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Leonardo DiCaprio: in prima fila per l’ambiente

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In una delle tante interviste rilasciate durante la presentazione italiana del suo film “Revenant”, l’attore americano Leonardo DiCaprio, candidato all’Oscar per la sua magistrale interpretazione nella pellicola di  Alejandro Gonzales Inarritu, dice:  “L’Oscar? Nel mio cuore conta di più l’ambiente”

Leonardo DiCaprio: in prima fila per l’ambiente

Del suo impegno nella difesa della natura si parla già da anni. Già nel 2013 Leonardo DiCaprio si fece promotore, insieme al WWF, di una iniziativa di cui abbiamo parlato anche nelle pagine del nostro giornale: ‘Hands off my parts’, “Giù le mani dal mio corpo”, nata per sensibilizzare e mobilitare l’opinione pubblica al fine di porre fine al commercio illegale di fauna selvatica. Tanti altri impegni si sono poi susseguiti nel corso degli anni.
In quella specifica occasione Leonardo DiCaprio chiese personalmente ad altre celebrità di partecipare alla campagna: ”Il commercio illegale di specie selvatiche è la minaccia più urgente – disse l’attore – Intere popolazioni rischiano di essere spazzate via se non si prendono provvedimenti immediati. Per questo invitiamo il governo thailandese alla conservazione degli elefanti fermando il mercato dell’avorio prima che il Paese ospiti il summit di 177 nazioni sul commercio di specie selvatiche del prossimo mese di marzo”.

Revenant la natura selvaggia

Il suo impegno verso l’ecologia e la sua sensibilità nei confronti degli animali, sono stati il motore che lo hanno portato ad interpretare il bellissimo Revenant – Redivivo con la regia di Alejandro Gonzales Inarritu, anch’egli molto sensibile al tema ecologista.

Il tema dominante di «Revenant» è senz’altro il rapporto dell’uomo con la natura e DiCaprio sottolinea: «…Non siamo ancora riusciti a imparare niente dalla storia che ci ha preceduto. Intere generazioni, in nome del mito della Frontiera, si sono misurate con la natura per sopravvivere o per tentare di sottometterla. I diritti delle popolazioni indigene sono stati calpestati e i luoghi con più risorse sono stati oggetto di razzie. Prima le pelli, poi l’oro, poi il petrolio… anche oggi non siamo capaci di salvaguardare ciò che è ancora incontaminato. Basta pensare ai problemi climatici: mi ha colpito molto, andando in zone diversissime, dalla Groenlandia all’Argentina, verificare il modo in cui il clima è mutato. Toccare con mano il potere e insieme la fragilità della natura».

Il suo prossimo film, realizzato con il regista di The Cove, Louie Psihoyos, tratterà un tema molto attuale sempre in relazione all’ecologia: il cambiamento climatico, dato che il 2015 è stato l’anno più caldo della storia del pianeta e non sappiamo ancora tutto questo dove ci porterà.

Fonte: La Stampa

 

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