Home Natura Come riprodurre un Aloe da seme o da stolone

Come riprodurre un Aloe da seme o da stolone

5610
13
Aloe vera vaso

In questo articolo vedremo come moltiplicare le nostre piante di Aloe. Una delle ragioni per coltivare le piante fuori dal loro habitat, gli amatori la trovano nella moltiplicazione dei loro esemplari, o almeno nella produzione di semi. Questo permette di salvaguardare e perpetuare la specie.

Come riprodurre un Aloe da stolone

Le Aloe si riproducono facilmente da stolone (riproduzione asessuata), se si tratta di specie che accestiscono, o comunque sempre per semina (riproduzione sessuata), soprattutto nel caso di esemplari singoli. In alcuni casi le plantule di Aloe si possono trovare anche sugli steli floreali, ma questo fenomeno nelle Aloe è abbastanza raro.

plantule su spiga
Plantule su una spiga floreale di Aloe.

Da qualche tempo gli esemplari di pregio vengono clonati, ottenendo plantule dalle cellule meristematiche più presenti nella parte basale delle foglie. In casa sarà facile ottenere piantine “spollonando”, separando gli stoloni dalla pianta madre.  Di solito è un’operazione facile da fare, ma permettetemi ugualmente alcune raccomandazioni: usate una lama molto affilata nel tagliare il collegamento e disinfettatela dopo ogni taglio, eviterete di trasmettere funghi e parassiti. È importante scegliere il momento giusto per operare, di solito quando la pianta è ancora in riposo ma sta per iniziare il periodo vegetativo, così subisce l’intervento nel periodo di riposo (praticamente in anestesia), ma la cicatrizzazione viene favorita dalla ripresa vegetativa, in questo modo la pianta reagisce alle possibili infezioni e le ferite possono diventare occasioni di stimolo per le cellule meristematiche. Mai e poi mai cercate di strappare gli stoloni, rischiereste di rovinare anche la pianta madre, tagliateli di netto dopo aver estratto la pianta dal vaso ed esposto le radici. Prima di rimettere a dimora la pianta madre e gli stoloni fate asciugare le ferite all’aria, ma non al sole, se proprio non potete aspettare copritele con un mastice medicato: nei vivai sono in vendita delle poltiglie che contengono fungicidi e cicatrizzanti.

Come riprodurre un Aloe da seme

Anche per le semine è importante seguire alcuni accorgimenti. Le Aloe sono monocotiledoni, vuol dire che le plantule appena nate dai semi hanno una sola foglia, nel primo anno di vita queste piantine sono molto vulnerabili e sensibili al freddo e all’umidità. Il terreno per le semine deve essere in qualche modo sterilizzato per evitare l’insorgenza di funghi, anche la granulometria dovrà essere abbastanza omogenea, sono da evitare i terreni con molta polvere che potrebbe soffocare le giovani radici. L’umidità, anche in semine chiuse, dovrà essere prevalente nel terreno (e non nell’aria) in modo che le radici possano capire dove andare per ancorarsi e nutrire la piantina. Ogni anno ci sono due periodi buoni per seminare in modo naturale: quello primaverile, in cui è possibile seminare specie che germogliano se le giornate si allungano (longidì), e quello subito dopo l’estate per le specie brevidì. È sempre possibile seminare utilizzando la luce artificiale, ma in questo caso consiglio di usare luci adatte alla crescita delle piante (GrowLux, Fluora, ecc. ). Di solito la semina inizia con la preparazione dei semi che dovranno essere mondati cioè puliti da eventuali residui vegetali o altro.

seminiera
Una seminiera realizzata con una scatola di polistirolo

Dopo la mondatura avviene la concia: i semi vanno trattati con polvere fungicida, ossia vanno inseriti in un contenitore con un cucchiaino di fungicida da concia (in polvere particolarmente adesiva), poi vanno agitati e in questo modo la polvere si attacca alla superficie dei semi che poi verranno separati dall’eccesso di polvere fungicida tramite un colino. Naturalmente l’operazione di concia va fatta in ambiente arieggiato e indossando i guanti. A questo punto i semi vanno sparsi sul terreno umido che avremo provveduto a sterilizzare; alcuni usano terreni non sterili, ma con questa scelta rischiano la prolificazione di funghi e piante parassite. I semi vanno coperti con uno strato di terreno uguale e mai superiore al loro diametro.  Per sterilizzare il terreno potremo passare il terriccio inumidito (disposto con uno strato non più alto di 5 mm in una pirofila con il coperchio) in un forno a microonde per almeno 8 minuti. Lasciamo raffreddare lentamente ma senza togliere il coperchio, in questo modo dovremmo aver eliminato eventuali intrusi: semi, spore e uova di insetti fitofagi. Dopo la semina dovremo coprire  con un vetro o un foglio di plastica trasparente.

concia semi aloe
La concia dei semi di Aloe con fungicida.

