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Smart Cities, il ruolo delle città per un futuro sostenibile

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pali eolici

Il cambiamento climatico è uno degli argomenti che hanno fatto più discutere negli ultimi anni sollevando polemiche e dibattiti. Questo ha fatto sì che il concetto di sostenibilità entrasse a far parte del linguaggio comune e, in particolare, che a partire da esso si sviluppassero molte declinazioni. Una di queste è quella che si applica alle aree urbane ovvero alla creazione di città che vengono definite Smart Cities. A livello globale, le problematiche che caratterizzano le città dal punto di vista dell’inquinamento sono le stesse: inefficienti sistemi di riscaldamento e raffreddamento degli edifici, cattiva gestione dei rifiuti e relativo rilascio di metano nel suolo e nell’aria, problemi legati ai trasporti, uso improprio di risorse preziose come acqua ed energia. L’importanza del ruolo delle città nella lotta al cambiamento climatico è stata sottolineata fin dal 1987 dalla Commissione Brundtland (Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo indetta dalle Nazioni Unite) in cui veniva affermato che “le città, specialmente quelle che si trovano nei paesi industrializzati, sono responsabili a livello mondiale per l’uso di risorse, consumo energetico e inquinamento ambientale”. Questo sta a sottolineare che è  proprio a partire dalle città che è possibile avere un cambiamento. L’idea della smart city nasce, quindi, per via dell’importanza che viene attribuita al ruolo dell’individuo e delle sue scelte. Convivenza e sostenibilità sono i due temi che rendono necessaria una riflessione quanto mai attuale e che hanno come diretta conseguenza la nascita dell’idea di una città intelligente che, attraverso l’utilizzo delle tecnologie più avanguardiste, riesca a combinare in maniera armoniosa la vita dell’uomo e quella del pianeta.

Smart Cities: i criteri e le logiche che le contraddistinguono 

Per poter essere definita smart una città deve rispettare una serie di criteri: perseguire politiche che promuovano una crescita economica che non danneggi l’ambiente, avere tra gli obiettivi primari un miglioramento dell’ambiente e ridurre le disuguaglianze ambientali e le ingiustizie sociali. La Comunità Europea ha definito sei assi principali sui quali le smart cities devono costruirsi: economia, mobilità, ambiente, persone, tenore di vita, governo. Queste priorità, interconnesse tra loro, concorrono alla creazione di un sistema che porta le città a prosperare attraverso uno sviluppo sostenibile. Anche il MIT ha fornito una sua definizione di smart city affermando che i punti cardine di essa devono essere: sostenibilità, vivibilità ed equità sociale. Infine, una variabile fondamentale affinché una città possa divenire smart è la tecnologia che permette alti livelli di innovazione e risoluzione delle problematiche. Attraverso la tecnologia intelligente è possibile realizzare migliori condizioni di vita, far crescere l’economia e lo sviluppo, nel rispetto e nella preservazione dell’ambiente.

Smart Cities: misurare la sostenibilità delle città

A livello europeo, esistono numerosi network che misurano la sostenibilità delle città. Uno di questi, il C40, nato undici anni fa, è una rete composta dalle città più grandi del mondo, oltre ottanta, che si impegnano a combattere il cambiamento climatico. L’obiettivo della piattaforma è quello di aiutare le città nella condivisione di informazioni ponendosi come guida per azioni risolutive. Ogni anno il C40 assegna dieci premi, ognuno relativo a una tematica differente. I premi del 2016 e i rispettivi vincitori sono: Parigi, per il suo piano di adattamento per una città più resiliente; Copenhagen, per il suo piano di gestione degli acquazzoni; Sydney e Melbourne, per il loro progetto sull’energia efficiente; Yokohama, che ha sviluppato un piano di energia pulita; Portland, per le sue azioni dirette al contrasto climatico; Shenzhen, per il sistema di gestione delle emissioni; Seoul, per il programma che combina equità sociale e azione climatica; Kolkata, per il progetto di gestione dei rifiuti; Curitiba, con la sua pianificazione di agricoltura urbana; Addis Abeba, per la gestione del traffico e trasporto urbano.

