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    Concimare le piante, gli effetti dei concimi ternari

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    fiore bianco

    Dopo aver parlato della funzione terapeutica che il dare da mangiare alla pianta ha su chi la coltiva, vorrei ora raccontare di cosa succede realmente alle nostre amate piante. Rimangono valide le sette regole d’oro, non è necessario ripeterle tutte, ma almeno dovremo ricordare che concimeremo solo piante nel periodo vegetativo e in buona salute.

    Quali effetti hanno i concimi ternari sulle nostre piante?

    Detto questo, come promesso analizzeremo insieme gli effetti prodotti dalle sostanze chimiche che sono normalmente presenti nei concimi ternari (quelli NPK):

    concimi su uno scaffale
    Concimi esposti in bellavista, in primavera anche i normali centri commerciali attrezzano un angolo per promuovere e stimolare la vendita di concimi, ma soprattutto per promuoverne il consumo. A prima vista le bottiglie sembrano tutte uguali, solo con molta attenzione si scoprono le differenze, spesso minime tra i componenti NPK.

    N: azoto, a seconda della necessità fornito sotto forma di urea o di nitrato di potassio, è la sostanza che fa “ingrassare” (alcuni dicono gonfiare) le nostre piante, va somministrato rigorosamente solo durante il periodo vegetativo, ma facendo attenzione a non sformare la pianta. Una pianta grassa cresciuta con troppo azoto potrebbe avere delle spine più piccole del normale, molto distanziate tra loro,  delle radici sproporzionatamente esigue, una epidermide tesa lucida e sottile, naturalmente questa sintomatologia è da evitare.

    P: fosforo, interviene nel metabolismo delle nostre piante ed è necessario soprattutto per preparare la fioritura, va fornito soprattutto all’inizio della fase vegetativa. Sotto forma di fosfati, il fosforo si trova in abbondanza, assieme al potassio, nei terricci di origine vulcanica (lapilli e pozzolane). A Roma alcuni coltivatori aggiungono acido ortofosforico (un cc / litro) all’acqua dell’acquedotto, in questo modo si ottengono i fosfati utili alla fioritura.

    K: potassio, un altro dei componenti fondamentali della “dieta” delle piante, ha il potere di penetrare all’interno della cellula vegetale e diluirsi nei succhi di questa abbassando il punto di congelamento di  questi succhi, ha tra le altre funzioni anche quella di un vero  antigelo per i vegetali.  Proprio per questa sua particolarità è consigliabile aggiungere nell’acqua dell’ultima bagnatura una buona dose di potassio (se si usa il solfato di potassio potremo usare una diluizione di un grammo / litro).

    C’è chi preferisce non usare concimi ternari e neppure diluire il concime nell’acqua delle bagnature, per questi possiamo consigliare l’uso della cornunghia (tritato di materiale corneo di origine animale). Commercializzata in diverse pezzature, con granulometrie diverse, la cornunghia è disponibile nei negozi specializzati, e non sempre si trova, in compenso basterà metterne una certa quantità (a seconda della dimensione del vaso) sul terreno e ad ogni bagnatura si scioglierà un poco, concimando quanto basta. Ad usare la cornunghia si ha il vantaggio di non poter sbagliare (la tolleranza rispetto alle dosi consigliate arriva anche a 5-6 volte la quantità indicata). È vero che anche la cornunghia è ricca di azoto, ma lo rilascia lentissimamente, a differenza del “sangue di bue”, sempre di origine animale ma da evitare come concime per le piante grasse e più indicato per le latifoglie. Chi ha molte piante deve anche fare i conti con il costo dei concimi, il più economico tra quelli che mi sento di consigliare per la maggior parte delle piante è quello granulare per i pomodori, lo si trova in tutti i consorzi e nei migliori garden, ha però il difetto di essere venduto in confezioni di almeno cinque litri. Sempre rispetto alle confezioni, nel 1990 venne stabilito a livello internazionale tra i produttori di concimi liquidi una specie di convenzione che stabiliva il colore verde per le bottiglie contenenti concimi fogliari, il colore rosso per concimi in grado di stimolare la fioritura.  Alcune catene di supermercati hanno preteso dai fornitori confezioni personalizzate che non sempre rispettano quella convenzione.