Se la temperatura è giusta e se le giornate sono sufficientemente lunghe (per le longidì) dopo qualche giorno vedremo spuntare le prime foglioline. Rimando ad un prossimo articolo una più dettagliata descrizione della semina, permettetemi solo un ultimo consiglio: se è vero che per rovinare una semina basta veramente poco, è anche vero che chi semina non deve avere fretta, quindi controllate il vostro entusiasmo ed evitate di aprire troppo spesso la seminiera per  verificare la crescita delle piantine. Quando le plantule saranno alte almeno un centimetro, se risultassero ammassate tra loro, dovrete risistemarle, sempre in una seminiera e su terreno sterile, ma diradate in modo da lasciar loro lo spazio per crescere senza essere spostate almeno per due anni. Questa operazione andrebbe fatta in ambiente sterile (o almeno usando strumenti sterilizzati) in modo da non introdurre spore dannose, batteri o muffe che potrebbero distruggere il risultato della semina. Per tutti i mesi in cui le piante saranno nella seminiera occorrerà continuare a tenerle sotto controllo, eliminando eventuali esemplari morti per non diffondere marciumi ed altro. Solo dopo che avremo rinvasato le nuove nate potremo valutare i risultati della nostra semina.

Seminiere in polistirolo
Seminiere professionali in polistirene
Articolo precedenteSi può scoprire se una pianta è un ibrido o un cultivar?
Articolo successivoMal di schiena? Spesso il problema è nella postura
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

13 Commenti

  1. Salve,
    ho letto in questo articolo come riprodurre la pianta di Aloe vera da seme, ad un certo punto consiglia di concimare i semi prima della semina con una polvere adesiva fungicida ma io non la trovo in commercio, mi sapreste indicare dove trovarla?
    Grazie anticipatamente,
    Alfonso Taddeo

  2. Gentile lettore
    Le ricordo che nell’articolo parlavo di concia e non di concimazione dei semi.
    I semi “non” devono essere concimati ma fatti germinare e crescere in un terreno sterile,
    successivamente, quando le pianticelle saranno più grandi, si trapianteranno in un terreno più ricco.
    Alcuni semi, e i semi di Aloe sono tra questi, contengono delle sostanze nutrienti che permettono alla pianticella di svilupparsi, in questa prima fase non serve un concime.
    La Bayer produce e commercializza un concime per i semenzai a base di Previcur Energy, non è il migliore ma è facile da trovare e poco tossico per l’ambiente. Il fungicida si fa aderire ai semi mettendone mezzo cucchiaino in una scatoletta assieme ai semi ed agitando il tutto per qualche minuto. Con un colino a rete sufficientemente stretta, per trattenerei semi, recupereremo il fungicida in eccesso che potrà essere riutilizzato. NATURALMENTE EVITI DI TOCCARE I SEMI CONCIATI A MANI NUDE, potrà usare un guanto monouso.
    Se i suoi semi sono freschi otterrà ottimi risultati. Tanti Auguri per i suoi successi.
    Luciano Zambianchi

  3. Buonasera,
    grazie mille per la risposta, nella mail ho scritto “concimare” al posto di “concimare”, é stato un errore di tastiera, quello che non riesco a trovare è proprio la polvere fungicida che serve a conciare i semi. Inoltre avrei un’altra domanda, un semenzaio con celle dal diametro di 3,5 cm e 4,5 di altezza va bene o mi consiglia celle più grandi? In ogni cella quanti semi devo mettere? Poi visto che nell’articolo consiglia di coprire i semi con uno strato di terriccio non superiore al diametro dei semi, considerando che i semi che ho acquistato sono veramente minuscoli (mai visti prima), é opportuno non mettere proprio lo strato di terra sopra ed esercitare solo una leggera pressione sui semi per sotterrarli?
    Grazie anticipatamente,
    cordiali saluti,
    Alfonso Taddeo

  4. Salve
    Il semenzaio va benissimo le celle sono un poco grandi, i professionisti usano cellule più piccole.
    Mantenga una umidità costante eventualmente aggiunga una lampada di quelle speciali (Tipo Growlux o Flora) per qualche ora al giorno
    basta una lieve pressione sul terriccio
    al massimo inserisca 4 / 6 semi per cella.
    Se i semi non sono suoi ma vengono da professionisti di solito sono già trattati.

