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L’artigianato italiano: una “diversità” da proteggere

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artigianato

Nell’era di internet gli artigiani sono diventati una categoria a rischio di estinzione, la nuova globalizzazione ha superato quella dei prodotti e il relativo consumismo. Internet ha collettivizzato le conoscenze tecniche spesso banalizzandole, si tratta di una nuova rivoluzione, come quella sostenuta dall’Enciclopédie française, purtroppo però questa volta a disposizione dell’individuo non c’è la certezza illuministica della scienza, ma un chiacchiericcio in cui tutto si confonde, cose vere e clamorose baggianate. Ma, proprio grazie alla falsa sicurezza indotta da Internet nei suoi seguaci, accanto alle informazioni i nuovi geni della finanza hanno inventato un nuovo mercato che è andato a sovrapporsi allo spazio che era riservato agli artigiani: migliaia di filmati ci mostrano come fare qualsiasi cosa. Grazie a questi filmati didattici è nato il mercato a cui mi riferisco, cioè quello della commercializzazione delle attrezzature e degli equipaggiamenti per il fai da te. L’unica possibilità di sopravvivenza per gli artigiani e l’artigianato è quella di diventare super specializzati, di rendersi indispensabili alla società e sostenitori di un modello di sviluppo che combatta il consumismo e valorizzi l’artigianato.

Artigianato e ambiente

Gli amici mi hanno chiesto di spiegare le ragioni per cui ho voluto pubblicare su Greenious, un “magazine online orientato al green lifestyle”, gli articoli sulle professionalità dei curatori e dei restauratori che lavorano al Quirinale. Cosa c’entra lo stile di vita “verde” con i restauratori e gli artigiani? In realtà i punti in comune sono molti, di fatto esiste una similitudine tra l’ambiente fisico e l’ambiente sociale, in particolare con alcune comunità, ad esempio quella dei creativi. Sappiamo bene che la qualità di un territorio è definita e sostenuta dalla biodiversità che la definisce e la sostiene. La comunità sociale, in particolare quella dei “creativi” è sostenuta dalla quantità e qualità degli artigiani presenti in quella comunità, ma esistono tantissimi altri punti in comune.

Green Lifestyle

Perdonate l’uso dell’inglese in una rivista che viene pubblicata in Italia in rete: la lingua è funzionale alla diffusione non solo nazionale della rivista; in realtà su Greenious vengono approfonditi molti argomenti, anche se è possibile leggervi articoli legati all’attualità. Prima o poi gli articoli non immediatamente d’attualità verranno tradotti in un paio di lingue differenti dall’italiano (lo spagnolo e l’inglese) e questo dovrebbe moltiplicare il numero dei lettori. Tornando alla definizione di Greenious, in italiano potremmo tradurre il “green lifestyle” come stile di vita rispettoso dell’ambiente, ma anche legato allo sviluppo sostenibile.

In pratica stiamo parlando di recuperare tradizioni e attività che permettano un differente modello di sviluppo, sicuramente diverso da quello proposto dall’attuale consumismo. Ma non vi pare che sia proprio questa la “missione” degli artigiani ed in particolare dei restauratori? Oggi sono molti a studiare le società preindustriali per verificare la possibilità di realizzare prodotti che presentino un risparmio energetico tale da permettere un modello di vita sostenibile, che non sprechi le ricchezze del pianeta e le materie prime, insomma meno consumistico!

Leggendo i miei articoli sul Quirinale scoprirete che alcuni dei professionisti di cui scrivo hanno avuto, proprio grazie all’ambiente lavorativo, la possibilità di accumulare un’esperienza unica. La presenza di oltre cinquantasettemila opere d’arte nell’ambiente lavorativo crea l’humus necessario per la nascita di un nuovo sapere.

Le conoscenze e le esperienze di questi artigiani al servizio del Quirinale sono ciò che troverete in questa serie di articoli, assieme a riferimenti storici e a decine di aneddoti. Spesso leggerete confronti diretti tra le situazioni presenti nel Quirinale e quelle che si verificavano in altre culture, confronti che ho trovato su testi che antichi cronisti hanno riportato nel corso dei secoli. Gli articoli, secondo le mie intenzioni, dovrebbero guidarvi in un percorso non soltanto informativo, la successione degli articoli e la loro periodicità hanno proprio questo fine. Come al solito starà a voi decidere se approfondire, seguendo le pubblicazioni e magari sollecitandone di nuove con commenti e domande, ma anche approfittando delle molte visite guidate.

Al mio lavoro va aggiunto il “valore” dell’autorizzazione alla pubblicazione rilasciata dai responsabili dell’Ufficio Stampa del Palazzo. Siamo in democrazia e quindi avrei potuto raccontarvi le storie secondo il mio punto di vista personale. In qualche modo l’autorizzazione alla pubblicazione, ottenuta dopo un confronto sui singoli testi, è un’ulteriore forma di rispetto verso i miei lettori, ma anche verso le persone di cui leggerete.

So bene che i “dipendenti” del Palazzo sono stati indicati, da persone interessate a pubblicizzare il proprio libro, come un inutile spreco.  Avrete la possibilità di farvi una vostra idea, partendo da punti di vista diversi rispetto a quelli che vi hanno proposto, su giornali strumentalizzati. Ho scoperto che alcuni “moralizzatori” spesso non si sono neppure presi la briga di verificare le proprie affermazioni.

Scoprendo per voi un mondo che non conoscevo mi sono sentito una sorta di Marco Polo, quindi non stupitevi se vi sembrerà di essere sopraffatti da tanta magnificenza, e spesso da tanta conoscenza e tanta passione, sono proprio le sensazioni che anche io ho provato. Qualche volta il mio racconto e le mie sensazioni sono state ridimensionate dalle persone che ho incontrato, che in qualche modo hanno cercato di spiegarmi che il loro è un lavoro “normale”.

Spero di aver risposto, in queste poche righe, a chi non vedeva un rapporto tra il mio lavoro sull’artigianato e il “green lifestyle”. Ma spero anche che questo mio lavoro possa diventare una nuova fonte di ispirazione e di curiosità e che spinga i miei lettori a visitare in modo diverso il Palazzo che il nostro Presidente della Repubblica vuole trasformare nella “Casa degli italiani”.

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Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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