La Dieta Mediterranea al Festival del Cinema di Roma

Posted on Ottobre 31, 2017, 11:42 am
2 mins

La Dieta Mediterranea compie cinquant’anni e alla Festa del Cinema di Roma si festeggia con la presentazione del cortometraggio “Good Food” nato da un’idea di Gianluca Mech e prodotto dalla Morol di Gianluca Cerasola.

Susan (Justine Mattera) è una ricercatrice americana che sta scrivendo un articolo per un’importante rivista scientifica sulla storia di Ancel Keys, biologo e fisiologo statunitense che ha scoperto e certificato la salubrità della dieta mediterranea. Keys è vissuto a lungo in Cilento e Susan vi si reca per intervistare il nutrizionista seguace di Keys, Vanni Proietti (Giorgio Colangeli) che le potrà fornire del prezioso materiale per il suo articolo. I due studiosi si incontrano in un locale nel quale si sta svolgendo un casting di giovanissimi aspiranti youtuber. Tra loro c’è Ciro (Raffaele Fasolino), evidentemente sovrappeso, accompagnato dallo zio Sasà (Salvatore Esposito). Le abitudini alimentari dei due sono l’esatto opposto di quanto predicato da Ancel Keys.

L’idea nobile del progetto è quella di rilanciare la Dieta Mediterranea come modello nutrizionale adatto alla salute dell’essere umano. La narrazione cerca di sottolineare l’importanza dell’alimentazione soprattutto nei dialoghi tra Justine Mattera e Giorgio Colangeli. I dati del resto parlano chiaro: in Italia un bambino su tre è in sovrappeso e ancora, i bambini italiani sono tra i più sedentari in Europa. La buona notizia invece è che i Paesi del mediterraneo hanno a disposizione tutti gli strumenti per sovvertire questi dati, disponendo degli ingredienti e delle materie prime migliori al mondo.

La Dieta Mediterranea, che dal 16 novembre del 2010 è entrata a far parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, è stata oggetto di studio soprattutto da parte di  Lorenzo Piroddi il quale scrisse numerosi articoli e due libri sul tema. Al fisiologo statunitense Ancel Keys, più volte citato nel corto, si deve la sperimentazione svolta su dodicimila persone in sette Paesi diversi che ha confermato le intuizioni di Piroddi anticipandolo soltanto sulla pubblicazione dei libri.

 

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