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    La pastinaca gigante in via d’estinzione

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    pastinica gigante

    La pastinaca gigante è in via d’estinzione. Con il termine “pastinaca” si intende una famiglia di pesci (Dasyatidae) dal corpo piatto di forma romboidale e una piccola coda sottile. Ciò che a prima vista la distingue da una comune ‘razza’ è la presenza di un aculeo velenifero in corrispondenza della base della coda.

    La pastinaca in via d’estinzione

    In realtà, ciò che differenzia la pastinaca gigante da una razza è anche la dimensione che può raggiungere: alcune specie, come la gigantesca Himantura chaophraya, possono superare i 2 metri di diametro per 4 metri di lunghezza, misure che le rendono tra pesci d’acqua dolce più grandi del mondo.

    La pastinaca gigante asiatica (Himantura chaophraya) è un pesce d’acqua dolce che vive principalmente sul fondale dei fiumi Chao Phraya e Mekong, oltre che in alcuni dei loro affluenti più grandi.

    Un esemplare femminile di pastinaca gigante può raggiungere i 4,88 metri di lunghezza dalla punta della testa a quella della coda, e superare abbondantemente i due metri di diametro; i maschi, invece, sono grandi quasi la metà delle femmine, e pesano fino a 8 volte meno.
    Gli esemplari più grandi possono arrivare a pesare fino a 600 kg, e sebbene si nutrano di pesci di fondale o invertebrati sono pesci da approcciare decisamente con estrema cautela.

    La Himantura chaophraya, infatti, è dotata di un aculeo dentellato che può misurare quasi 40 centimetri di lunghezza. Questa arma di difesa si trova in prossimità dell’attaccatura della coda al corpo, ed è dotata di margini seghettati che ne aumentano il potere di penetrazione.

    Alla base dell’aculeo si trovano alcune ghiandole velenifere che producono ittioacantossina, un veleno che attacca le cellule provocando incontrollabili contrazioni muscolari e un dolore lancinante che può durare per molti giorni.

    L’aculeo è così resistente da poter scalfire anche le ossa, e può facilmente raggiungere organi interni o vasi sanguigni vitali nel caso dovesse perforare il corpo umano. Se le si dovesse rompere, inoltre, la pastinaca riuscirà a rigenerarlo al ritmo di circa 1 centimetro al mese, ripristinando completamente il suo sistema di difesa.

    Un pesce in grado di trascinare le imbarcazioni

    Per chi non avesse mai avuto la gioia di partecipare ad una battuta di pesca, è difficile immaginare gli sforzi necessari per portare a galla un pesce così grande. Le esche utilizzate per attirare le pastinache giganti devono pesare almeno un chilogrammo, e devono essere rigorosamente vive; una volta agganciata all’amo, la H. chaophraya può ricoprirsi di una massa di fango pari al suo peso corporeo, rendendola quasi impossibile da sollevare anche con una canna specificamente realizzata per la pesca di grossi pesci oceanici.

    La pastinaca gigante ha dimostrato più volte di essere capace di trascinare per chilometri imbarcazioni in grado di ospitare fino a 6-7 persone, o addirittura affondare barche più piccole. Se anche si riuscisse a trascinarla in superficie dopo ore e ore di battaglia, è necessario l’aiuto di diverse persone e di almeno una rete per portarla a riva.pastinaca gigante

    La vita della pastinaca gigante d’acqua dolce è ancora avvolta dal mistero. Questa specie è stata descritta per la prima volta solo nel 1989, e nessuno conosce ancora i dettagli del suo ciclo vitale. È possibile che questo pesce possa sopravvivere anche in acqua salata, ma la sua “timidezza” lo rende particolarmente difficile da seguire e analizzare.

    Nel suo habitat naturale, la H. chaophraya è considerata a serio rischio di estinzione. Negli anni ’90, il governo tailandese ha iniziato un programma di ripopolamento per ripristinare la popolazione di pastinache giganti nei corsi d’acqua dolce del Paese; il programma è stato tuttavia sospeso pochi mesi dopo per mancanza di fondi.

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