    Ci sono diversi metodi di semina, in un modo o nell’altro riuscirà nel suo intento.

    un saluto

    Luciano Zambianchi

  5. Buonasera,
    scusi ancora per il disturbo e grazie per le spiegazioni. Il fungicida della Bayer a base di Previcur Energy lo trovo solo in soluzione liquida e non in polvere, può andare bene lo stesso?
    Grazie mille,
    Alfonso Taddeo

  6. Salve,
    lunedì ho seminato e ancora niente, avrei questi dubbi se gentilmente me li può chiarire:
    1) il semenzaio deve stare esposto alla luce diretta del sole o no?
    2) quando il terriccio si asciuga devo bagnarlo di nuovo, cioè devo tenerlo sempre umido?
    3) nella cella dove ho messo 4 semi dovrebbero nascere più piante o una sola?
    La ringrazio anticipatamente,
    cordiali saluti,
    Alfonso Taddeo

  7. Il mondo vegetale prevede pazienza e continue acquisizioni di nuove esperienze, quest’anno io stesso sono stato “imbrogliato” da tre noci che avevo “seminato” o meglio due le avevo appoggiate in un vaso e hanno germinato, la terza ha germinato tre mesi dopo dopo essere stata anche rotta e comunque la avevo data per morta.
    La invito a ripetere la sua esperienza e vedrà che tutto andrà bene. Anche nel caso di un primo insuccesso, la responsabilità potrebbe essere dei semi (o troppo vecchi o troppo giovani) alcune specie hanno bisogno di essere privati dalla cuticola, altri hanno il loro massimo di germinatività nel secondo anno, altri ancora devono essere seminati freschi.

    Nel caso delle Aloe quasi tutte le specie hanno bisogno di semi freschi.

    come le ho già scritto l’umidità nel semenzaio deve essere tenuta costante, di solito (in Italia) la semina è autunnale, tuttavia dovrebbero uscire plantule anche da semi messi in terra in primavera.

    La luce solare non è la migliore perchè va saputa controllare, potrebbe scaldare troppo l’ambiente, potrebbe essere di durata insufficiente per inviare ai semi il messaggio di Start. Comunque rispondo alle sue domande nell’ordine in cui lei me le ha poste:
    1) No, deve essere illuminato da una luce forte, ma meglio non diretta. Per le semine primaverili (longidì) la luce solare va integrata allungando l’esposizione con almeno un paio d’ore di luce integrativa (grawlux o Flora o altro, a non più di 20 cm dal terreno seminato.
    2) Si, il miglior semenzaio ha un’umidità costante, un ambiente che piace anche ai funghi, per questo i semi vengono conciati, per evitare che funghi fitofagi banchettino con le plantule.
    3) Questo dipende dalla capacità vegetativa dei semi usati, usando semi della stessa specie, seminati nella stessa seminiera, ma in celle diverse si può scoprire la “validità” del fornitore di semi.

    Alcuni semi germinano anche dopo mesi. Mi è capitato di trovare piante nate in seminiere che avevo abbandonato perchè credevo di non aver avuto successo.

    Ancora tanti auguri e complimenti!

