“In volo su Roma”: un altro punto di vista sull’ambiente e la natura della Capitale

“In volo su Roma, i volatili nei toponimi e odonimi della città eterna”

Luciano Zambianchi
Pubblicato il 27 agosto, 2018, 1:46 pm

La settimana scorsa ho ricevuto un libro, patrocinato da “LIPU” e da “WWF oasi”, che voglio segnalare ai miei lettori. Il libro si intitola “In volo su Roma, i volatili nei toponimi e odonimi della città eterna”, edito da Castel Negrino,  è stato scritto da Mauro Grano che ricorderete come l’erpetologo coautore del libro “Vipere italiane”, da cui ho imparato tante cose che ho condiviso con voi. Intanto permettetemi di ricordare cosa sono gli “odonimi”.

Odonomastica e comunità 

Tutti noi conosciamo il significato di toponimo, ossia il nome proprio attribuito ad un luogo, e di toponomastica, ma non tutti sanno che questa disciplina rientra nel campo dell’onomastica, ossia di quella parte della linguistica che si interessa dello studio delle origini e delle ragioni delle attribuzioni dei nomi di persona o di luogo: una disciplina che mette in collegamento la linguistica, la geografia e la storia. Così avremo gli oronimi per la parte riferita all’orografia, gli idronimi per i nomi usati nell’idrografia, gli odonimi (dal greco “hodós”= via) per i nomi delle vie, delle piazze e dei luoghi pubblici presenti in città. Già da questo si capisce che il dottor Grano si è divertito a coinvolgere i suoi concittadini a prestare una maggiore attenzione ai significati e alle ragioni dei nomi delle strade in cui abitano ma, da naturalista, ha usato un insolito punto di vista, quello degli uccelli, sia quelli realmente presenti in città che quelli del “bestiario” romano: in questo modo ha utilizzato l’odonomastica per parlarci della zoologia, in particolare dell’avifauna urbana e delle molte storie che ad essa sono collegate.

Uno strumento per rinsaldare l’amore per un territorio 

A mio parere Mauro Grano ha fatto anche di più: con questo volume ha suggerito agli amanti della natura non romani (o che non abitano a Roma) di rileggere, attraverso i nomi dei luoghi che frequentano, la storia, ma anche la biologia, e di ricollegare o recuperare le tracce delle origini dei nomi dei luoghi cari. Origini che spesso hanno alle loro spalle storie che rischiano di essere dimenticate, in questo modo si possono rinsaldare i vincoli di appartenenza che ci fanno sentire parte di una comunità, proprio quei vincoli che aiutano ad amare e rispettare il nostro ambiente, i luoghi della nostra storia comune, in definitiva della nostra comunità.

In volo su Roma” una mia lettura personale 

In volo su Roma, i volatili nei toponimi e odonimi della città eterna

“In volo su Roma, i volatili nei toponimi e odonimi della città eterna”

Ho già avuto occasione di spiegare le ragioni per cui considero positiva ogni lettura che mi spinga ad “imparare” qualche cosa di nuovo, e non solo dal punto di vista nozionistico, quindi cercherò di descrivervi brevemente quello che troverete e anche quello che non serve cercare in questo libro.

Per tutti c’è il “divertimento” della scoperta dei nostri luoghi di origine (o dei luoghi a cui siamo legati), magari fatta insieme con un amico o un familiare. Se siete degli insegnanti troverete in questo libro molti spunti per presentare dei progetti, per coinvolgere i vostri allievi, per facilitare l’integrazione delle differenti comunità che frequentano il vostro quartiere o la vostra scuola. Se avete dei figli potrete usare il libro come un “ordito” su cui sviluppare la “trama” dei vostri affetti e dei vostri legami con il territorio, e se i vostri figli mostreranno disinteresse non preoccupatevi, alla lunga, con il passare degli anni, le onde del sasso che avete lanciato nel loro stagno riaffioreranno, magari rileggendo il nome di una via o ascoltando il canto di un uccello. Il mio consiglio è quello di personalizzare la “trama”, il racconto, seguendo il filo dei vostri interessi, come Mauro Grano ha fatto con i suoi.

Un libro è uno strumento complesso, in parte mediato dalle esigenze dell’editore o dell’autore di chiudere l’esperienza, di farlo uscire, di interessare un certo numero di lettori, di proseguire il proprio percorso. Anche per questo vi voglio elencare quello che non dovrete cercare nel libro di Grano; intanto la completezza: tutto può essere ampliato e migliorato, perciò gustate quello che c’è e non pensate a quello che secondo voi manca!

Il mondo degli interessi del “naturalista” Mauro Grano è il suo personale, e in questo caso addirittura una piccola parte del suo amore per la natura. Se non siete zoologi, ma dei semplici naturalisti, potrete usare la struttura proposta dal libro per integrarlo, a seconda dei vostri luoghi cari, con la odonomastica legata alla botanica, alla mineralogia, ecc. . Godetevi le “esperienze” che l’autore cerca di trasmettervi come esempi da seguire. Ugualmente se siete sociologi, antropologi o linguisti, posso garantirvi che, leggendo il libro, scoprirete nell’autore una persona vera, non il solito monomaniaco incapace di comprendere e di apprezzare quello che va oltre il suo specifico campo d’interesse.


Un piccolo esempio

“ Via dell’Oca … Denominazione che si riferisce all’insegna di un’antica locanda dove, nella seconda metà del quindicesimo secolo, alloggiarono personaggi che erano al seguito dell’imperatore Federico III. Al civico numero 2 di questa via abitò lo scrittore Alberto Moravia…

Penna d’Oca. Ristorante la Penna d’Oca. Il ristorante, aperto già dal 1909, si trova in via della Penna n° 53 a pochi passi da Piazza del Popolo, nel cuore della Roma antica …

Via della Penna. … “da Passeggiata Ripetta a Via Principessa Clotilde” (proseguendo diventerà via dell’Oca NdR). L’odonimo non ha alcun riferimento alla penna dei volatili, ma assume il significato di estremità del fiume nella zona urbana. “Le barche vuote dovevano approdare alla Penna”. … Un’altra ipotesi vuole che il nome derivi dall’insegna di un’osteria raffigurante una penna, cioè una piccola ascia usata dai “legnaroli” della vicina “legnara” di Ripetta.”

Tutto questo con “voli su Roma” (e voli letterari) che vanno dai geroglifici egiziani sugli obelischi romani (in cui l’oca con vicino l’uovo significava: figlio di), alle oche del Campidoglio all’epoca dell’invasione dei Galli di Brenno, fino all’Oca che affianca Giunone in una delle Quattro Fontane, nella via omonima. Se vi ho incuriosito considerate che in quindici righe vi ho parlato di solo due delle duecento pagine del libro, vi pare poco?

Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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