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Aglio, tutte le virtù della pianta più usata al mondo

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Oltre al suo inconfondibile sapore l’aglio ha molte proprietà terapeutiche. Può crescere fino a un metro d’altezza, comprende un bulbo al cui interno si trovano gli spicchi, detti bulbilli, i suoi fiori sono ermafroditi e per riprodursi devono venire impollinati da api e altri insetti, mentre la coltivazione  si effettua interrando direttamente i singoli bulbilli nel terreno, una volta all’anno: in autunno in climi miti e in primavera in climi più rigidi e umidi. È una pianta che si adatta facilmente a tutti i climi.

Sul tagliere l’aglio taglia, non tagliare la tovaglia, la tovaglia non è aglio, se la tagli fai uno sbaglio.

Il nome scientifico dell’aglio è allium sativum, fa parte della famiglia delle amaryllidaceae, sottofamiglia alliodeae. In passato era chiamato dagli alchimisti medievali phoetidissimum lylum, giglio fetidissimo.
I suoi parenti prossimi sono l’erba cipollina (allium schoenoprasum), il porro (allium ampeloprasum), la cipolla (allium cepa) e lo scalogno (allium ascalonicum). Altre varietà sono l’erba cipollina cinese (allium tuberosum) e la cipolla d’inverno o cipolletta (allium fistolosum).
Oltre alle coltivazioni colturali ci sono specie di aglio considerate selvatiche come Allium scorodoprasum, conosciuto come Aglio romano, Aglio d’India, di Spagna o Rocambola, i cui fiori sono color porpora, così come i bulbilli, e a differenza degli altre varietà di aglio che hanno i fiori bianchi.
C’è poi anche l’allium ursinum, conosciuto come Aglio orsino o napoletano.

Il tipico odore dell’aglio deriva dai composti organici di zolfo, come l’alliina e il suo derivato principale, l’allicina che viene liberato quando il bulbillo viene danneggiato.
Ne esistono tre tipi, caratterizzati dal colore: aglio bianco, rosso e rosa, al quale si può aggiungere anche l’aglio nero, di importazione orientale.

In Italia ci sono diverse varietà di aglio

Aglio di Voghiera, coltivato in provincia di Ferrara.
Aglio di Caraglio ha un odore e un gusto delicato. Viene coltivato nella zona delle valli Grana e Maira, in provincia di Cuneo. In particolare a Caraglio ci sono due eventi dedicate all’aglio, una il 23 giugno, per la festa dell’aglio nuovo. Si dice infatti che per San Giovanni, che cade il 24 giugno, ed è sia il solstizio d’estate che il sabba delle streghe, fosse indispensabile comprare una testa d’aglio per garantirsi soldi tutto l’anno. La seconda festa si svolge invece la terza domenica di novembre.
Aglio di Vessalico, della valle Arroscia, in provincia di Imperia.
Piacentino bianco, nelle varietà di aglio Ottolina e aglio Serena, proveniente prevalentemente da Monticelli d’Ongina, dove ogni prima domenica di ottobre si svolge la fiera dell’Aglio.
Rosso di Sulmona. Ha un sapore particolarmente piccante. È l’unica varietà italiana a produrre scapi fiorali ogni anno.
Rosso di Nubia.
Aglio di Resia, proveniente dalla Valle di Resia.
Rosso di Proceno, della zona di Viterbo.

L’aglio è la farmacia dei contadini

Dell’aglio non si mangiano solo gli spicchi ma anche, meno frequente, le foglie e i fiori. Gli spicchi non maturi vengono comunemente usati nella cucina sudest asiatica.

Oltre a manganese, fosforo, zinco e selenio, nel gruppo delle vitamine troviamo B1, B2, B3, B5 ma soprattutto B6 e vitamina C.

Le proprietà curative e terapeutiche dell’aglio si conoscevano già dai tempi degli Egizi. Era menzionato nel Codex Ebers, dove era usato in quasi centro ricette mediche.
Anche Ippocrate ne consigliava l’uso, addirittura per accertare eventuali gravidanze.
Secoli dopo, già a partire dai consigli di Plinio il Vecchio fino al diciottesimo secolo, veniva usato come antidoto contro la peste, durante le epidemie che hanno decimato l’Europa.
Nella medicina popolare veniva usato come vermifugo per i neonati, ai quali veniva somministrato oralmente e anche usato come amuleto e appeso sopra le culle.

Esiste anche un detto che recita “L’aglio è la farmacia dei contadini” per indicare la vastità degli usi di questa pianta, così come “L’aglio è buono come dieci madri” (titolo anche di un documentario dedicato alla pianta).
Ma è a partire dalla metà del 1800 che l’aglio viene usato appositamente per le sue qualità fitoterapiche, tant’è che il famoso medico Albert Schweitzer l’ha usato come rimedio naturale e sicuramente economico alla dissenteria nelle sue missioni in Africa.
Si era scoperto che l’Allicina, il principio attivo derivante dall’alliina, che si “sente” soltanto quando lo spicchio viene tagliato, ha proprietà antibatteriche.

L’aglio ha molte proprietà accertate

Anticoagulante. Per questo è consigliato non mangiarne troppo prima di un intervento chirurgico o in casi di mestruazioni abbondanti.
È un vasodilatatore.
Agisce contro il colesterolo LDL, il cosiddetto colestero cattivo, contro i trigliceridi e riduce anche il rischio di artrosiHa funzioni antisettiche, antibatteriche e antinfiammatorie.Possiede delle proprietà antiossidanti e anti-cancro. È indicato per abbassare la glicemia nelle persone diabetiche.Se preso in quantità non eccessive ha un’attività antispasmica, in particolare per gli spasmi addominali, per il meteorismo e la diarrea. Favorisce anche il ripristino della flora intestinale saprofita. Al contrario in dosi eccessive invece di alleviare provoca irritazioni dell’apparato gastrointestinale, come gastrite, nausea, vomito e diarrea. Una dieta ricca di aglio è sconsigliata a persone già con gastrite e ulcera peptica. Ha un’azione chelante cioè di purificazione dei metalli pesanti che vengono introdotti nell’organismo, attraverso smog, cibo e anche le vecchie otturazioni dentali di piombo e che si depositano in polmoni, reni, fegato e sistema nervoso. Aiuta la purificazione del fegato, sia dai metalli pesanti che dai lipidi in eccesso. Ha una funzione antimicotica.

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