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E-waste: il lato nefasto dell’era tecnologica

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e-waste rifiuti

L’e-waste è un esempio di ciò che lo sfrenato consumismo contemporaneo produce e di come tutto ciò si riversi sulle condizioni di salute dell’uomo e dell’ambiente. Computer, aspirapolvere, cellulari, giocattoli, spremiagrumi, pile, robot da cucina: le nostre case ne sono sempre più piene e il loro uso è sempre più breve, ma dove finiscono tutti questi apparecchi una volta ritenuti obsoleti?

Cosa si intende con il termine e-waste?

Questo concetto sta a indicare tutti quelle apparecchiature elettriche ed elettroniche che finiscono nei rifiuti e che, molto spesso, vengono gettate nonostante siano ancora funzionanti.

L’Unione Europea definisce RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) apparecchiature che dipendono per un corretto funzionamento da correnti elettriche o da campi elettromagnetici progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e 1500 volt per la corrente continua

Principalmente, questi apparecchi possono essere:

  • grandi e piccoli elettrodomestici
  • strumentazioni informatiche
  • apparecchiature per le telecomunicazioni
  • dispositivi di illuminazione
  • giocattoli
  • attrezzature per sport e tempo libero
  • apparecchiature di consumo (fotocamere, apparecchi audio, video e televisivi, ecc.)
  • dispositivi medici
  • distributori automatici
  • strumentazione di monitoraggio e controllo

La cifra cui ammonta l’e-waste è di circa 20 milioni di tonnellate in un anno; solo il 40% viene riciclato, mentre il restante 60% finisce in discarica.

Perchè questi rifiuti sono considerati pericolosi? 

L’e-waste rappresenta un grande pericolo per la salute umana e ambientale. Questo tipo di rifiuti sono considerati pericolosi in quanto tossici e non biodegradabili; le principali componenti inquinanti che li caratterizzano sono:

  • metalli pesanti (piombo, zinco,  cadmio)
  • composti organici (policlorobifenili)
  • materiali plastici

Ulteriore rischio è quello del crescente abbandono di questi rifiuti nell’ambiente o nelle discariche, determinando un elevato inquinamento di suolo, acqua e aria.

Trattamento e smaltimento dei Raee

A causa della loro pericolosità, lo smaltimento di questi rifiuti è un procedimento delicato e importantissimo ai fini della sicurezza sociale e ambientale. Per smaltirli in modo corretto bisogna prima differenziarli in base alla tipologia, per poi riuscire a riciclare le parti che possono essere riutilizzabili.

Il primo passo è quello che possiamo fare nelle nostre case verificando se l’oggetto che stiamo gettando può essere riciclato o meno; per capire ciò basta vedere se vi è il simbolo di riciclo, che consiste nell’immagine di un bidone barrato da una croce.

A questo punto, una volta compreso che è possibile riciclare questi apparecchi, le possibilità sono tre:

  • portarli alle apposite isole ecologiche del proprio comune
  • nel caso in cui si dovesse acquistare un prodotto nuovo, far ritirare quello vecchio gratuitamente dal negozio
  • richiedere il ritiro a domicilio nel caso di rifiuti ingombranti

Quindi, i successivi step relativi al recupero dei raee sono:

  • separazione
  • recupero differenziato dei materiali (rame, ferro, mercurio, vetro, alluminio, ecc)

Quello che è importante sapere è che non bisogna assolutamente conservare queste apparecchiature in casa, non bisogna gettarle nella spazzatura indifferenziata e non si deve mischiarle con gli altri rifiuti.

Come risolvere il problema?

Nonostante tutte le negatività dell’e-waste elencate finora, esiste un lato positivo perché una parte di questi apparecchi possono essere riciclati e riutilizzatiAlcune delle materie prime che li costituiscono, se raccolte e trattate in modo corretto, possono avere una seconda vita. Infatti, materie prime come ferro, alluminio, plastica, rame, ma anche oro, palladio, cobalto e grafite sono preziosissime. Quindi, perché dovremmo riciclare queste materie?

Le ragioni sono molte:

  • ridurre le emissioni di CO2
  • risparmiare energia
  • recuperare e riutilizzare materie prime
  • combattere il traffico illegale di apparecchi elettronici verso i paesi in via di sviluppo

Oltre al riciclo, un’altra possibilità da considerare è quella legata alla progettazione degli apparecchi stessi. Obiettivo del mercato dovrebbe essere quello di progettare e produrre apparecchiature elettroniche che abbiano una maggior durata nel tempo. Infine, è importante anche sviluppare nuove abilità per riuscire a riparare e riabilitare queste apparecchiature.

A livello globale, la quantità di rifiuti prodotti è in continuo aumento, un primo passo per riuscire ad arginare questo problema è quello di imparare a capire meglio come gestire la nostra spazzatura.

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