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    Phong Nha Ke Bang, a rischio la grotta più grande al mondo

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    Phong Nha Ke Bang, Son Doong, Vietnam

    La grotta più grande al mondo è a rischio ed ora si trova al centro di una battaglia ambientalista senza precedenti. Stiamo parlando di Son Doong, nel centro del Vietnam.

    Le autorità della provincia di Quang Binh hanno accettato di costruire una funivia per trasportare ogni ora oltre mille turisti in un percorso all’interno del Parco Nazionale Phong Nha Ke Bang.  Il problema è che questo percorso si snoda all’interno di un’ecosistema unico con una foresta vergine con grotte e fiumi sotterranei.
    A rischio c’è anche la grotta più grande al mondo, lunga cinque chilometri, larga 200 metri ed alta 150 metri scoperta nel 1991 da un uomo del posto di nome Ho Khanh, ma la vera notizia si è avuta quando un gruppo di speleologi l’hanno riscoperta nel 2009.

    Phong Nha Ke Bang, gli ambientalisti sul piede di guerra

    Da quando è stata aperta sono stati concessi solo 250 permessi per visitarla con dei brevi tour di massimo dieci persone. Un’opzione molto diversa da quella che si prospetta con la visita di circa 1000 persone ad ora ad un prezzo di circa 20 dollari.

    Gli ambientalisti in Vietnam sono, ovviamente, sul piede di guerra. Il Governo ha deciso solo per un brevissimo lasso di tempo di fermare il progetto ma pochi giorni ha annunciato uno studio di fattibilità e di impatto ambientale per prendere una decisione definitiva.
    In attesa di questo passo, l‘Unesco, che, nel 2003, ha dichiarato Patrimonio Mondiale l’intero ambiente delle grotte di Phong Nha Ke Bang, in cui si trova Presto Dong, ed ha avviato un’inchiesta per conto proprio per valutare la impatto dell’infrastruttura.

    Il web in rivolta, l’Unesco apre un’inchiesta

    “Stiamo aspettando le decisioni dell’inchiesta per valutare la fattibilità del progetto”, ha dichiarato Duong Bich Hanh, rappresentante dell’Unesco in Vietnam, il quotidiano Thanh Nien (Gioventù).

    “La decisione del Governo – ha dichiarato Pamela McElwee, professore di Ecologia Umana presso la Rutgers University – è una vera vergogna”. “Pensare di valorizzare il paesaggio vietnamita con funivie e casinò è un vero disastro”.
    Sul web è montata la protesta: 100mila firme sono state raccolte nel giro di poco tempo. Le preoccupazioni che riguardano l’ambiente si moltiplicano anche in virtù del fatto che – secondo le dichiarazioni degli esperti – a rischio c’è l’intero parco nazionale che si situa su due faglie geologiche che potrebbero anche compromettere la stabilità delle 30 torri necessarie per sostenere il complesso.

    Un rischio sottovalutato dallo stesso Governo per il quale in Vietnam non ci sarà “alcun impatto sulla bellezza naturale delle grotte e dell’integrità della struttura”.

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