Un altro tipo di indice è l’Arcadis Sustainable Cities, il quale analizza cento città in tutto il mondo e prende in considerazione principalmente tre aspetti: persone, pianeta e profitto, ovvero sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Secondo quest’indice, nel 2016 le città che hanno ottenuto risultati migliori rispetto a queste tre tematiche sono Zurigo, Singapore, Stoccolma, Vienna, Londra, Francoforte e Seoul. Infine, vi è il Green City Index che segue più di centoventi città a livello globale e le analizza rispetto a otto tematiche: politiche ambientali, emissioni di CO2, energia, edifici, trasporti, rifiuti e uso del suolo, acqua, qualità dell’aria.

Smart Cities: la situazione italiana

La situazione in Italia è monitorata dall’Osservatorio Nazionale Smart City (organismo all’interno dell’ANCI) ed è visibile a tutti tramite la piattaforma Italian Smart Cities che raccoglie tutti i comuni italiani, i loro progetti e i finanziamenti che ognuno di essi ha utilizzato per realizzarli. Secondo l’ANCI, le città italiane che si stanno distinguendo maggiormente per progetti e piani di miglioramento sono numerose ma le smart cities all’avanguardia sotto questo profilo sono Genova, Torino e Milano.

Genova, tra tutela ambientale e governance trasparente

A Genova l’attenzione è stata posta su una serie di aspetti: governance trasparente, partecipazione sociale, accessibilità locale e internazionale, produttività, trasporti sostenibili, infrastrutture ICT, tutela ambientale e gestione sostenibile delle risorse. Il tema della mobilità è stato implementato attraverso il progetto ELE.C.TRA, volto allo sviluppo di una mobilità sostenibile, ecologica e poco rumorosa basata sulla circolazione di scooter elettrici. In quanto a tutela ambientale, il Comune di Genova si è impegnato a promuovere l’uso di fonti rinnovabili e l’efficienza energetica attraverso numerosi piani: SEAP, Piano urbanistico comunale e PEAP. Quest’ultimo, analogo al SEAP, promuove l’uso delle fonti rinnovabili e l’aumento dell’efficienza energetica mirate al “green Porto”. In quanto a smart economy, è nato il Gruppo di Acquisto Solare (GAS), presentato da Legambiente Liguria Onlus e promosso dal Comune di Genova, che è uno strumento per agevolare l’accesso al mercato solare delle famiglie interessate a installare tecnologie di efficienza energetica (pannelli solari termici e impianti fotovoltaici) a un prezzo equo. Invece, riguardo l’aspetto smart people, ha aderito al progetto pilota Pheripheria finalizzato a favorire l’adozione di prodotti e servizi innovativi basati sulle ITC (Information Communication Technologies) in partenariato con cinque paesi europei: Portogallo, Grecia, Germania, Svezia e Italia.

Milano, tra accessibilità internazionale e innovazione

Per quanto riguarda Milano, essa si distingue sia a livello nazionale che internazionale. Dal punto di vista internazionale è membro attivo delle più grandi reti europee e mondiali che si occupano di smart cities; dal punto di vista nazionale, è impegnata nella costruzione di partenariati nel campo della ricerca e dell’innovazione ma anche del business e della finanza. I temi sui quali l’attenzione viene posta sono principalmente: partecipazione sociale, accessibilità internazionale, attrattività turistica, inquinamento, tutela ambientale e gestione sostenibile delle risorse. Dal punto di vista della mobilità, l’obiettivo è ridurre il traffico e rendere più rapidi i mezzi pubblici, migliorando così la qualità dell’aria. Inoltre, è stato anche sviluppato un servizio di bike sharing, BikeMi, con l’intento di incrementare la mobilità ciclabile. La tutela dell’ambiente invece ha portato alla creazione di SMART IP, un sistema di illuminazione pubblica integrata che permette la gestione dei punti luce rapida e facilmente gestibile. Inoltre, il Comune meneghino intende anche prolungare l’attuale rete di teleriscaldamento, riducendo in questo modo l’utilizzo delle caldaie condominiali.

