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    Ogni cane può essere aggressivo, ecco perchè

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    cane aggressivo

    L’aggressività fa parte del bagaglio genetico del cane: quando decidiamo di prenderne uno in famiglia, è bene conoscere alcune regole fondamentali.

    Ogni anno sono tanti i casi di aggressione ai danni delle persone da parte dei cani, un ultimo caso purtroppo lo abbiamo avuto proprio nei giorni scorsi nel catanese, dove un bimbo di appena un anno e mezzo è rimasto vittima di due Dogo Argentini di proprietà della famiglia.
    I dati statistici ci dicono che gli sfortunati protagonisti di cronaca in questi casi, sono quasi sempre bambini di età inferiore ai dieci anni.

    Sono vari gli aspetti che influenzano il comportamento del cane e che possono portare di conseguenza ad una risposta istintiva. L’aggressività può far parte del bagaglio genetico dell’animale, o derivare da una mancata socializzazione e una cattiva gestione, o ancora da un problema di carattere psico-fisico.
    Per quanto riguarda il fattore genetico, ogni cane presenta delle doti naturali quali: la docilità, la possessività, la curiosità, la tempra, l’aggressività e così via; ci sono razze però con una componente di aggressività più importante rispetto ad altre, è compito degli allevatori prestare la massima attenzione nell’opera di selezione, evitando di destinare alla riproduzione quei soggetti che presentano questa componente in maniera evidente.

    Scegliere il cane giusto per noi

    Appare dunque chiara l’importanza di valutare la razza idonea da accogliere in una famiglia con bambini; ci sono razze che hanno per natura una docilità più elevata rispetto ad altre, come ad esempio il Cavalier King, il Labrador o il Golden Retrievers.
    Altre razze, quali i Dogo Argentini, i Rottwailer o i Pitbull, che appartengono alla categoria dei molossoidi, se non socializzati e gestiti in modo corretto e responsabile, possono divenire vere e proprie armi.
    Anche le esperienze che i cani fanno nei primi mesi di vita, sono decisive per lo sviluppo del loro comportamento futuro; è estremamente importante far conoscere al cane l’ambiente circostante, e farlo relazionare il più possibile con le persone e con gli altri animali.
    Il cane non socializzato, può sviluppare in un primo momento un atteggiamento timoroso nei confronti di ciò che non conosce e, successivamente, scatenare una reazione aggressiva che lo aiuti a difendersi da ciò che per lui è ignoto.
    Ecco perché, una volta individuata la razza, è importante introdurre il cane in famiglia nella maniera corretta, facendo sì che socializzi con il bambino ed impari a rapportarsi con lui, ovviamente, sempre sotto la supervisione di un adulto.
    Anche di fronte alla razza più docile, non bisogna mai dimenticare che il cane è un animale istintivo e, se spaventato, può rispondere in modo più o meno aggressivo e fare del male al bambino.
    Oltre all’istinto i cani nascono con una naturale propensione alla predatorietà, anch’essa può essere più o meno marcata a seconda della razza, del sesso e dell’età di quest’ultimo.
    I bimbi non deambulano ancora bene e spesso corrono e strillano facendo scattare nel cane questo istinto predatorio; per questo motivo occorre istruire il bambino, e insegnargli a rapportarsi agli animali con cautela e con rispetto, evitando movimenti bruschi e strilli.
    Quando il cucciolo non è di famiglia, bisogna ricordare al bambino di chiedere sempre al proprietario se può avvicinarsi ad accarezzare il cane.

    Il modo giusto per gestire un cane

    Anche la gestione è importante per lo sviluppo comportamentale del cane: il proprietario deve essere autorevole ma non autoritario, comprensivo ma non accomodante, deve trovare il giusto equilibrio tra coccole e regole e, nell’educare il proprio cucciolo, deve cercare di essere sempre coerente.
    Se il rapporto tra i due sarà equilibrato, la relazione ne uscirà rafforzata e il cane imparerà le regole necessarie ad una serena convivenza in famiglia.
    Infine il cane può manifestare un atteggiamento aggressivo a causa di un problema fisico, per tale motivo non bisogna mai sottovalutare eventuali messaggi di malessere e portarlo subito dal veterinario.
    Il cane potrebbe avere dei problemi che gli causano forti dolori e, se non manipolato con cura e delicatezza, potrebbe reagire mordendo.
    C’è da dire che il morso è sempre l’ultimo atto di un atteggiamento ostentato dall’animale; prima di mordere infatti, il nostro amico cerca di comunicarci il suo malessere e i suoi timori in tanti modi come: girare la testa, tirare indietro le orecchie, mostrare i denti, drizzare il pelo, allontanarsi o nascondersi.
    Non si tratta mai di un attacco a sorpresa, il cane prima di arrivare ad aggredire tenta in tutti i modi di comunicare il suo disagio.
    Di fronte a un’aggressione, è bene portare il cane da un veterinario per escludere anzitutto un problema psico-fisico, una volta esclusa la patologia sarà bene contattare un esperto in rieducazione comportamentale che, individuato il motivo che spinge il cane ad una determinata reazione, implementi un percorso riabilitativo.
    Alla base dell’aggressività infatti, possono esserci diversi fattori scatenanti, che hanno portato gli studiosi in materia, ad elaborare una scala di classificazione del comportamento aggressivo.cane aggressivo

    Aggressività predatoria
    Aggressività materna
    Aggressività interspecifica
    Aggressività intraspecifica
    Aggressività difensiva
    Aggressività territoriale
    Aggressività da paura
    Aggressività da irritazione
    Aggressività protettiva
    Aggressività ridiretta
    Aggressività idiopatica
    Tutti i tipi di aggressività sopra elencati, possono essere gestiti con l’aiuto di un esperto, ad esclusione dell’idiopatica e delle ridiretta.
    L’aggressività idiopatica non presenta un motivo scatenante ma è di derivazione neurologica e, ad oggi, non è stata ancora individuata una terapia farmacologica efficace, per cui in questi casi si decide di sopprimere l’animale.
    L’aggressività ridiretta invece è conseguenza di uno stimolo incondizionato del cane che, nell’impossibilità di colpire l’obiettivo primario, involontariamente morde il proprietario che sta cercando di trattenerlo.
    In questi casi, l’unico modo per evitare una simile situazione, è quello di distrarre il cane chiamandolo, senza mettersi fisicamente in mezzo tra lui e la preda.
    Insomma, in certi casi prevenire è sicuramente meglio che curare, per evitare situazioni spiacevoli e in alcuni casi addirittura drammatiche, è importante affidarsi da subito, e quindi da appena si decide di adottare un amico a quattro zampe, ad un educatore cinofilo che potrà aiutarci a comunicare in modo efficace con il nostro cane, e a gestirlo nella maniera più adeguata alle sue e alle nostre esigenze.

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