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Allergie alimentari o accumulo di istamina?

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intolleranze alimentari

L’ istamina è un composto azotato presente nel nostro come in altri organismi, modifica tono e calibro delle pareti dei vasi sanguigni. Quando la produzione di istamina è eccessiva altro non si ha che una reazione esagerata a sostanze non tossiche, che però, a differenza delle reazioni allergiche, non coinvolge direttamente il sistema immunitario, nonostante i sintomi siano simili, ossia:

  • naso chiuso
  • occhi irritati
  • orticaria
  • gonfiore
  • prurito
  • mal di testa

Istamina o allergia alimentare?

Contenuta naturalmente in alcuni cibi, si sviluppa in altri mal conservati e viene rilasciata dal nostro corpo a fronte di alcune sostanze che stimolano una risposta infiammatoria simil allergica nell’organismo. Andiamo per ordine.
In primis, attenzione al pesce mal conservato o conservato troppo a lungo. Specie nel pesce azzurro, batteri gram-negativi dovuti alla cattiva conservazione, causano una produzione fortissima di istamina, che poi genera reazioni anche violente e pericolose nell’involontario consumatore.

Esistono poi cibi che favoriscono il rilascio di istamina, oltre a contenerla già in parte. Questi sono:

  • Pomodori
  • Fragole
  • Papaya
  • Frutti di mare
  • Cioccolato
  • Alcolici
  • Uova
  • Cibi fermentati
  • Latticini

Non pensiamo di cavarcela con la cottura: parliamo di un composto termostabile, per debellarla con il calore servono trattamenti professionali, prolungati e ad altissima temperatura. Meglio, piuttosto, cambiare alimento.
Il problema sorge quando una persona, che si trova a fronteggiare un rilascio cospicuo di istamina, ha una reazione intollerante alla stessa, perché tra i sintomi possono presentarsi anche l’innalzamento della pressione e l’arresto cardiocircolatorio. L’1% della popolazione femminile over 50 è intollerante all’istamina. Allora che fare? Sicuramente evitare il più possibile gli alimenti che contengono e/o attivano il suo rilascio, prediligendo pesce fresco, evitando cibi fermentati o conservati, precotti, ricchi di additivi, spezie poco note e dadi da brodo non biologici. Infine, va da sé, seguire con scrupolo i consigli del medico, che oltre a una dieta mirata potrebbe prescrivere alcuni integratori per migliorarne la modulazione.

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