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Salviamo l’Artico, il regno ghiacciato del gufo delle nevi

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Gufo delle nevi nucta copertina

 “… E’ fondamentale che il tempo dell’azione sia oggi, non è più rinviabile. A dirlo è proprio l’Artico”…

Noctua Book porta in libreria un altro capolavoro, quello di Marco Mastrorilli, Alice Cipriani e Valeria Gereschi, che questa volta arriva tra gli scaffali letteralmente volando: tramite le ali magnifiche dell’ambizioso e regale Gufo delle nevi!

Un libro-fotografia, SOS Gufo delle nevi: Salviamo l’Artico, il regno ghiacciato del gufo bianco  che denuncia, descrive, divulga e cristallizza lo stato attuale dell’Artico, la regione più fragile del Pianeta, lo specchio nel quale sono più visibili gli effetti distruttivi del cambiamento climatico. L’Artico, infatti, “si sta riscaldando più  velocemente di qualsiasi altra parte del Pianeta“, e la rapida perdita di ghiaccio dal Mar Glaciale Artico, come di neve e dei ghiacci perenni, dimostrano che se non ci adoperiamo per interrompere la catena emissioni (aumento di CO2  nell’atmosfera – aumento di temperatura) che sta destabilizzando in maniera a dir poco invasiva  l’Artico, i suoi equilibri e le sue specie, tutto sarà perso.

Ecco ipotizzati i “tre principali effetti di questo scellerato riscaldamento terrestre prodotto dall’uomo:

  • Innalzamento del livello degli oceani;
  • Totale mutamento del clima;
  • Stravolgimento dei regolari equilibri ecologici sulle catene alimentari”.

“La nuova scadenza, inizialmente fissata a fine secolo e poi a metà secolo, è stata ulteriormente abbassata dagli scienziati al 2030. Dopodomani”!

E chi ci può far aprire gli occhi su ciò che sta accadendo nell’Artide, il regolatore termico dell’emisfero Nord, quello in cui viviamo, se non sua maestà il Gufo delle nevi.  Grazie ai giovani gufi di nome “Amishtown” e “Baltimore”, richiamati e fotografati nel libro, (due di 22 gufi che il progetto SNOWstorm -un progetto incentrato sul gufo delle nevi, il cui gruppo di ricerca è composto da un team di scienziati, studiosi, e veterinari della fauna selvatica in gran parte volontari e finanziato quasi interamente da piccole donazioni da parte del pubblico-, nel solo inverno 2013-14, ha dotato di trasmettitori dorsali, il primo di trasmettitore dorsale GPS/GSM ed il secondo di trasmettitore dorsale alimentato a luce solare), si è riusciti a studiarne l’ecologia e i movimenti che oggi riguardano ben 75 gufi delle nevi nei “loro viaggi tra le coste, le città e i terreni agricoli del Nord America centrale e orientale, dove vivono in inverno, e i loro areali di riproduzione nell’Artico”.

Il gufo delle nevi, nomade del grande Nord è in cerca di futuro

L’impavido Gufo delle nevi dalle grandi ali candide è il predatore alato più grande dell’estremo Nord, secondo per dimensioni solo al Gufo reale. Abita la tundra artica, è un animale estremamente erratico e solitario ma questa volta ha deciso di portarci con sé, in questo viaggio di lettura-divulgazione-denuncia e si spera di cambiamento… per la sua sopravvivenza che è sopravvivenza dell’Artico e di tutti noi.

Purtroppo l’innalzamento delle temperature, con il conseguente rapido e intenso scioglimento delle neve e dei ghiacci del Circolo Polare Artico, sta determinando la distruzione del suo habitat naturale, la tundra, e la perdita delle sue risorse alimentari predilette, i lemming. E per queste ragioni, il Gufo delle nevi ha iniziato a migrare dal Polo Nord verso latitudini minori, verso aree più antropizzate rispetto alla tundra artica, che gli riservano, purtroppo, un triste destino, visti i casi di “aumento di mortalità dovuto ad un maggior impatto delle attività umane: elettrocuzione, impatti con aerei e veicoli, nonché agganciamento nelle attrezzature da pesca”, per non parlare poi dell’altresì triste destino per mano degli spietati bracconieri, che cacciano e uccidono il gufo delle nevi per il loro candido manto e ne utilizzano le piume per realizzare capi d’abbigliamento e molti altri oggetti di valore.

Se con la saga di Harry Potter, Edvige, il Gufo delle nevi del celebre maghetto, assunse il ruolo di magnifico messaggero, oggi questi rapaci sono ambasciatori di una comunicazione ancora più diretta e inequivocabile: dobbiamo salvare l’Artico“, dobbiamo salvare il Ghiaccio… che è la casa non solo del Gufo delle nevi, ma anche della Volpe artica, dell’Orso Polare, del Beluga, tutte specie che abbiamo il dovere di sottrarre al loro inevitabile e inesorabile declino.

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