L’ansia è una manifestazione di disagio individuale che investe la persona e può capitare in qualsiasi momento della giornata, ma sempre in particolari condizioni.
Nevrosi d’ansia, cosa bisogna sapere
Chi soffre d’ansia (il disturbo è definito nevrosi d’ansia) è un soggetto che non accetta facilmente le variazioni di ciò che vive quotidianamente. Ci si riferisce al fatto che se abbiamo già un nostro progetto quotidiano e questo viene modificato per eventi diversi dalla nostra volontà, proviamo un senso di disagio e di inadeguatezza, col bisogno di rimettere in discussione tutto il nostro progetto giornaliero.
Può capitare, allora, di provare sintomi che possono manifestarsi a livello somatico o anche psichico e comportamentale. Ciò che si prova a livello somatico, causato dall’ansia, non è diverso da ciò che prova l’animale di fronte ad una situazione di pericolo.
Quando si parla di ansia non siamo di fronte ad un reale pericolo, ma l’ansioso lo immagina e lo vive come se fosse tale e si innesca un processo mentale di paura immotivata e inconsapevole, che porta alle manifestazioni sintomatiche.
Il ripetersi di particolari condizioni che riportano sempre a stati ansiosi con manifestazioni sintomatiche, possono accentuarsi fino a prodursi dei veri e propri attacchi di panico, che sono per lo più estreme esagerazioni dei sintomi.
I sintomi legati all’ansia
I sintomi riguardano più livelli e possono presentarsi isolatamente o simultaneamente, provocando uno squilibrio psicofisico nella persona.
Il livello somatico interessa tutti i sintomi che si manifestano nel corpo e che hanno come conseguenza una alterazione della regolare funzionalità dell’organismo (disfunzione organica); essi vanno dalla tachicardia alle palpitazioni, con senso di cuore in gola; dai disturbi respiratori, assai frequenti con senso di soffocamento, ad attacchi di dispnea o asma; dalla secchezza della bocca, alla difficoltà a deglutire, persino la saliva.
Anche le gastriti e le coliti hanno una forte origine ansiosa e quindi di frequente, nel soggetto ansioso, la risposta del dolore allo stomaco, il bisogno di recarsi in bagno ripetutamente sono le conseguenze più ricorrenti.
Gli stessi disturbi possono presentarsi a livello dell’apparato genitourinario. La ripetuta esigenza di fare pipì in intervalli di tempo piuttosto ristretti ne è un esempio.
Inoltre, ma solo per scherzarci un po’ su, non dimentichiamo la cosiddetta ansia da prestazione sessuale, specialmente quando ci si sente inadeguati rispetto al partner, o in particolar modo, nei primi approcci con un partner.
I sintomi nella sfera psichica
I sintomi che si manifestano invece nella sfera psichica riguardano la capacità di svolgere ordinarie e regolari attività lavorative o di studio.
La sensazione di pericolo, le preoccupazioni immotivate in primo luogo sulla propria salute, preoccupazioni circa il futuro per la propria famiglia, i propri affetti ecc.
I deficit prestazionali: nell’ansia è tipica la riduzione della capacità di rendimento, l’impossibilità d’applicarsi per lungo tempo ad un compito; disturbi vari a carico della concentrazione e della memoria.
Nei problemi psichici momentanei, dovuti all’ansia, è da ricordare la difficoltà ad iniziare un lavoro, la sensazione di molta fatica nel fare le cose, la facile stancabilità fisica e psichica, l’astenia, la difficoltà di concentrazione, sono queste le conseguenze più frequenti.
Nei disturbi comportamentali possiamo annoverare l’irrequietezza motoria, la facile irritabilità, ma anche disturbi del sonno, dell’alimentazione (inappetenza o bulimia), così come la riduzione della libido e del piacere, l’incapacità di saper apprezzare cose gradevoli e gratificanti.
Come affrontare gli stati d’ansia
L’intervento terapeutico è uno dei rimedi utili a risolvere in modo efficace e definitivo l’insorgere di frequenti manifestazioni di ansia. Quindi psicoterapeuti, psichiatri, psicologi e medici, indicano il percorso terapeutico più opportuno.
Spesso si fa ricorso a farmaci che riducono queste manifestazioni, e non di rado, si risolvono; ma se non si va ad affrontare il conflitto interiore che ognuno di noi si porta dentro e che causa queste manifestazioni, c’è il rischio di ricadute e nuovi episodi in situazioni anche diverse dalle precedenti.
Un buon lavoro di coscientizzazione dei propri conflitti interiori e la soluzione di questi, scongiura le manifestazioni psicosomatiche dei sintomi e più ancora, il trasformarsi dell’ansia in, più gravi, attacchi di panico.
L’illustrazione in copertina è di: MaMe Melloni