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Zero pesticidi nel nostro corpo con la dieta bio

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alimenti per dieta bio

Con due settimane di dieta bio a zero pesticidi si riesce ad annullare ogni traccia di inquinante all’interno del corpo umano. È quanto è stato sottolineato dalla campagna #ipesticididentrodinoi, promossa da FederBio con Isde-Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu e Wwf Italia, che hanno analizzato il contenuto di pesticidi presenti nelle urine di una famiglia italiana, prima e dopo una dieta totalmente biologica.

Quindici giorni di dieta bio per una riduzione significativa 

Una famiglia italiana, composta da mamma, papà e due bambini di sette e nove anni, ha accettato di sottoporsi a un test che misura il livello di pesticidi nel corpo. Dalle analisi, elaborate a Brema nel Medizinisches Labor Bremen, sono emersi dei risultati incredibili. L’insetticida clorpirifos, ad esempio, prima della dieta era presente nelle urine del bambino più piccolo con oltre 5 microgrammi per grammo di creatinina. Dopo quindici giorni a base di prodotti biologici la concentrazione dell’inquinante è scesa a un valore di 1,8 microgrammi. Per quanto riguarda il papà, dopo la dieta qualsiasi traccia del pesticida è scomparsa.

Una decontaminazione efficacebusta con prezzemolo

Questa “decontaminazione” si è rivelata efficace per alcuni degli insetticidi più utilizzati dall’agricoltura convenzionale come il clorpirifos e i piretroidi, ma, soprattutto, per il glifosato. Più specificamente si tratta dell’erbicida il cui impiego è stato appena rinnovato dall’Unione Europea per altri cinque anni. Al termine della dieta bio tutti i valori sono scesi sotto la soglia di rilevabilità. In particolare prima dei quindici giorni, nelle urine del bambino era stato rilevato un livello di 0,19 microgrammi di glifosato per litro e in quelle della bambina un livello di 0,16. Successivamente alla dieta i residui dell’erbicida sono risultati assenti. Anche per quanto riguarda il papà dopo sole due settimane di dieta l’inquinante è precipitato al di sotto del minimo misurabile (quello della mamma era già sotto soglia di rilevabilità prima della dieta e dunque non è stato possibile effettuare l’analisi).

Dei risultati sorprendenti

Per portare a termine lo studio, sono state eseguite sedici analisi delle urine, quattro per ognuno dei membri della famiglia. Dalla maggior parte di queste analisi sono emersi dei risultati estremamente positivi, con significative riduzioni riscontrate nel pre e post dieta.

La dieta bio ha avuto effetto su oltre l’80% delle analisi effettuate. Da questa ricerca è chiaramente emerso un aspetto inquietante: la chimica contenuta negli alimenti da agricoltura convenzionale – pur in presenza di cibi che rispettano le soglie stabilite di fitofarmaci, come nel caso della maggior parte dei prodotti consumati in Italia – rimane e si accumula nel nostro corpo, con conseguenze ancora non completamente chiare. Purtroppo non ci sono, per quanto riguarda il corpo umano, limiti stabiliti di contaminazione da pesticidi, per cui non dovremmo trovarne traccia.

Un punto di partenza e non di arrivo

Maria Grazia Mammuccini dell’Ufficio di presidenza di FederBio e portavoce della campagna #StopGlifosato, così commenta i risultati di questa ricerca: «L’iniziativa che abbiamo condotto ci spinge a una seria riflessione sul fatto che se cerchiamo i pesticidi dentro di noi è molto probabile che li troviamo». E aggiunge: «Ma su questo non ci sono monitoraggi su ampia scala: è incredibile che ancora oggi ci si ponga in maniera molto vaga il tema dell’effetto dei pesticidi all’interno del nostro organismo. Serve più ricerca, e soprattutto più ricerca indipendente dagli interessi economici, come ha dimostrato la stessa vicenda del glifosato».

C’è da augurarsi che gli interessanti risultati di questo studio siano solo l’inizio di un percorso di approfondite ricerche, mirate alla trasformazione dell’attuale metodo di produzione e coltivazione in un processo sempre più volto alla messa in commercio di alimenti bio, accessibili per tutti.

 

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