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Callimaco Zambianchi da Forlì, un’immagine da ricomporre

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callimaco zambianchi

Anni fa, quando nel 2010 ho provato a scrivere per i miei amici quello che in famiglia si raccontava della “testa matta” Callimaco Zambianchi, articolo poi ripreso nel 2018 (Grazie a Callimaco Zambianchi l’unità d’Italia è una questione di famiglia), non mi aspettavo un così grande interesse intorno alla figura di Callimaco. Oggigiorno non sono soltanto le pubblicazioni storiche a parlare di lui, l’anniversario dell’unità d’Italia ha promosso studi e ricerche che hanno fatto nascere dubbi e curiosità intorno ai personaggi principali che in qualche modo hanno collaborato alla conquista sabauda dell’Italia meridionale e di Roma. Questo ha portato all’attenzione degli storici e dei ricercatori anche i comprimari, e Callimaco è sicuramente un personaggio che con la sua storia personale può contribuire a far conoscere meglio i fatti legati al Risorgimento italiano. Molte domande non hanno ancora risposte certe, ma voglio segnalarvi un importantissimo lavoro realizzato da Roberto Gennarelli con il suo libro “Callimaco Zambianchi da Forlì un’immagine da ricomporre” edito a maggio 2021 dal gruppo Albatros. Nella dedica Roberto scherzosamente sostiene di aver cercato di dare ai suoi nipoti uno strumento per difendere la memoria del nonno: 

Ai miei nipoti così quando gli parleranno male del nonno, possano dire: “Si, ma…:”

Il testo è un bell’esempio di ricerca storica, estremamente documentata, in cui la parte che l’autore ha confessato essere “romanzata” è in realtà una seria ipotesi di ricostruzione scientificamente basata sullo studio del contesto storico. Roberto Gennarelli spiega il vero scopo del libro nell’epilogo, in cui, dopo aver riportato i documenti e la difesa scritta personalmente dal colonnello Zambianchi, riabilita Callimaco che viene definito:

Un uomo che non ha tratto profitti e ricchezze dalle sue azioni. Un uomo onesto.

Avevo avuto il piacere di leggere il libro di Roberto Gennarelli prima che venisse pubblicato da Albatros ma devo aggiungere che l’editore ha fatto un buon lavoro: il testo è ancora più leggibile ed è stato arricchito con immagini e documenti che permettono al lettore di farsi una propria idea, in questo caso di capire le ragioni storiche della damnatio memoriae che è stata inflitta ad un vero eroe, il quale ha avuto la sfortuna di muoversi in un ambiente che si è dimostrato corrotto e falso. 

L’autore Roberto Gennarelli

Nonostante sia tutt’altro che uno storico professionista, l’autore è stato capace di realizzare un serio libro di storia, ma di facile lettura grazie alle curiosità e alle microstorie che ha inserito a corredo del “racconto” principale. Questo dimostra una grande capacità di approfondire gli argomenti e di mantenersi in tema, pur mostrando come si possa essere eccezionali. Una lezione per i giovani ricercatori a non accontentarsi e ad essere “eccessivi”, è la sola strada oggi percorribile per mantenere la tensione e l’interesse sull’argomento trattato. Fino all’ultima pagina Roberto Gennarelli è stato capace di mantenere la suspense, al livello dell’incipit del romanzo di Snoopy “Era una notte buia e tempestosa…”, e per questo ha tutta la mia ammirazione e molta invidia. 

Non conosco il mio grado di parentela con l’autore, ma certamente mi sento di condividere con lui molte delle sue passioni, anche se devo ammettere che lui è molto più bravo di me.

L’editore presenta così il libro:

“La Storia a volte viene raccontata in modo parziale e soggettivo, gli autori decidono quale punto di vista utilizzare, quale fatti raccontare e quali nomi ricordare. È il caso di Callimaco Zambianchi, un personaggio minore negli eventi storici, sconosciuto ai più, ma coprotagonista del moto risorgimentale e presente ovunque si combatta. Negli anni Trenta esule in Francia, nei Quaranta nella Legione Italiana di Garibaldi a Montevideo, nel ’49 nella Repubblica Romana e nella ritirata a San Marino, negli anni Cinquanta in Argentina dove fonda la prima associazione di mutua assistenza per gli esuli italiani, nel ’59 e ’60 con i Mille, infine in Argentina con l’amico Mitre, primo presidente della Repubblica Argentina. Uomo coraggioso ed impulsivo, anticlericale nel midollo vive di una memoria spesso diffamatoria che deve essere ricomposta.”

Niente da dire sulla sequenza delle date, ma Callimaco Zambianchi non è stato certo un personaggio “minore” negli eventi storici, se ne sono accorte le amministrazioni dei comuni coinvolti nella storia della “Colonna Zambianchi” che hanno eretto monumenti e scoperto targhe in memoria di questi eroi. La sua partecipazione ai fatti che hanno portato all’unità d’Italia non è stata casuale, le sue scelte lo hanno condotto ad una vita avventurosa, ad essere uno strumento indispensabile nelle mani di “amici” come Garibaldi o Mitre, ma anche a mettere in secondo piano la sua famiglia e la sua fortuna economica. Per lui anche i detrattori o quelli che come Cavour lo hanno imbrogliato, usato e trasformato in un capro espiatorio hanno sempre avuto rispetto e ammirazione. 

Se avrete la fortuna di leggere il libro scoprirete una Storia d’Italia ben diversa da quella “ufficiale” e sicuramente meno superficiale. Purtroppo i dubbi e i sospetti restano, ma dopo aver letto il libro vi sembrerà di comprendere meglio anche i “misteri” contemporanei.

Grazie per la tua lezione sul Risorgimento italiano professor Gennarelli.

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Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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