    La concimazione delle semine

    NPK concime etichetta
    NPK 2, concime 7-4- 5, sempre per piante verdi, è consigliabile per concimazioni frequenti, anche in dosi minori di quelle consigliate
    npk concime etichetta
    NPK 1, concime 8-5- 5, serve per le piante con foglie, è interessante per la presenza del ferro e dei chelati, è un rinverdente e stimolante.

    Un capitolo a parte dovremo affrontare per la concimazione delle nostre semine, anche in questo caso conviene rispettare la regola del “poco e spesso” piuttosto che usare terreni fortemente concimati. Un ulteriore settore rispetto all’alimentazione delle piante in vaso, è quello dei rinverdenti e degli “integratori”, fino agli ormoni, presenti sul mercato e quindi a disposizione dei coltivatori. Naturalmente posso solo esprimere un parere per la mia personale esperienza, con tutte le limitazioni del caso, ma alcune cose io le sconsiglio: ad esempio l’uso dei “radicanti” (acido butirrico o simili) che hanno la capacità di favorire l’accumulo delle auxine (ormoni vegetali) nella parte basale della talea con il compito di far sviluppare più facilmente le radici; spesso questi prodotti riescono a favorire lo sviluppo di funghi dannosi per le nostre piante, se proprio dovete usarli adoperateli in combinazione con dei fungicidi. Il ferro è sicuramente utile, ma esagerare non fa bene, basterà quindi aggiungerlo all’acqua delle bagnature una sola volta all’anno, nelle dosi necessarie. Attenzione anche alle macchie sulle foglie e sulle piante. La migliore formulazione per fornire il ferro è quella del “sequestrene” che è estremamente utile contro le clorosi. Purtroppo il sequestrene è uno dei prodotti più costosi. Una particolare attenzione va rivolta a chi coltiva Asclepiadaceae o Apocinaceae (oleandri): un paio di volte all’anno dovrà usare il solfato di magnesio (sale inglese), non per purgare le piante ma per favorirne lo sviluppo e contemporaneamente renderle amare e quindi meno appetibili per i parassiti. Un rinverdente economico per tutte le piante (latifoglie comprese) è l’acido borico. Introduce nel terreno tutti quegli oligoelementi che vengono lavati via con le annaffiature. Anche con l’acido borico è difficile sbagliare, non è facilmente solubile, si trova facilmente anche in farmacia e poi viene dato una sola volta all’anno. Attenzione: evitate di cercare il “tutto e subito” mischiando i vari prodotti di cui abbiamo parlato, l’effetto quasi sempre sarà disastroso. I trattamenti dovranno essere graduali e quando avremo usato un prodotto eviteremo di usarne un secondo. L’obiettivo è quello di reintegrare nel terreno le sostanze sottratte dalla pianta o durante le annaffiature, non quello di creare un super terreno capace di far crescere le piante a velocità innaturale. La super crescita si può anche ottenere, ma non dipende solo dalla “chimica” occorre creare le condizioni fisiche, studiare dei particolari cicli di riposo, disporre di cicli termici adeguati, tutto questo è giustificato per chi produce piante professionalmente ma nella realtà amatoriale sarà bene non provarci neppure a “pompare” le nostre piante, quasi sempre il bilancio rischio/guadagno è sfavorevole.

    Vocabolarietto verde:

    Cornunghia: concime a lenta cessione che si ottiene tritando materiale corneo di origine animale. Ha la particolarità di essere un concime sicuro, si può usare senza rischi anche in dosi molto maggiori di quelle consigliate.

    Radicanti: sono prodotti in diverse formulazioni (polvere, liquido, ecc.) a base di stimolanti per gli “ormoni vegetali”. Vengono usati sulle talee per favorire lo sviluppo delle radici.

    Integratori: sono componenti dei concimi presenti in piccole percentuali, hanno la capacità di reintegrare i microelementi che funzionano da catalizzatori nello sviluppo delle cellule vegetali.

    Sequestrene: chelati di ferro, prodotto estremamente utili per proteggere le piante dagli effetti negativi delle clorosi (dovute alla presenza del cloro nell’acqua degli acquedotti).

    Piante pompate: sono quelle che alcuni coltivatori ottengono cercando di accelerare i naturali ritmi di crescita di alcune specie. Nella migliore delle ipotesi la crescita superveloce è sempre a discapito della salute delle piante.

    Concime NPK
    NPK 3, concime 5-5- 8, la maggior percentuale di potassio prepara la pianta al riposo invernale
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    Luciano Zambianchi
    Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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