Rispetto all’ambito economico, Legacsmart citiesy EXPO – Digital Ecosystem intende creare un ambiente per la condivisione di dati e servizi favorendo la cooperazione e l’integrazione tra aziende, enti pubblici, università. In campo sociale, è prevista la realizzazione di una piattaforma di crowdfunding che rafforzi la connessione tra pubblico, privato sociale e imprese per favorire il procacciamento delle risorse, il finanziamento delle iniziative sociali e progetti sociali di comunità per il territorio milanese.

Torino, tra sensibilizzazione e scambio costante

Invece, la politica adottata da Torino su scala urbana coinvolge trasversalmente tutti gli attori del territorio: industria, società civile, mondo della ricerca e istituzioni. Rispetto al tema della mobilità, è stato creato il [To]Bike, ovvero il servizio di bike sharing che conta centosedici postazioni e quattordicimila abbonati. Per quel che riguarda la smart economy, FaciliTo Giovani e Innovazione Sociale è il servizio che la Città di Torino ha creato per sostenere l’avvio di progetti imprenditoriali di giovani dai 18 ai 35 anni legati ai bisogni sociali emergenti. Mentre, rispetto al tema smart environment, nel 2009 sono state lanciate tre reti di autorità pubbliche con l’obiettivo di favorire il confronto e lo scambio di buone pratiche sugli appalti pubblici di innovazione in settori strategici in cui la domanda pubblica possa agire da stimolo per una crescita sostenibile dell’economia. Lo smart living è stato attuato attraverso la realizzazione degli Smart City Days, ovvero un insieme di eventi realizzati grazie alla Fondazione Torino Smart City, i quali hanno portato in piazza le buone pratiche possibili per consumare meno risorse naturali, migliorando la qualità della vita. Infine, relativamente al tema smart people, è stata ideata Uptu – It’s up to you, una piattaforma di collaborazione sociale che permette di condividere informazioni geolocalizzate corredate di foto, video e audio in tempo reale riguardanti il territorio: problemi, emergenze, ma anche eccellenze, luoghi da visitare ed eventi interessanti.

Segrate, prima smart city integrale

Infine, un esempio innovativo è quello di Segrate, dove il Consiglio Comunale ha approvato di recente il Piano Integrato di Intervento per la prima smart city integrale, ovvero costruita da zero. Il progetto è stato presentato dalla società R.E.D. sotto la guida di Angelo Turi e dello studio di architettura Sagnelli Associati. I lavori inizieranno intorno a ottobre e si svilupperanno su una superficie di 90 mila metri quadrati. Il costo totale approssimativo per la realizzazione del progetto si aggira tra i due-tremila euro al metro quadrato. Le peculiarità che caratterizzeranno questa città saranno il fatto di essere a costo zero, di garantire maggiore sicurezza grazie allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia, garantire inclusione e partecipazione sociale, ridurre il costo della vita e creare nuovi posti di lavoro.

Smart Cities: sostenibilità per un futuro migliore

L’ONU afferma che entro il 2050 la metà della popolazione mondiale abiterà nelle città. In un mondo in cui uno dei problemi principali è quello della sovrappopolazione e la migrazione di migliaia di persone verso le aree urbane, le città rappresenteranno il futuro. Visto il loro ruolo centrale nella vita contemporanea, le città hanno la responsabilità di creare soluzioni per risolvere il problema del cambiamento climatico, agendo sia localmente che globalmente, attraverso attività di cooperazione e collaborazione nello sviluppo e nell’implementazione di modelli di sviluppo sostenibili. Una città sostenibile è un sistema organizzato che non dipende eccessivamente dall’ambiente che lo circonda ma, al contrario, che sia in grado di sopravvivere attraverso l’uso di risorse rinnovabili. L’obiettivo principale della città intelligente è quello di avere un’impronta ecologica quanto più piccola possibile. La frase “Think globally, act locally” riassume al meglio l’idea dietro al concetto di città intelligente, città che mira alla pacifica convivenza tra uomo e ambiente, al fine di perseguire uno sviluppo che sia sostenibile per l’uomo e per il pianeta.

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