Ripensare la plastica in maniera sostenibile

Marta Perinelli
Pubblicato il 10 ottobre, 2018, 8:48 am

Ripensare la plastica diviene un atto fondamentale nel mondo contemporaneo.

Questa attività consiste nell’analisi della plastica in sé e dei modi attraverso i quali essa può essere riesaminata in maniera tale da annullarne le gravi conseguenze sull’uomo e sull’ambiente.

Perché usiamo la plastica, per quali scopi e quanta ne sprechiamo?

Le ragioni che ci hanno finora spinto a utilizzare la plastica nelle sue forme più disparate sono principalmente legate al fatto che essa gode di qualità estremamente desiderabili quali:

  • l’economicità
  • l’essere facilmente trasportabile grazie al suo peso ridotto
  • la possibilità di essere modellata in infiniti modi
  • la sua estrema resistenza e la capacità di durare molto a lungo nel tempo

La plastica viene utilizzata tutti i giorni più volte al giorno, precisamente 58 milioni di tonnellate di plastica sono prodotti ogni anno soltanto in Europa; essi sono destinati per il:

  • 40% alla creazione di imballaggi
  • 22% alla produzione di beni per il consumatore e la casa
  • 20% al campo edile
  • 9% alla costruzione di auto e camion
  • 6% alla produzione di dispositivi elettrici e di equipaggiamenti elettronici
  • 3% all’agricoltura

Invece, per quel che riguarda gli sprechi i dati sono i seguenti:

  • soltanto il 30% di questa plastica viene riciclato
  • il 39% di essa finisce negli inceneritori
  • il 31% viene spedito nelle discariche
  • il 60% è packaging, di cui soltanto il 40% viene riciclato

I dati forniti dalla Commissione Europea parlano chiaro: entro il 2050 la produzione e il riciclo della plastica sarà responsabile del consumo del 20% di olio e del 15% dei gas serra prodotti.

Cosa stiamo facendo in Europa?

Attualmente, la Commissione Europea ha ideato e attuato una strategia per i rifiuti di plastica che stabilisce una serie di regole e pratiche il cui obiettivo è quello di ridurre la quantità di rifiuti prodotti. L’obiettivo della strategia dovrebbe essere portato a compimento entro il 2030.

Nel frattempo, l’87% degli europei è preoccupato dell’impatto ambientale dell’uso della plastica e delle sue conseguenze sulla salute umana.

Per questa ragione il consumatore europeo sta cominciando a mettere in pratica una serie di piccole ma importanti azioni quotidiane:

  • il 75% cerca di utilizzare meno le buste di plastica usa e getta
  • il 65% separa i rifiuti per il riciclo
  • il 34% evita l’utilizzo di plastica monouso
  • il 24% evita di comprare prodotti con troppi imballaggi

Ripensare la plastica

Come è possibile eliminare definitivamente la plastica monouso? In che modo possiamo rendere il riciclo della plastica più facile? È possibile trovare un’alternativa all’uso della plastica?

Tutte queste domande dovrebbero indirizzarci alla ricerca di una soluzione efficace del problema che riguarda tutti noi: ripensare la plastica per renderla sostenibile.

Le tre caratteristiche fondamentali che andrebbero ripensate riguardano il fatto che essa debba:

  1. avere una durata maggiore
  2. essere facile da riusare e riciclare
  3. essere facile da raccogliere

Quindi, il cambiamento deve riguardare i seguenti aspetti:

  • il design, ovvero la parte della progettazione
  • le modalità di produzione
  • i modi in cui essa viene utilizzata
  • la gestione dello scarto

Di fondamentale importanza è il passaggio a una visione circolare, pensare non solo alla produzione fine al consumo, ma anche alla vita che quel bene prodotto avrà una volta che avrà finito di svolgere il suo compito.

Ripensare la plastica significa cambiare il punto di vista dal quale finora l’abbiamo pensata, utilizzata e trasformata in rifiuto. Essa è denaro, risorse, energie e lavoro, quindi cambiandone le caratteristiche che la rendono inquinante è possibile trasformarla in una risorsa importantissima.

Marta Perinelli
Marta Perinelli vive a Roma ed è laureata in Sociologia. Ha sempre avuto una passione per la lettura e la scrittura. In questi ultimi anni ha sviluppato un interesse particolare per la tutela ambientale e la sostenibilità, per questa ragione sta seguendo un Master in gestione e comunicazione della sostenibilità a Brescia.

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