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L’ecologia in un incontro dei Carabinieri Forestali

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auto carabinieri forestali

Martedì 26 marzo sono andato ad ascoltare la conferenza organizzata dal CUFA (Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri) nell’ambito dei Martedì della Natura. L’argomento non era certo nazionalpopolare, non che “La protezione dei valori ecologici in Italia” non fosse un fatto interessante, ma il titolo sembrava sicuramente destinato ai tecnici. Anche l’elenco dei relatori faceva pensare a un momento importante, forse importantissimo, ma non certamente divulgativo. Ebbene ho il piacere di raccontarvi che l’incontro è stato interessantissimo ed estremamente chiaro. Abbiamo avuto la prova che quando si è realmente competenti non c’è bisogno, per essere scientifici e precisi, di paroloni o di neologismi tecnici. I presenti hanno dato prova, con le loro domande e le loro considerazioni di aver compreso quanto esposto dai relatori.

Mancava il Professor Sandro Pignatti

Il professor Sandro Pignatti all’ultimo momento non è potuto intervenire, la sua presenza però era nell’aria: il Tenente Colonnello Nicolò Giordano aveva esposto sul tavolo dei relatori la “Flora d’Italia, l’opera fondamentale per la botanica, realizzata dal professore.  

Una piacevole sorpresa è stata la competenza in materia ambientale del professor Federico Roggero, docente di Storia del Diritto Italiano alla Sapienza, che ha dimostrato di essere stato “contaminato” dall’esperienza e dall’interesse per l’ecologia del suo allievo e amico, il Tenente Colonnello Bruno Petriccione, e non solo come relatore della sua tesi. D’altronde l’allievo è un super esperto che da biologo ha dimostrato, con quattro tesi di laurea, l’interesse e l’amore per il suo lavoro di Forestale prima e ora di Carabiniere Forestale.

Il professor Roggero ci ha affascinato con un racconto sulla nascita e lo sviluppo della normativa protezionistica in Italia prima e poi in Europa; ho scoperto, dall’introduzione del libro che raccoglie la tesi in “Servizi Giuridici” del T.Col. Bruno Petriccione, che anch’io ho qualcosa in comune con lui: la frequentazione di un paese immerso nel verde e con tradizioni e ambienti a misura d’uomo, Torricella Sicura. È il paese dove vive e lavora uno dei miei dotti amici, il professor Luciano Paesani, che ha ispirato già due dei miei articoli sulla cucina abruzzese: “La verità sulle virtù teramane e “Maccheroni, la storia di un prodotto italiano di pregio”, entrambi nati a tavola proprio a Torricella Sicura. 

Il professor Pignatti ha colpito ancora

Il Ten.Col. Bruno Petriccione ci ha raccontato che in una conversazione con il professor Pignatti si è sentito chiedere: “Cosa proponi di fare per salvare il mondo?”. Una provocazione dell’anziano professore a cui l’ecologo Bruno Petriccione ha dato ben due risposte: la prima cosa da fare è riscoprire l’ambiente e le leggi promulgate per difenderlo, smettendola di ignorare (purtroppo a tutti i livelli) le norme protezionistiche che in Italia esistono, e sono tra le migliori del mondo. In pratica non dobbiamo sostituire la legge scritta nei Codici con la legge del “Così fan tutti”.  Il secondo suggerimento prevede il riconoscimento di una “personalità giuridica” dell’ambiente, e quindi dei diritti propri dell’ambiente: diritti non derivati dall’uso umano diretto o indiretto, ma specifici dell’ambiente come soggetto. Se l’ambiente è un soggetto con diritti propri, ogni cittadino potrà rispettarli e farli rispettare, e costituirsi parte civile contro devastatori e inquinatori senza aspettare che siano gli enti protezionistici (a livello nazionale) a farlo.

È un “cambio di paradigma”, un cambio rivoluzionario dei significati, in cui non sia l’uomo a giudicare nei rapporti tra uomo e ambiente.

Questo vuol dire che non dobbiamo ridurre l’inquinamento umano per lasciare l’ambiente ai giovani perché anche loro possano conoscerlo o goderselo, ma dobbiamo insieme riconoscerne i diritti “naturali” ed imparare a rispettarli. Petriccione ha concluso leggendo tre esempi di come la normativa, ma soprattutto la sensibilità naturalistica, sia cambiata: dai premi dati per “sterilizzare” l’ambiente ed eliminare i “nocivi”, all’idea di “ecologia” come casa comune in cui vivere.

L’incontro si è dimostrato un ennesimo successo dell’organizzatore, il Tenente Colonnello Nicolò Giordano, e della sua squadra, a favore dell’ambiente, in modo serio e professionale.

Tutto questo mi ha fatto ricordare l’orgoglio con cui i ricercatori inglesi, in questi giorni, hanno annunciato la produzione, finanziata da Bill Gates in un laboratorio superprotetto in Umbria, di milioni di femmine di zanzare geneticamente modificate, da rilasciare in Africa per portare all’estinzione tutta la specie della zanzara del genere Culex, colpevole di succhiare il sangue e di diffondere alcune malattie (malaria compresa). Dimostrando in questo modo che purtroppo non abbiamo capito nulla!

Infine, per quanto riguarda il professor Pignatti, ci auguriamo che possa presto tornare a fare il provocatore, come è nella sua natura: lo ricordo quando, all’Orto Botanico di Roma, chiese a me e Ornella, che dirigevamo un’importante associazione di amatori di piante succulente, se non fosse il caso di spronare i nostri associati ad impegnarsi nello studio delle similitudini e delle convergenze tra generi di piante di continenti diversi e di non fare solo i giardinieri.

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Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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