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    Bracconaggio in diminuzione grazie alle attività del CUFA

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    bracconaggio carabinieri

    Due volte all’anno l’Italia è percorsa da milioni di uccelli migratori, che ormai da secoli seguono il “corridoio” che li riporta nei paesi di origine, o di svernamento. Purtroppo da anni il loro viaggio è insidiato da migliaia di bracconieri che utilizzano il momento per decimare letteralmente l’avifauna.

    Ali spezzate” è il titolo dell’incontro tenuto nell’Aula Serviana martedì 8 ottobre, nell’ambito dei “Martedì della Natura” organizzati dal CUFA.

    I martedì della natura

    Dopo un lungo periodo di interruzione martedì 8 ottobre sono ricominciati i “Martedì della Natura” con l’iniziativa “Ali spezzate” una conferenza / incontro con il Generale Massimiliano Conti (comandante CITES), Giovanni Albarella (rappresentante della LIPU Bird-Life Italia una delle associazioni convenzionate con il CUFA), e il maggiore Stefano Testa  (Sezione operativa antibracconaggio). L’iniziativa ha sostenuto la mostra sulle trappole e gli strumenti di cattura degli animali, evidenziando il lavoro e il costante impegno dei Carabinieri forestali nella repressione dei reati contro l’ambiente.

    Grazie agli interventi dei relatori i presenti hanno potuto avere una visione complessiva sulle attività svolte dai Carabinieri Forestali per contrastare il bracconaggio specialmente dell’avifauna italiana, sia stanziale che migratoria. Abbiamo potuto scoprire che, nonostante il fenomeno sia molto diffuso, almeno la sua tendenza mostra una sensibile riduzione. Una componente è sicuramente legata alla diminuzione degli uccelli (compresi quelli migratori) ma a ridurre il bracconaggio c’è  stata  l’attività di contrasto dei Carabinieri del CUFA . I numeri sono eloquenti, purtroppo il bracconaggio non è facile da sradicare dai territori che sono stati individuati come punti “caldi”, chiamati “Black-Spot”. Sette aree calde del bracconaggio, dove le attività illecite nei confronti degli uccelli sono più intense.

    Il Maggiore Stefano Testa ha illustrato ai presenti le attività della Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno degli Animali (SOARDA), Il bilancio all’inizio della stagione venatoria presenta chiari ed ombre: eclatanti le uccisioni della femmina di Capovaccaio abbattuta in Sicilia nel 2018, e dell’Ibis eremita abbattuto il 14 gennaio 2019 (l’Ibis, a cui avevano dato il nome di Dusti, era inserito in un programma internazionale di tutela). Tuttavia i numeri dimostrano che i reati sono in diminuzione.

    Bracconaggio, ma anche le cattive abitudini sono dure a morire

    Le uccisioni o la cattura degli uccelli non è limitata ai “pochi” che, per diversi motivi, decidono di infrangere la legge.  Purtroppo è un fatto culturale radicato nella tradizione, come ha ribadito il rappresentante della LIPU, sono fenomeni che hanno a che fare con la magia e la superstizione. A volte addirittura legati a piatti tradizionali, ricette regionali che, se anticamente avevano motivi di esistere, oggi sono irragionevoli e non più sostenibili per l’ambiente. Secondo il dottor Albarella, che in questo punto ha avuto il supporto anche degli altri relatori, occorre l’intervento della politica per inasprire il livello delle pene per chi compie gravi reati contro l’ambiente. Non è giusto che chi, per puro divertimento uccide una gran quantità di animali portando a rischio di estinzione alcune specie, possa cavarsela pagando una semplice multa. Questo è contrario anche al “sentire comune” che dovrebbe ispirare il legislatore. Oggi i reati contro l’ambiente dovrebbero rientrare nel Codice Penale e non dovrebbero essere sanabili con una semplice multa. D’altro canto, nonostante la grande sensibilità e attenzione dei giovani per l’ambiente e per la sua conservazione, nei luoghi individuati dai Carabinieri Forestali come punti critici, la nuova sensibilità dei giovani va a scontrarsi con i loro affetti con le storie delle loro famiglie. Negli incontri con le scolaresche non si può certo dire ai ragazzi che il nonno o il padre sono degli assassini, dei bracconieri che meriterebbero di andare in galera. Il rappresentante della LIPU ha raccontato che i loro operatori nei loro interventi nelle scuole evitano di indicare i colpevoli, lasciando ai giovani lo spazio per individuare le responsabilità. Il Generale Conti ha suggerito di focalizzare l’attenzione sulla bellezza della natura, degli animali che si intendono proteggere, magari invitando a conoscerli meglio, scoprendo i particolari delle loro vita. Realizzando studi, mostre e concorsi fotografici, questo permetterebbe ai giovani di coinvolgere i famigliari “bracconieri” da utilizzare valorizzando le loro conoscenze, magari facendosi accompagnare per realizzare le immagini migliori. Questo stratagemma permetterebbe di rispettare l’ecologia sociale che non può certo essere ignorata da chi ha il compito di salvaguardare l’ecologia ambientale.  

    La cultura può salvare l’ambiente

    Devo aggiungere che la maggior parte dei responsabili dei reati ambientali sono manovalanza reclutata tra persone poco scolarizzate, incapaci di comprendere la gravità delle loro azioni. La situazione è diversa per i mandanti che hanno reti di collegamenti e manovrano dietro le quinte per trasformare in euro i disastri ambientali commissionati da loro.   Tornando ai numeri sono stati mostrati ai presenti i risultati delle attività di repressione dei reati ambientali, in particolare quelli legati al “Piano d’azione per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici” coordinato dal Comandante dei CC CITES. È il piano d’azione nazionale approvato a marzo del 2017, piano che ha prodotto nel 2018 e nei primi sei mesi del 2019 ben:

    • 311  persone denunciate
    • 14    arresti 
    • 237  perquisizioni 
    • 315 sequestri tra cui:
    • 119 armi, 
    • 1858 tra trappole, archetti e reti
    • 45 richiami acustici
    • 3136  animali vivi
    • 2663 animali morti.
    • Sono stati infine accertati 26 illeciti amministrativi per € 38.240,56.

    Risultati importanti ottenuti con un lavoro di indagine, ma anche con la collaborazione di associazioni protezionistiche locali. A questi risultati hanno collaborato anche le attività culturali del CUFA, gli incontri tenuti nell’Aula Serviana che hanno fatto intervenire e collaborare tra loro le associazioni convenzionate con i Carabinieri Forestali. Lo scambio di conoscenze e le attività formative promosse dal Tenente Colonnello Nicolò Giordano e il continuo rapporto del CUFA con i cittadini e la stampa specializzata, non è quantizzabile, ma ha la funzione di contrasto alle cattive abitudini ambientali. È parte del lavoro di cambiamento culturale indispensabile per prevenire i reati ambientali e per promuovere l’amore per la natura, aspettiamo con ansia il calendario delle attività del prossimo anno.

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    Luciano Zambianchi
    Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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