    Luciano Zambianchi

  8. Buongiorno!
    Volevo chiederle una cosa: una volta germogliati i semi, messi in vasetri piccoli con terreno adatto singolarmente dopo che i germogli hanno raggiunto 1cm di altrzza, mi chiedevo se dovessero essere esposti al sole o meno. Fino a quando è preferibile evitare lanluce diretta?
    La ringrazio

  9. Gentile signor Daniele

    intanto mi permetta di complimentarmi con lei per aver scelto una strada non sempre facile per la riproduzione delle Aloe.
    Alcune Aloe hanno meno esigenze di altre e hanno la capacità di resistere maggiormente, spero che lei abbia scelto di riprodurre Aloe rare, che non accestiscono (creano dei gruppetti) in tal caso avrebbe potuto ottenere un miglior successo con la riproduzione da stolone; ma neppure con aloe che ramificano che di solito vengono riprodotte per talea.
    In effetti anche le specie che non accestiscono nè ramificano di solito (industrialmente) vengono riprodotte da meristema (o da talea fogliare).
    La scelta è condizionata dal tempo necessario per avere piante autonome e fuori pericolo (rispetto agli attacchi funginei a cui sono soggette le plantule).
    Tutto questo prologo per confermarle che io esporrei le plantule al sole autunnale solo dopo i 3 / 4 cm di altezza (ossia dal terzo anno).
    Questo non vale per le Aloe bulbose (tipo l’ A.albiflora) o per le piccolissime (A.descoingsii , A.havorthioides , A.minima Baker, ecc ), per loro valgono altri criteri.
    Mi permetto di segnalarle che oltre al volume “Le mie prime venti Aloe” in cui parlo della riproduzione, lo scorso anno ho pubblicato anche il volume “le mie seconde venti Aloe”, entrambi i libri sono in vendita (scontati) sul sito del Mio Libro, ma anche da Amazon e da Feltrinelli.

    Un caro saluto e ancora complimenti e grazie.
    Luciano Zambianchi

  10. Gentilissimo signor Luciano,
    Innanzitutto la ringrazio per la tempestiva ed esaustiva risposta. Le confesso che nonostante la mia passione e meticolosità sono alla mia prima esperienza di coltivazione da seme e sicuramente commetterò qualche; già che siano usciti i germogli è una vittoria!
    In merito al tipo di aloe, sono semi di aloe barbadensis, ora di circa 1 cm e pochi mm in vasetto singoli con terreno per piante grasse e drenaggio con argilla sul fondo. Approfitto per farle un’ultima domanda: lascerò le piantine all’interno vicino una finestra e le esporrò al sole tra mesi seguendo il suo consiglio ma avrei anche un dubbio circa la quantità d’acqua. So che il terreno deve essere sempre umido, sto usando uno spruzzino circa 1 volta massimo 2 al giorno, cosa ne pensa?
    La ringrazio ancora e le auguro una buonana giornata

  11. Buongiorno sig. Luciano. Leggo con interesse questo articolo e, vista la sua esperienza, mi permetto di porle una domanda. Ho una aloe vera maculata, che da un paio d’anni fa i suoi fiori di color arancio-rosa, che si seccano, cascano e finisce la storia. Sono nate anche altre due piantine direttamente dal terreno senza che io facessi nulla, e anche una di queste, quest’anno ha fatto il suo “stelo” con i fiori. Ma quest’anno è successo che la pianta madre, dopo i fiori, abbia prodotto quelli che presumibilmente sono semi. Sono dei boccioli verdi e sono presenti già da un paio di settimane sulla pianta. Qualora contenessero effettivamente i semi, cosa dovrei fare per poterli successivamente seminare? (tempistiche e modalità).
    Se riuscisse a darmi qualche dritta gliene sarei molto grato.
    Cordiali Saluti

  12. Gentile lettore

    mi piacerebbe vedere una foto delle sue Aloe,
    consideri che i fiori dell’Aloe vera sono solitamente gialli. Anni fa il compianto John Lavranos mi regalò un esemplare di un endemismo africano di Aloe vera a fiore rosso, pianta che purtroppo è morta per colpa di una gelata.
    Le sue potrebbero essere Aloe ben più rare della ormai comune A.vera.

    Le confermo che i frutti contengono i semi, ma deve avere la pazienza di lasciarli seccare sulla pianta.

    I frutti delle Aloe sono trilobati (sono formati da tre lobi) una volta secchi si aprono e mostrano tre file di semi mantati che possono essere portati via dal vento.
    I semi sono piuttosto grossi e facili da far nascere.

    Il genere Aloe è monocotiledone, ossia dal seme esce una sola fogliolina. mentre i cactus sono dicotiledoni, ma di questo ne parlerò parlando della semina.

    Luciano Zambianchi

LASCIA UN COMMENTO

Lascia un commento!
Inserisci qui il tuo nome