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Cani morsi dalle vipere, cosa fare in questi casi?

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cane alsaziano

I cani sono animali naturalmente curiosi che per la loro indole sono soggetti  ad incidenti, dovuti a spiacevoli incontri ravvicinati con le vipere. Proteggerli è una nostra responsabilità, ma è bene conoscere cosa fare. In queste righe troverete suggerimenti e l’esperienza dei professionisti, ma anche le ultime ricerche in fatto di morsi di vipere ai nostri amici cani. Sul volume “Vipere italiane” stampato ad aprile 2017 potrete leggere un intero capitolo dedicato alle vipere e i cani, che vi permetterà di approfondire l’argomento a vostro piacere. Mi sono sentito personalmente  costretto a scrivere su questo argomento per rispondere, in qualche modo, all’articolo “Stanno tornando le vipere” uscito il 27 giugno sulla rivista “Starbene”, dove ho letto:

“ È arrivata l’estate ed è già allarme vipere, questi rettili si sono spinti sino in città: a metà aprile, a Roma, 3 cani sono stati morsi nella frazione de La Storta, mentre è di qualche giorno fa il ritrovamento di 3 piccoli di aspide nei giardini di una scuola di Vittorio Veneto (TV). …”

vipera mordente

Tre cani morsi dalle vipere a La Storta, facciamo chiarezza

Poi l’articolo dà delle indicazioni su  cosa fare nel caso si venga morsi, (vi invito a rileggere l’articolo già uscito su “Greenious”), ma abbandona al loro infausto destino i tre cani de La Storta. E qui intervengo io; ricordate la credenza popolare: “l’alito della vipera è così velenoso che se un cane lo fiuta muore”? Ebbene cercheremo di fare in modo che, anche se morso, il cane non muoia. Prima di tutto un commento: La Storta è un’area densamente popolata (tre volta la densità di Viterbo) che sorge a circa 17 km dal centro di Roma, sulla via Cassia, confinante con l’Olgiata, il centro residenziale con i campi da golf, e La Giustiniana. È poco probabile che in un’area con così tante persone, e sicuramente presidiata anche per la presenza dei campi da golf, ci sia una tale densità di vipere da giustificare tre cani morsi in un solo mese. In effetti bastava cercare l’origine della notizia per verificarne l’eccezionalità! L’informazione sembra essere ripresa dall’articolo uscito il 26 aprile 2017 su “Libero” con il titolo “Invasione di vipere Roma è una giungla” in cui si parla della inefficienza dell’amministrazione della sindaca Raggi a Roma, in toni un poco enfatici: “… La vita nella giungla romana diventa sempre più ardua, tanto da rendere ormai consigliabile un corso di sopravvivenza, per essere sempre pronti e preparati in caso di attacco da parte di animali selvatici. …” . Questo articolo riprende a sua volta un pezzo dello stesso tono  uscito quattro giorni prima su “Romanord Today” dal titolo “La Storta: nel parco di via Tieri pericolo vipere” che dopo aver lamentato l’incuria amministrativa attribuibile alla gestione del municipio e alla Raggi, segnala tre cani morsi da vipere la settimana prima. Questo articolo riporta nel suo titolo uno straordinario avviso del centro veterinario Mancini (toilette per cani e gatti più veterinario) in Roma via Cassia 1844. Secondo il redattore i veterinari consigliavano di non lasciare i cani liberi nell’erba alta del parchetto di via Tieri, segnalando un ipotetico pericolo vipere! L’amministrazione ha sicuramente le sue colpe, e non sarò io a negargliele, ma è difficile che abbia reso possibile tre morsi di vipera in una settimana in un giardino pubblico, anche se con l’erba non falciata. Allo stesso modo un “pericolo vipere” in un giardino pubblico frequentato da mamme e bambini non dovrebbe essere di competenza di un’attività di toelettatura per cani e gatti. Come è facile creare delle bufale!

Cosa fare se un cane viene morso da una vipera

Torniamo ai nostri amici a quattro zampe; può comunque capitare che vengano morsi da una vipera, per evitare questa possibilità l’azione migliore potrebbe essere di tipo preventivo,  come insegnare ai cani ad ignorare i serpenti,  però credo sia molto difficile: i cani da tartufo ad esempio sono addestrati  a trascurare gli animali selvatici, ma, ugualmente, spesso non ci riescono. Una cosa è evitare di inseguire un fagiano, altro è riuscire a rimanere indifferenti davanti a qualche cosa di insolito come una vipera. Per questo non è pensabile considerare l’addestramento come una carta vincente. Più facile sarebbe tenere al guinzaglio i nostri amici e lasciarli liberi solo dove ci siano sentieri battuti, ma questa può sembrare una cattiveria. Rimane quindi la possibilità di essere preparati nel caso di un morso.

Ecosave, uno strumento utile contro i morsi da serpenti velenosiecosave contro morso di vipera

Nel 1995, in Lwiro (Zaire), nel laboratorio di erpetologia, è stato testato l’apparecchio “Ecosave” su un certo numero di cani morsi da serpenti velenosi: quelli morsi da rettili con veleno citotossico e emotossico (come le nostre vipere) sono sopravvissuti. Da allora l’apparecchio, progettato e realizzato da un gruppo di ricercatori italiani, è diventato un buon compagno per i naturalisti, specialmente per gli erpetologi e io stesso ne ho acquistato uno. Secondo i produttori,“Ecosave” è efficace anche  contro i morsi di insetti, le punture dei pesci velenosi, delle meduse, ecc. , ricordo però che è un apparecchio di primo soccorso che, se usato in modo appropriato, può essere veramente salvifico. Tornando ai nostri cani, anche quando  sono morsi non è detto che ci sia inoculazione di veleno: spesso i morsi dife

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Il volume “Vipere italiane” da cui sono prese le foto e molte delle informazioni riportate dall’autore

nsivi delle vipere sono morsi secchi (senza veleno). Potremo seguire comunque le procedure di primo soccorso previste con “Ecosave”: dovremo  impedire al nostro cane di muoversi e se vediamo che soffre e guaisce, potremo ripetere la serie di impulsi intorno al morso, considerate che spesso la parte colpita è il tartufo, su cui è difficile riconoscere i segni dei denti veleniferi. Dopo aver disinfettato le piccole ferite ed applicato gli impulsi come indicato da “Ecosave”,  potremo portare il nostro animale da un veterinario che con una serie di esami clinici potrà scoprire se è stato avvelenato, fino a che grado, e quindi intervenire per prevenire le possibili complicanze. I veterinari potranno trovare interessanti studi riportati sul volume “Vipere italiane”, vi risparmio i dettagli tecnici, posso però dirvi che ho sperimentato sulla mia persona  le microscariche provando solo un leggero fastidio. In compenso segnalo agli amici cinofili un aspetto positivo: nel mondo sono tantissimi gli animali, ed in particolare i cani, morsi da rettili velenosi, questo ha sollecitato decine di ricercatori ad indagare sulle possibili complicazioni dell’ avvelenamento da morso sugli organi dei nostri amici. Torno ad invitare i veterinari che vorranno approfondire le loro conoscenze a leggere lo specifico capitolo su “Vipere italiane” e soprattutto la ricca e aggiornata bibliografia riportata.  Naturalmente tutto questo sperando di non averne mai bisogno!

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Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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