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Le tartarughe sulle monete, tutto ebbe inizio sull’isola di Egina

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moneta con tartaruga

Oggi vorrei parlarvi delle tartarughe sulle monete. Sapevate che quasi tutte le monete che portano su un lato l’immagine di una tartaruga sono moderne e che quelle che rappresentano tartarughe terrestri sono pochissime? Più numerose sono le tartarughe rappresentate sul recto (faccia anteriore) delle medaglie, ma di queste parlerò in un altro momento.  Di fatto la più antica moneta accettata negli scambi commerciali tra i paesi occidentali è la “Statera di Egina” che ha una tartaruga terrestre su uno dei suoi lati.

Quando, contando sulle mie competenze, mi hanno chiesto di scrivere un articolo sulle tartarughe terrestri, ho pensato di scrivere qualcosa per scoraggiare il collezionismo legato alle tartarughe e, più in generale, il collezionismo di animali e piante vivi. In effetti scoraggiare il commercio di tartarughe equivale a scoraggiare la vendita dei cornetti portafortuna. Da secoli e in varie nazioni, alle tartarughe, in particolare alle tartarughe terrestri, è associata la buona fortuna, quindi cercare di impedirne la vendita o il collezionismo è una battaglia persa. Ma allora: perché non invitare a collezionare oggetti e ninnoli collegati alle tartarughe? In questo settore sono particolarmente fortunato: Ornella Tessitore, la mia compagna di vita, da anni raccoglie questo tipo di oggetti e quindi per me è semplice e divertente iniziare una vera rubrichetta su questi oggetti, sulle loro storie o sulle storie che sottendono. Prima di parlare della “Statera di Egina” permettetemi di fare una breve panoramica sulle monete più recenti che vi presenterò brevemente e mostrerò in fotografia.

 

stater aegina moneta con tartaruga

Tartarughe sulle monete moderne

Quelle che sono riuscito a trovare non sono molte; incomincio dalla più semplice da trovare:

  • La moneta da 1 franco del Congo (2002). Io e mia moglie ne possediamo anche fior di conio (che non hanno mai circolato).

    franco del congo con tartaruga
    1 Franco del Congo
  • La Repubblica Armena nel 2006 ha emesso (con la tiratura limitatissima di 3000 pezzi) una moneta commemorativa in argento da 100 Diram.
  • Nel 1837, in una delle molte crisi dell’economia e della finanza Americana, i responsabili di una miniera di rame misero in giro dei gettoni (di solidarietà) con cui veniva regalata mezza oncia di rame purissimo a chi avrebbe fatto un’offerta in sostegno ai lavoratori e alla miniera. Nel 1936 la famosa moneta USA da 5 centesimi (quella con l’indiano) venne usata dai contemporanei per realizzare delle edizioni limitate, una di queste tirature ha una tartaruga su una faccia.
  • Nel 1987 l’Ecuador ha emesso una moneta in argento, del valore di 50 real, commemorativa per le isole Galapagos: su una delle due facce è rappresentata una  Chelonoidis niger, la famosa tartaruga gigante delle Galapagos.
  • Due monete coniate solo per i collezionisti sono il rublo della Bielorussia (3000 esemplari) e i 2 Hryvna coniati in Ucraina nel 2009, ne sono state prodotte solo 10000 pezzi e in oro 999.

La Statera dell’isola di Egina, la moneta base dell’economia occidentale

Non essendo un numismatico, la prima volta che vidi la Statera dell’isola di Egina fu nei Musei Vaticani dove la segnalavano come esempio della moneta base per l’economia occidentale moderna: riconosciuta all’interno, ma anche all’esterno del luogo di coniazione. In pratica la moneta consegnava, a chi la usava, un materiale di scambio, in questo caso una quantità e una qualità ben definita di metalli estremamente utili agli albori della società greca (circa 700 a.C.): ferro, argento o oro. Non sono mai riuscito ad acquistarne una, nonostante la crisi finanziaria che si è abbattuta sulla Grecia le statere di Egina sono rare e quelle poche che si trovano, se sono appena leggibili, costano fino a 4000 euro e per me è decisamente troppo! Ho trovato il modo, grazie a Piotr, un mio amico incisore di Brno (nella Repubblica Ceca), di farne delle copie e mostrarvi nella loro forma originale le tre edizioni che conosco della Statera di Egina, quelle con un piccolo delfino sul retro e quelle con solo figure geometriche. Non sono riuscito però a scoprire la ragione della presenza della tartaruga di terra sulle monete, devo aggiungere che, per complicare le cose, le Statere più moderne, quelle del 450 a.C., non rappresentano più tartarughe terrestri ma tartarughe marine (probabilmente Caretta caretta). Resta il fatto che in Occidente fu l’isola-stato di Egina a battere per prima una moneta riconosciuta internazionalmente, seguita da Atene, Corinto, Creta e poi dai centri più importanti. La dimensione della moneta in argento di Egina era 21 mm di diametro per un peso di 12,6 g. Queste misure vennero considerate un riferimento usato per le monete coniate successivamente: didramma e statere greche, quando ormai l’isola di Egina aveva perso la sua importanza economica e commerciale. Le immagini mostrano un gruppetto di statere del primo e del secondo tipo, le tartarughe riportate su queste monete dovrebbero essere Testudo graeche.

