quelli che hanno le minori possibilità di sopravvivere, specialmente in natura. Anni fa in Sardegna è stata trovata una tartaruga con due teste che era riuscita a sopravvivere per alcuni anni, nonostante i due individui avessero l’addome in comune e ogni testa avesse (almeno apparentemente) il controllo di una zampa anteriore. Negli ovipari i gemelli sono prevalentemente monozigoti, ossia nell’uovo fecondato si forma la cellula diploide caratteristica degli individui che si riproducono sessualmente (lo zigote) e lo sviluppo embrionale avviene all’esterno dell’organismo della madre. Si hanno gemelli quando in uno stadio molto precoce dello sviluppo, l’embrione nell’uovo si divide in due masse cellulari che incominciando a crescere indipendentemente, dando vita ai due individui completi. Il caso di gemelli eterozigoti si ha quando l’uovo fecondato è formato da due distinte cellule femminili, per farla semplice un uovo con due tuorli. Le variabili sono però tantissime, addirittura anche la posizione dell’uovo influirà sullo sviluppo degli individui. Senza entrare in spiegazioni scientifiche posso anticiparvi che potremo avere individui identici, “gemelli uguali”, o individui molto diversi, non solo nelle dimensioni, ma anche in quello che riguarda la forma del carapace, la pigmentazione, ecc. . Per quanto riguarda il sesso dei nascituri, nei rettili è determinato dalla temperatura di incubazione: temperature relativamente basse fanno nascere individui di sesso maschile, con temperature elevate nasceranno solo femmine. Tornando ai gemelli uguali e a quelli diversi, quest’anno abbiamo avuto entrambe le tipologie e spero di riuscire a far diventare adulti questi straordinari piccoli.

    Eravamo preparati

    Alcune delle femmine di T. hermanni quest’anno erano alla loro prima deposizione ed hanno lasciato delle uova molto piccole, tra i 10 e i 14 grammi di peso, mentre le uova delle “esperte” vanno dai 19 ai 25 grammi. Avevo già ipotizzato che avremmo avuto neonate lillipuziane e così mi sono attrezzato per aiutare le piccole Testudo. In effetti alla nascita le tartarughine pesavano da 5 a 8 grammi, così non ho avuto problemi quando sono nate le gemelle. Le “gemelline uguali” alla nascita pesavano 8 e 6 grammi, le “gemelle diverse”, invece, pesavano alla nascita 11 e 4 grammi. Per farvi comprendere di cosa stiamo parlando: una tartaruga da 4 grammi ha la dimensione di una moneta da 20 centesimi di euro. La cosa più importante per il recupero delle neonate microscopiche è riuscire ad idratarle senza far loro subire il calo ponderale dei primi giorni. Occorre tenere ben pulito l’ambiente per facilitare la cicatrizzazione della fessura corrispondente al sacco vitellino. Tra le tante precauzioni, anche l’isolamento delle coppie ha la sua funzione, è utile sia per facilitare la sterilità degli ambienti che per impedire agli individui normali, sui 20 grammi, di schiacciare involontariamente le piccole. Infine occorre intervenire anche sull’alimentazione, che dovrà essere arricchita da integratori in modo da portare a limiti accettabili le dimensioni delle piccole prima del letargo invernale. In caso contrario gli allevatori più esperti consigliano di evitare alle piccole sottopeso il primo letargo, con l’impiego di un terrario illuminato e riscaldato con attrezzature specifiche. Osservando le gemelle ho potuto constatare un ulteriore fenomeno, se i due individui vengono separati (si allevano in ambienti diversi) si riduce la loro vitalità, e anche se inserite in un gruppo prevalentemente le troveremo vicine. Queste osservazioni non mi permettono di fare statistiche sul comportamento, sono fatte su un numero troppo piccolo di individui.

    Due eventi rari non sono una coincidenza

    Due nascite gemellari nella stessa deposizione non possono essere una coincidenza, un nostro amico (presidente di una associazione di tarta-amatori a Telese) mi ha inviato le foto delle sue gemelle diverse. Anche lui è convinto che quest’anno la situazione sia speciale e che il clima o almeno l’ambiente abbiano influito sullo sviluppo delle neonate. Intanto tutti i miei sforzi sono destinati a far sopravvivere le piccole, successivamente però dovremmo cercare di scoprire le ragioni delle mutazioni, un chiaro segnale inviatoci dalla natura che sarebbe criminale ignorare.

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    Luciano Zambianchi
    Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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