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Una passeggiata nel verde dell’Orto Botanico di Roma

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giardino giapponese, orto botanico di roma

Gli orti botanici, luoghi deputati alla coltivazione e allo studio di una vasta quantità di piante, sono posti ideali per una gita primaverile diversa dal solito. Spazi simili sorgono in tutto il mondo, ma fa piacere ricordarne le radici italiane, perché l’orto botanico nasce proprio come parte delle nostre università durante il sedicesimo secolo. Ed è nel solco di questa usanza – fatta di amore per la natura, la scienza e quindi, in ultima analisi, per l’uomo – che si colloca e prospera l’Orto Botanico dell’Università La Sapienza di Roma. Riscopriamolo nel suo splendore.

Uno dei polmoni verdi di Roma

L’Orto Botanico di Roma si estende per circa 12 ettari nel cuore della città, sul lato est del Gianicolo. Se le memorie di quel colle trasudano di parossismi della Storia, lo splendido manto verde riporta il visitatore alla pace senza tempo della Natura, di cui siamo parte. A gestire questo gioiello è il dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Roma La Sapienza, dei cui musei l’Orto Botanico di Roma fa parte. Se al tempo dei cesari fu Settimio Severo a sfruttare l’area del Gianicolo, con gli Horti Getae e le terme a se stesso intitolate, in epoca papale la zona si caratterizzò per un utilizzo dapprima agricolo e poi, con il Rinascimento, di impronta sempre più naturalistica. Il primo Orto Botanico di Roma risale al 1514, quando papa Leone X istituì una cattedra dedicata alle piante medicinali. D’altronde, proprio in quell’epoca iniziò la creazione di orti botanici nelle più rinomate università, prima italiane – a Padova, Pisa, Firenze, Pavia e Bologna – e poi europee.

Natura e storia nell’Orto Botanico di Roma

Gli orti botanici, in Italia come nel resto del continente, hanno sempre avuto finalità di studio, catalogazione e conservazione, rivelandosi strettamente legati quindi alla rinascita delle scienze. È chiaro però che in un paese pieno d’arte e di Storia come l’Italia, un tocco di creazione umana appaia comunque tra il rigoglio delle piante. Chi vuole godere di una passeggiata nel verde dell’Orto Botanico di Roma, incontrerà anche la fontana degli Undici Zampilli, quella dei Tritoni – entrambe risalenti al 1742 – e Villa Corsini alla Lungara, restaurata nel XVIII secolo. Tutto intorno, splendidi monumenti vivi e spicchi di natura da tutto il mondo. Troviamo ad esempio il giardino giapponese, con i suoi giochi d’acqua, le sue piante esotiche e l’effimera meraviglia dell’hanami, fioritura dei ciliegi. Ci sono diverse serre, tra cui una tropicale che al suo interno mantiene umidità costante all’80% e una temperatura tra i 20° e i 30°; le zone adiacenti sono dedicate alle piante mediterranee come a una collezione di 35 diverse specie di palme, ci sono inoltre un ricchissimo roseto, una valle di felci e il bosco di bambù. Un’app dedicata e QR code sui cartellini illustrativi permetteranno di scoprire di più su ogni pianta. È poi doveroso rimarcare l’esistenza di un giardino detto “degli aromi”, area in cui i non vedenti possono fare esperienza delle piante toccandole e annusandole, riconoscendole inoltre con l’aiuto di appositi cartelli scritti in Braille.

Le attività accademiche dell’Orto Botanico di Roma

L’Orto Botanico di Roma partecipa alla rete di Banche del Germoplasma, struttura nazionale e internazionale per la conservazione dei semi delle piante locali. Studiati, protetti sottovuoto o a bassissime temperature, i semi vengono scambiati tra gli enti universitari per aumentare il sapere e tutelare la biodiversità. Una realtà che è giusto conoscere, perché l’amore della natura si trasforma in azione grazie alla protezione e allo studio. Peraltro, l’Orto Botanico di Roma gestisce le visite guidate, sia individuali sia di gruppo. Che si voglia semplicemente passeggiare nel maestoso rigoglio del suo verde o si preferisca affiancarsi a una guida per un approccio più scientifico, questa è la stagione giusta per conoscere questo gioiello di Roma e della sua prima Università.

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