Se tutto questo vi sembra alieno ecco quello che lo ricollega al sapere ed alle conoscenze comuni: la mitologia.

Egina figlia di Asopo, la mitologiamonete con tartarughe

Egina, era una delle figlie di Asopo e della ninfa Metope, ma anche la sorella gemella di Tebe, era una donna bellissima al punto che Zeus se ne invaghì e la rapì. Il padre Asopo, quando si accorse del rapimento provò in tutti i modi a liberarla da Zeus, ma il padre degli dei, dopo aver cercato più volte di ingannarlo cambiando aspetto, lo uccise con un fulmine e poi, dopo essersi trasformato in aquila, portò Egina su un’isola che era disabitata e che da quel momento prese il nome della sua amata. Sempre in onore di Egina, che si annoiava ad essere il solo essere senziente sull’isola, Zeus trasformò le formiche, che popolavano la zona, in persone e così nacquero i Mirmidoni. Dal rapporto fra Zeus ed Egina nacque Eaco che ebbe come nipote Peleo (re dei Mirmidoni). Achille era figlio di Peleo e quindi Egina risulterebbe essere la bisnonna di Achille, ed ecco il rapporto con le conoscenze comuni, ricordo che l’Iliade è alla base anche della nostra cultura. In realtà l’ascesa e la decadenza dell’isola sono legate al suo batter moneta, alla definizione di unità di misura condivisa dalle altre città-stato, ai fiorenti commerci con l’Occidente e successivamente ai conflitti con le altre città-stato greche. Come ho già detto, per una serie di fortunate coincidenze, è ad Egina che nel VII secolo a.C. si iniziò a battere moneta e a stabilire delle unità di pesi e misure accettate dalle popolazioni che con Egina condividevano l’interesse per lo sviluppo dei commerci. Dalla metà del VII secolo a.C. esistevano due sistemi di pesi e misure riconosciuti ed accettati nel commercio, uno era quello euboico-attico (Eubea: la Negroponte dei veneziani), l’altro era quello Eginiano. Fu sotto il dominio di Eforo che Pheidon di Argo realizzò ad Egina una zecca. In realtà l’isola era diventata un riferimento per la lega navale che si era costituita tra le più importanti città-stato del Peloponneso e della Grecia contro i pirati che infestavano il mare Egeo sulle rotte dei commerci, soprattutto quelle verso l’Occidente. Tutto questo lo conosciamo grazie a Erodoto e non voglio annoiarvi con una trascrizione. Forse ricorderete di aver studiato sui libri di storia che si erano formate due leghe tra le città-stato che in quel periodo si contrapponevano, la lega Attica e la lega Peloponnesiaca; tuttavia entrambe avevano la missione di proteggere il commercio delle città rappresentate, per semplificare ricorderò che nella lega peloponnesiaca c’era Sparta e nell’altra primeggiava Atene. Sempre secondo Erodoto fu nel V secolo a.C. che incominciarono le ostilità tra Atene ed Egina e rapidamente la controversia portò al declino e alla perdita di autonomia per Egina. Atene vinse definitivamente nel 458 a.C. e questa è la ragione per cui da quella data non vennero più coniate le statere di Egina. Vi prometto che per la prossima volta vi mostrerò più oggetti con sicuramente meno chiacchiere.

Per approfondire la mitologia della tartaruga potete leggere: Le tartarughe in Cina: dalla cosmogonia, alla magia, al calendario

moneta rame con tartarugamoneta con tartaruga

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Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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