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Come coltivare un’orchidea

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orchidea fiore rosa

In poche parole cercherò di fornire, a chi avrà la pazienza di leggermi, le regole base che dovranno essere seguite da chi desideri iniziare a coltivare orchidee. Intanto nessuna paura, anche le orchidee sono piante e come tutte le piante hanno  bisogno, se tolte dal loro ambiente naturale, di essere coltivate. Abbiamo scoperto insieme che

cattleya
Cattleya, pianta alla sua prima fioritura

coltivare una pianta vuol dire fare in modo che abbia a sua disposizione, nel periodo vegetativo (quello in cui è attiva e vitale), gli alimenti necessari al suo metabolismo, la giusta quantità e qualità di  acqua, la giusta temperatura, la giusta aerazione, la giusta luce. Sembra una cosa complicata, ma non è così, in Italia ci sono tante credenze sulle “difficoltà” a cui andrebbero incontro gli ignari orchideofili. È probabile che queste credenze siano collegate con i problemi avuti dai primi coltivatori europei di orchidee esotiche, ma  anche al fascino e al mistero legato alla famiglia botanica che ha fatto sembrare le orchidee più preziose e delicate di quanto realmente siano. La prima considerazione da fare è che il concetto di facile (o difficile) è relativo: in Paraguay è normale vedere nei vasi sui balconi rigogliose fioriture di orchidee tropicali e sempre in Paraguay, in un orto botanico poco lontano dalla capitale Asunciỏn, il curatore raccontava di quanto fosse difficile, anche nella sua struttura, coltivare i gerani o le orchidee selvatiche del genere Cypripedium, quelle che da noi crescono spontanee.

phalaenopsis orchidea fiore
Phalaenopsis bianca sempre coltivata in appartamento.

Il primo consiglio: scegliere piante di orchidea adatte al vostro ambiente

Il primo consiglio per chi intenda coltivare orchidee, sarà quello di scegliere i generi e le specie più adatte al luogo dove vuole coltivarle. Per esempio, se volete coltivare le vostre piante in casa, magari davanti ad una finestra (mi raccomando non esposte al sole diretto), potrete scegliere tra piante appartenenti al genere Phalaenopsis o al genere Paphiopedilum. Se invece preferite coltivare le vostre piante all’esterno (su un balcone, un terrazzo o in un giardino) sarà bene sceglierle nel genere Cymbidium. Naturalmente la situazione sarà ben diversa se abitate al mare o in un rifugio sul Monte Bianco, ma questo lo lascio al buon senso dei miei lettori. Un altro mio consiglio, prima di fornirvi delle tabelle che vi aiuteranno nella vostra scelta, è quello di creare un angolo verde, una specie di micro ambiente umido (adatto ai micro funghi che portano gli elementi nutritivi alle radici delle orchidee), microambiente in cui coltivare assieme orchidee e felci, o piante simili.

Un grande vaso con la giusta umidità

Potreste inserire in un unico contenitore di polistirolo, o comunque di materiale leggero, diversi vasi messi tutti assieme in modo da creare una specie di piccola aiuola, sarà  facile mantenere un’umidità costante nel contenitore di polistirolo, grazie a uno spesso strato di argilla espansa immersa in qualche centimetro di acqua, sull’argilla espansa verranno poggiati i vasi, in modo da tenerli sollevati dall’acqua. I contenitori di polistirolo li potremo chiedere in regalo al venditore di mozzarelle più vicino a casa nostra, ma poi li potremo abbellire, colorare e decorare con prodotti idrosolubili per adattarli al nostro arredamento. La decorazione dei contenitori dipende dalla fantasia e dalle capacità individuali, ho visto aiuole decorate con gli stucchi normalmente usati per i fregi sui muri o sui soffitti, stucchi incollati al polistirolo usando colle viniliche e poi smaltati con vernici idrosolubili. Prima di mettere in uso i contenitori sarà bene scoprire (con una prova) la quantità di acqua da metterci dentro senza che si raggiungano i vasi che, appoggiati sull’argilla espansa, non dovranno essere a contatto diretto con l’acqua. In questo modo, conoscendo quanta acqua inserire nel contenitore di polistirolo e quanto tempo ci metterà l’acqua per evaporare, nel posto dove abbiamo deciso di realizzare l’aiuola, sapremo cosa fare e quando farlo, per mantenere costante l’umidità.  Sono da evitare le correnti d’aria, ma anche le sacche di umidità e quindi sarà bene tenere le piante in un ambiente ben arieggiato e quindi privo di ristagni d’aria. Per le piante che terremo all’esterno sarà utile usare il doppio vaso: inseriremo il vaso di coltivazione in un altro vaso uguale o leggermente più grande che lo protegga dai raggi del sole. Per chi voglia saperne di più vi indirizzo all’articolo “C’è acqua e acqua”, in  particolare per l’acqua da usare per le bagnature.

