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    Piante d’appartamento? Qualche consiglio utile

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    Forse alcuni dei nostri lettori hanno seguito le storie sulle 7 o le 10 o le 13 (e chi più ne ha più ne metta) piante che potete tenere in camera da letto, ebbene ve ne avranno dette di tutti i colori, ma sicuramente non vi hanno mai parlato del punto di vista delle piante. Non preoccupatevi non sono impazzito, ho solo pensato che ogni essere vivente preferisca vivere senza dover affrontare particolari difficoltà, quindi ho cercato di capire quali sarebbero stati i bisogni essenziali di una pianta in casa nostra. In realtà neppure questo concetto, apparentemente semplice, è sempre vero. 

    Le piante hanno colonizzato il mondo

    A sentire i geologi, sulla Terra ci sono state almeno un paio di estinzioni di massa di quasi tutti gli esseri viventi, una circa 250 milioni di anni fa, con l’estinzione del 95% delle specie, e un’altra intorno a 65 milioni di anni fa (il T-K) nella quale sparirono il 70% delle specie viventi, sia animali che vegetali. Da allora le piante e gli animali hanno ripreso a colonizzare il pianeta e non sempre siamo in grado di comprendere le ragioni dell’evoluzione di alcune specie e della loro sopravvivenza in luoghi che non sembrerebbero ottimali.

    Le necessità delle piante

    Devo confessarvi che io stesso non sono molto convinto che sia corretto parlare di “punto di vista”, riferendomi al mondo vegetale, non credo si debbano usare i sensi del mondo animale attribuendoli ai vegetali. C’è chi vi avrà sicuramente parlato degli studi condotti dalla NASA (in internet la NASA è come il prezzemolo: sta bene con quasi tutto), oppure chi vi riporta le ricerche di qualche prestigiosa università americana. Ho anche scoperto che ci sono architetti e fiorai che danno consigli, come dei veri esperti di sociobiologia vegetale.

    Le verità che potrete leggere sono diverse ma, come vi anticipavo, nessuna dalla parte delle piante. Ad una pianta, per poter crescere armoniosamente, serve luce, suolo, aria e acqua. La luce è necessaria per poter far svolgere alle sue cellule la funzione di fotosintesi clorofilliana. Il suolo ha più di una funzione, serve come sostegno, ma anche come deposito di nutrienti e casa dei batteri azotofissatori. L’acqua deve essere disponibile, sotto forma di soluzione, per veicolare i nutrienti per la pianta. L’acqua crea la giusta umidità, che permette ai capillizi radicali di assorbire per capillarità l’acqua e di rimanere efficienti; in mancanza della giusta umidità i capillizi seccano e per nutrirsi la pianta deve produrne di nuovi.

    Un appartamento non è un locus tipico

    Tornando alle piante, da quasi un millennio abbiamo imparato a coltivare diverse essenze in serre o in luoghi dove non sarebbero cresciute spontaneamente, questo però, vi assicuro, non ha creato delle specie da appartamento, evolute fino al punto di avere come “Locus tipico” le case in cui noi abbiamo scelto di vivere.

    Le piante superiori hanno sviluppato, in miliardi di anni, un sistema di vita che permette loro di produrre gli alimenti organici necessari alla loro crescita, partendo da materiale inorganico (questo è l’autotrofismo). In pratica le piante hanno bisogno di anidride carbonica, di azoto, di acqua e di energia solare. Alcune specie hanno imparato a fare a meno dell’acqua piovana ed hanno messo in pratica delle strategie adatte a procurarsela in altri modi. Per esempio le piante che vivono nel deserto di Atacama (nella regione di Antofagasta, in Cile), dove la piovosità è veramente scarsa, hanno sviluppato reticoli di radici superficiali capaci di raccogliere l’umidità della brina. Ogni pianta riesce ad avere fino a dieci metri quadrati di radici, d’altronde tra un acquazzone e il successivo possono passare ben 500 anni! Nelle zone aride della Namibia (5 mm annui di pioggia) la Welwitschia mirabilis sviluppa una radice a fittone (una specie di carota, a volte ramificata) che può raggiungere una decina di metri di profondità, in pratica scava un pozzo. L’anidride carbonica è presente nell’aria, l’azoto e i microelementi chimici necessari di solito sono nel terreno, ma possono essere utilizzati solo in presenza dell’acqua o della giusta umidità. Il sole è difficile da surrogare, ma ci sono lampade speciali che riescono a farlo, poi ci sono il vento e le correnti d’aria, ma anche la giusta umidità, o la pioggia sulle foglie che ha anche il compito di lavarle. I cicli stagionali condizionano i periodi di crescita e di riposo, regolati anche dalla temperatura ambientale. In pratica ogni specie ha le sue necessità ambientali, a questo punto è evidente che, volendo le piante vicino a noi, dovremmo essere noi ad adattarci a vivere nel clima ideale delle piante che vogliamo avere in casa. Siete sicuri di voler vivere dentro una serra? Tra le altre cose l’umidità danneggia i nostri mobili, i libri e molte altre cose.

    I pro e i contro delle piante d’appartamento

    Chi ama circondarsi di piante dice che in cambio delle poche cure di cui hanno bisogno purificano l’aria, e danno ossigeno, ma sarà così vero? Un mio amico botanico, che crede che le piante siano in prigione negli appartamenti, sostiene che in realtà le piante respirano e di notte emettono una grande quantità di anidride carbonica: a suo parere la superficie delle foglie è simile alla superfice cutanea di un uomo, quindi è come se avessimo in camera un’altra persona a respirare e sudare con noi. A queste considerazioni coloro che sono favorevoli ad avere le piante in casa ribattono che la quantità di anidride carbonica e di umidità rilasciata non è così importante, sono molte le persone che dormono in due nella stessa stanza.

    Può essere vero, ma allora anche la quantità di ossigeno rilasciata non è molto importante, ed è vero che una singola pianta non ha una grande utilità per l’ambiente, ma decine di piante, magari su un balcone, migliorano il nostro ambiente e rendono la città più bella. 

    Roma è già bellissima ma, rispetto alle altre capitali europee, i balconi dei nostri palazzi sono poveri di piante, soprattutto sono poche le specie coltivate e diffuse sui nostri balconi. Questa informazione l’ho avuta dall’ex segretario nazionale dell’UNIFLOV, l’associazione florovivaistica della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori).  Quindi, a meno che non vogliate vivere in una serra vi consiglio di allietare il vostro ambiente coltivando le vostre piante in terrazzo o in balcone, tra le altre cose occuparsi di un essere vivente come una pianta, migliora la salute e allunga la vita, questo è provato scientificamente, anche se non dalla NASA!  

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    Luciano Zambianchi
    Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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