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Il Tofu, come farlo in casa e come cucinarlo

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panetto di tofu

Il tofu è l’alimento principe nelle diete vegetariane e vegane, ha origini cinesi ed è un alimento molto diffuso in estremo oriente. Il processo per la sua preparazione è molto simile a quello del formaggio infatti il tofu si ricava dalla cagliatura del succo estratto dalla soia. Viene successivamente pressato in piccoli blocchi pronti per essere cucinati nei modi più disparati. Il tofu è un prodotto ormai conosciutissimo ed apprezzato anche in occidente, facilmente reperibile in commercio pronto per essere cucinato e altrettanto facile da fare in casa.

Cos’è il tofu e quali sono le sue proprietà

Il tofu si ottiene, come dicevamo, dai semi di soia, quindi è buona regola comprarlo sempre biologico e no ogm. Prodotto in maniera molto simile al formaggio, è un alimento ricco di proprietà, privo di colesterolo e grassi saturi, di cui invece il formaggio è ricchissimo. Per questa ragione si tratta di un alimento che contribuisce a prevenire le pericolose conseguenze dell’ipercolesterolemia (eccesso di colesterolo nel sangue).

  • È quasi del tutto privo di calorie, non contiene  vitamina B e vitamina D e non contiene lattosio. Ricco inoltre di proteine vegetali, Omega 3 e 6, ferro ed una percentuale di sale più bassa del formaggio.
  • È tra gli alimenti che contribuiscono maggiormente a mantenere in salute il nostro organismo grazie al suo contenuto di proteine vegetali e ai suoi flavonoidi, che salvaguardano cuore e sistema circolatorio combattendo l’azione dei radicali liberi.

Tipologie di tofu: ad ogni ricetta il suo tofu

È importante sapere che quando si utilizza il tofu in cucina è bene farlo scegliendo la tipologia più adatta al tipo di ricetta che intendete eseguire. Il primo errore da evitare sarà quindi utilizzare indistintamente il tofu nella variante dolce o salata.

  • Il tofu dolce è usato per i dessert e si trova in commercio aromatizzato all’arachide, alla mandorla, al mango o al cocco.
  • Il tofu salato invece è quello fatto con l’uovo e quindi si presenta con una colorazione giallo pallido, lo si trova anche congelato, una specialità tipica del Taiwan.
  • C’è poi il tofu selvaggio, tipico della cucina tradizionale vegetariana Buddista, il tofu delicato e quello floreale che ha la consistenza di un budino, quello solido asiatico dalla consistenza più compatta, quello secco occidentale, molto compatto e leggermente elastico.

Come utilizzare il tofu, qualche consiglio

  • Fate uscire tutta l’acqua possibile

Il tofu è solitamente confezionato in acqua. La prima mossa quindi è quella di privarlo dell’acqua. Vediamo come:

  1. Aprite la confezione e strizzatelo bene tra le mani.
  2. Posizionate il blocco tra qualche foglio di carta assorbente e metteteci sopra un piatto, un tagliere o un oggetto pesante a vostra disposizione. Ogni mezz’ora circa, gettate l’acqua che fuoriesce.

Se desiderate un tofu più denso e solido, provate prima a congelarlo. Basterà toglierlo dalla confezione, metterlo in un sacchetto per la conservazione degli alimenti e poi nel freezer per qualche ora. Quando vorrete utilizzarlo, scongelatelo e poi spremetelo. Questa è una buona tecnica se volete che il panetto sia facilmente gestibile ed eviti di rompersi.

  • Tagliatelo nel modo giusto

Evitate di presentare in tavola pezzi troppo grandi: se volete che il vostro piatto abbia il massimo del sapore e della consistenza sarà bene avere l’accortezza di tagliarlo in pezzi più piccoli.

Le fette sottili sono perfette per preparare cotolette o per i panini. Basterà tagliare il blocco di tofu a metà nel senso della larghezza, e poi tagliare ogni metà in tre o quattro rettangoli per un totale di sei/otto fette sottili. Tali sezioni possono ulteriormente essere tagliate in quadrati o triangoli a seconda della presentazione che si desidera ottenere per il piatto che volete cucinare.

  • Conditelo sempre prima di servirlo

In nessuna rivista specializzata troverete ricette in cui gli ingredienti principali vengono serviti senza essere precedentemente conditi. Non condire il tofu è uno dei più grandi errori che si possano fare: cucinato senza amore, sarà insipido e insapore.

Dopo averlo privato dell’acqua seguendo i consigli precedenti, conditelo. Basterà del tamari miscelato con acqua o brodo, un po’ di olio, e qualche odore (l’origano, il peperoncino e  l’aglio si prestano benissimo). Sperimentate la miscela che preferite semplicemente massaggiando il panetto ricordandovi di aspettare sempre che sia asciutto prima di procedere alla cottura. Solo in questo modo l’alimento assorbirà tutti i profumi e in fase di cottura vi consentirà di ottenere la croccantezza che desiderate.

Come cucinare il tofu

Dopo tutto lo sforzo di drenaggio, pressatura, taglio e condimento, assicuratevi di cucinarlo nella maniera giusta. Che sia fritto, panato o tritato l’importante è essere pazienti e farlo cuocere fino a che non risulti rosolato e croccante come si desidera. Questa operazione potrebbe richiedere fino a cinque minuti per lato a seconda delle dimensioni dei pezzi. Non sottovalutate questi semplici consigli perchè vi consentiranno di fare la differenza.

Se cercate una ricetta semplice e veloce per un aperitivo stuzzicante a base di polpette di tofu leggete QUI e se siete curiose e desiderate conoscere come fare il tofu in casa proseguite nella lettura.

Tofu fatto in casa, la ricetta

Cosa serve (per 2 persone)

  • 500 ml di latte di soia
  • 40 ml di succo di limone non trattato

Procedimento

  1. Mettete a bollire il latte di soia in un pentolino, mescolando di tanto in tanto.
  2. Nel frattempo spremete il succo di un grosso limone (40 ml) e versatelo in una ciotola di vetro o plastica evitando di utilizzare qualsiasi utensile di metallo. Il succo del limone farà da “caglio” e servirà a svolgere l’azione svolta dal solfato di calcio o dal  glucono-delta-lactone nel tofu che viene prodotto industrialmente.
  3. Quando il latte inizia a bollire, versatelo direttamente nella ciotola in cui avrete precedentemente versato il succo del limone.
  4. Lasciate riposare il liquido per un’ora circa in modo da far cagliare il latte di soia.
  5. A questo punto il latte sarà pronto per essere filtrato. Potrete filtrarlo semplicemente avvolgendolo in un canovaccio perfettamente pulito e strizzandolo delicatamente fino ad ottenere la consistenza desiderata.

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