La qualità dell’acqua della bagnature è fondamentale

cymbydium orchidea
Cymbidium di colore rosso è una talea di una pianta che ci ha regalato nel 1980 il comandante La Rosa ex presidente Associazione Italiana Orchidee (AIO)

Il mio amico Marino Mariani, uno dei primi in Italia a scrivere sulle orchidee epifite (nel 1970 su “Acquari & Natura”), ha verificato che per bagnare le orchidee è bene usare acqua oligominerale (quella con poco residuo fisso); lui teneva le piante in casa, davanti a due porte-finestra in un appartamento al terzo piano in viale Somalia a Roma, e una volta alla settimana bagnava completamente le sue piante recuperando l’acqua che teneva in una piccola tanica. Solo quando c’era molto caldo nebulizzava le piante, con la stessa acqua, anche una volta al giorno. Per quanto riguarda la concimazione, per anni si è detto che le “epifite” (quelle che hanno radici esterne ed in natura vivono appoggiate ad una pianta ospite, che usano solo come sostegno) non hanno bisogno di concime, ora si è scoperto che una vota all’anno, all’inizio del periodo vegetativo, è bene usare un concime ternario bilanciato (18–18–18), naturalmente la somministrazione sarà condizionata dalla dimensione, dallo stato vegetativo e dalla specie della pianta in coltivazione (per approfondire, leggete “Concimare le piante, gli effetti dei concimi ternari”). Tutte queste regole sono generalizzazioni, prometto che dedicherò ai due o tre generi di orchidee più frequenti dai nostri fiorai articoli specifici.

Le tabelle con le necessità dei generi più frequenti

Per ora vi mostro qui di seguito le tabelle usate dai coltivatori professionisti sulle necessità (temperatura, umidità, luce) delle piante adulte di:

Cattleya:

STAGIONE TEMPERATURA NOTTURNA TEMPERATURA DIURNA UMIDITA’ LUCE IN LUX
Primavera 16°-18° 22°-24° 70/80% 25,000
Estate 16°-18° 26°-30° 60/70% 30.000
Autunno 15°-16° 22°-24° 50/60% 25.000
Inverno 15°-16° 20°-22° 50/60% 20.000

Phalaenopsis:

STAGIONE TEMPERATURA NOTTURNA TEMPERATURA DIURNA UMIDITA’ LUCE IN LUX
Primavera 17°-18° 24°-26° 70/80% 20,000
Estate 16°-18° 26°-30° 70/80% 15.000
Autunno 16°-18° 24°-26° 70/80% 15.000
Inverno 16°-18° 22°-24° 70/80% 15.000

Cymbidium:

STAGIONE TEMPERATURA NOTTURNA TEMPERATURA DIURNA UMIDITA’ LUCE IN LUX
primavera 12°-14° 22°-24° 50/60% 35,000
estate 14°-16° 26°-30° 60/70% 40.000
autunno 12°-14° 22°-24° 50/60% 35.000
inverno 8°-10° 20°-22° 50/60% 30.000

L’umidità e la temperatura sono facilmente misurabili, ormai ci sono in vendita apparecchietti digitali (che indicano il risultato delle misure in numeri), diversa è la situazione rispetto ai lux. Potrete supplire alla mancanza di un luxmetro usando le indicazioni dell’esposimetro del vostro apparecchio fotografico. Impostando il tempo su un centesimo di secondo potreste controllare quale diaframma consiglia l’esposimetro, nel posto dove volete tenere l’orchidea.

Eccovi la traduzione diaframma = lux a  1/100 di secondo, e con la pellicola impostata a 100 ASA:

5,6       10.000

6,3       13.000

7          16.000

8          20.000

9          24.000

10        32.000

11        40.000

12,7     52.000

16        64.000

I valori di lux richiesti per ogni genere, devono anche tener conto del fatto che ai tropici la durata del dì è costantemente intorno alle 12 ore e quindi occorrerà aumentare la quantità di lux nel caso vogliate coltivare l’orchidea in un posto con meno ore di luce. Nel caso dobbiate integrare con lampade la quantità di luce necessaria, usate lampade speciali con la giusta lunghezza d’onda (Grolux, Fluora, ed altre) tenute molto vicino alla pianta: la quantità di luce diminuisce con il quadrato della distanza.

Infine il consiglio più importante 

Un ultimo consiglio, il più importante: ignorate tutto questo e “fatela semplice”: provate con una pianta e scoprite come va a finire! Tutto quello che ho scritto servirà in seguito per aggiustare il tiro, e buone fioriture!

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Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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