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A Consonno (Lecco) i campionati mondiali di nascondino

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campionati mondiali di nascondino

Da un po’ non si parla di altro. Di come il nascondino, il gioco più antico del mondo le cui origini sembrerebbero addirittura essere state rintracciate nella Magna Grecia del II Secolo, sia diventato, ormai già da un po’, uno sport a tutti gli effetti, con tanto di campionato mondiale e nazioni partecipanti.

Per il nascondino è tempo di rivalsa e mondiali

Una gioia infinita, soprattutto per coloro che, del “tana libera tutti”, hanno sempre fatto un punto fermo della loro spensierata infanzia e, perché no, adolescenza. Ultima tappa di questo bizzarro “Nascondino World Championship nato a Bergamo nel 2010, in Brianza, proprio in questi giorni, per l’esattezza a Consonno. Negli anni ’60 il piccolo borgo ormai fantasma della provincia di Lecco,  venne preso e trasformato in una vera e propria città dei divertimenti dall’imprenditore immobiliare Mario Bagno.

Doveva diventare una sorta di “Las Vegas made in Italy” con tanto di minareto (la torre presente in quasi tutte le moschee), pagode cinesi, balere e diversi altri luoghi di svago: a rovinare questo ambiziosissimo progetto ci pensò, però, una brutta frana che rese del tutto inagibile il piccolo centro rendendolo, di lì a poco, disabitato. L’idea di accogliere proprio a Consonno i Campionati Mondiali di Nascondino, nati a Bergamo nel 2010, è stata del magazine CTRL. Tra gli intenti degli organizzatori dunque, anche quello di riportarlo a luce, utilizzando, proprio come campo di gioco, la splendida vallata a terrazzamenti con vista sulla pianura circostante.

Un nascondino internazionale

Altre attività ludiche e musicali completeranno poi l’opera del piano di recupero andando ad animare anche la piazza dell’ex “Paese dei Balocchi”. E i partecipanti? Tanti, provenienti non solo dall’Italia ma anche da Spagna, Francia, Belgio e Svizzera. Questi i numeri: 64 squadre composte da 5 giocatori ciascuna, 4 gironi, 16 finaliste e una sola vincitrice che si aggiudicherà la tanto ambita foglia di fico d’oro. Foglia che potrebbe, però, diventare presto una medaglia, perché no, quella olimpica: la commissione olimpica di Tokyo 2020 non nasconde di averci pensato.

 

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