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Paura di agire e paura di osare. Consigli per una vita felice senza rimpianti

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illustrazione mame melloni paura di agire

La paura di agire o di osare in qualcosa che ci obbliga a dover pensare, attuare, decidere in tempi stretti è un qualcosa che riguarda e accomuna tutti i soggetti. Accade che il timore che le cose non vadano bene sia sempre dietro l’angolo.

Capita di ripetere tra sé e sé come sarebbe tutto diverso se si potesse tornare indietro e attuare nuove strategie d’azione. Si tende, in poche parole, ad autoprefigurarsi scenari senza sbagli ma è fondamentale rassegnarsi al fatto che gli errori fanno parte di noi e ci accompagnano nel corso della nostra vita. L’approccio da adottare è quindi quello di predisporsi ad una tensione verso il miglioramento continuo di noi stessi. L’idea è quella di assumere la consapevolezza che è sempre possibile fare meglio senza mai perdere di vista i nostri desideri più profondi.

Una distinzione: paura di agire e paura di osare

Prima di procedere è essenziale chiarire la distinzione esistente tra paura di agire e la paura di osare. Due paure interconnesse ma con sfumature di significato diverse.

  • La paura di agire è legata soprattutto alla paura di sbagliare. Il coraggio di agire diventa così l’arma per superare lo stato di ansia che potrebbe attanagliarci.
  • La paura di osare riguarda la resistenza che spesso tendiamo ad opporre nel momento in cui abbiamo la necessità di andare oltre le nostre certezze. Osare vuol dire andare oltre le nostre convenzioni e le nostre rigide credenze.

Ma a cosa è dovuta la paura di osare?

Osare è perdere solo momentaneamente la propria strada, non osare è perdere se stessi” (Soren Kierkegaard)

Basta questo brevissimo pensiero kierkegaardiano per riflettere e capire come la paura di osare sia fortemente legata al grado di autostima e alla nostra concezione di coraggio. È bene tener presente però che l’autostima non dovrebbe essere intesa come un’autovalutazione positiva o negativa in base alla conseguenza positiva o negativa del nostro osare. Nulla di più scorretto!

Dovremmo comprendere che l’autostima dovrebbe salire ogni qualvolta abbiamo il coraggio di osare, di metterci in gioco, di rompere le nostre griglie testando momentaneamente altre strade come consiglia Kirkegard.

Indietro nel tempo. Qualche esempio per riflettere

Proviamo a ripensare ai nostri amori passati, i primi amori, quelli perduti, mancati o solo immaginati. Ci sarà capitato in qualche occasione di non avere il coraggio di confessare tutto il nostro sentimento a qualcuno. Talvolta il cuore batteva forte in gola e avremmo voluto confessarle o confessargli tutto il nostro amore, dire tutte quelle parole che avevamo più volte sapientemente preparato dentro noi stessi.

È in questi casi che la paura di osare ci ha impedito di sperimentare l’amore. Come tutte le paure, la paura di agire e di osare ci debilitano fisicamente. Creano uno stato confusionale nella nostra testa tale da impedirci di essere lucidi e indurci al massimo a balbettare qualcosa.

Il sipario del rimpianto

“Ah, se avessi avuto il coraggio di dire tutto quello che provo. Se avessi osato mostrare tutto il mio sentimento. Se fossi riuscito a fare un primo passo verso una comunicazione più confidenziale.”

Ecco levarsi il sipario del rimpianto. La paura di osare ha sferrato il suo attacco decretandosi vincitrice. Nella sua splendida poesia, Gozzano diceva “non amo che le rose che non colsi” e sappiamo benissimo che a lui piaceva molto apparire ingenuo e bambino. In questo caso però ciò che dovremmo essere in grado di ammettere sarà la nostra incapacità ad osare:

“Non ho saputo amare, non ho osato! Ho dequalificato il mio sentimento!”

Questo è solo uno dei tanti esempi che potremmo fare. Lo stesso potrebbe valere per la sfera lavorativa. Capita infatti di rinunciare al nostro futuro prima che sia davvero il tempo.

Paura di agire. L’aquila e il coniglio

Viviamo aggrappati alle nostre convinzioni come conigli immobili nel loro “vivi e lascia vivere” in attesa di un’aquila che ci trascini via. Un’attesa  fatta di sola paura di ciò che ci aspetta e di tempo volato via che non può tornare ma che può insegnare che la vita non si spreca e le occasioni non tornano mai uguali a come si presentano.

Cosa fare?

Vivere senza paura e senza esitazioni. Non aver paura di osare perché potrebbero aprirsi tanti scenari nutriti dal rimpianto e dal rancore. Predisporsi alla voglia di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. In questo modo la paura  di agire si allontanerà da noi e ci consentirà di vivere il piacere di essere noi stessi in tutte le situazioni della vita.

Proviamo a tener sempre presente che il bello di ogni viaggio non è la meta ma l’esperienza per raggiungerla. Ognuno di noi è in viaggio e ha l’obbligo di fare in modo che sia un buon viaggio.

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Sandro Bocci
Sandro Bocci, Psicologo e Psicoterapeuta, laureatosi in Psicologia Indirizzo Clinico nel 1984, presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma; riceve il titolo di Psicoterapeuta a far data dal 1994. Specialista in Terapia Sistemica, della Coppia e della Famiglia, in Sessuologia e specialista in Ipnosi. È stato ricercatore e sperimentatore in Ipnosi per il Centro Italiano Ipnosi Clinica e Sperimentale, di cui ha rivestito il ruolo di Segretario della Sezione Regionale del Lazio, partecipando a congressi e convegni quale relatore. Già responsabile di una casa di accoglienza di minori abusati per violenze fisiche e sessuali presso il Comune di Corridonia (MC), e referente psicologico per la Scuola di Discussione per Adolescenti, Coppie e Famiglie del comune di Corridonia (MC). Relatore di numerose conferenze per Adolescenti, Coppie e Genitori di figli scolarizzati; ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche riguardanti aspetti psicologici dell’Innamoramento e Amore. Autore e conduttore da tre anni di trasmissioni su emittenti web di Zero Gravità Psicologia in Radio. Per qualsiasi informazione potete commentare l'articolo o scrivere a: sandrobocci50@gmail.com

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