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Ninfeo di Claudio a Baia: paradiso sommerso

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Ninfeo di Claudio statua

Claudio fu un imperatore maturo, per età e temperamento. Non aveva gran voglia di seguire le orme dei suoi predecessori, a turno congiurati o vittime di congiure per amore del potere. Lui amava la cultura, lo studio, il bello. Questo non gli impedì di governare e combattere. Ma per assecondare la sua natura costruì a Baia il suo magnifico ninfeo, ossia una bellissima sala dedicata ai banchetti.

Baia, le sue ville, la sua sorte

Statua di ClaudioMa per parlare a dovere del ninfeo di Claudio, bisogna parlare di Baia. La parte costiera dei Campi Flegrei era baciata dalla bellezza della natura ed era stata eletta a località balneare per eccellenza della Roma che conta. Non diversamente da alcune attuali località alla moda di oggi, Baia era il ritrovo estivo dell’aristocrazia e delle persone influenti che, tra una poesia e un bagno alle terme, tra filosofia e pescato fresco, forgiavano il mondo. A Baia avevano soggiornato Mario, Pompeo, Ortensio, Cicerone e Cesare, vi era una villa donata ad Augusto, la villa dei Pisoni che congiurarono contro Nerone, allevamenti di pesce, un porto commerciale e quello voluto da Agrippa durante la guerra tra Ottaviano e Antonio e  infine, non distante, a Miseno, c’era la sede della flotta militare romana. Una zona di transito, commercio e ricchezza. Ma la lussureggiante natura era già pronta a mostrare all’uomo il suo lato indifferente. La zona dei Campi Flegrei è altamente vulcanica e se, dopo la caduta dell’impero romano, Baia fu abbandonata e saccheggiata dai Goti, a darle il colpo di grazia ci pensò il bradisismo negativo. La terra si abbassò di circa 8 metri, facendo sprofondare sotto il livello del mare i magnifici resti dell’epoca d’oro di Roma.

Il ninfeo di Claudio

Così, tra posidonie e castagnole, stelle marine e anemoni di mare, in un paesaggio che sembra uscito da una favola, l’antica Baia giace sotto 5-10 metri di acque turchesi. Tra le costruzioni sommerse, spicca il ninfeo di Claudio. Si trova a circa 7 metri sotto il livello del mare e mantiene la sua forma di ampia sala rettangolare – 18 metri di lunghezza per 10 di larghezza – che terminava con un’abside semicircolare. Ai lati, delle nicchie che ospitavano statue e al centro una grande vasca. Tutto fa pensare, quindi, che il ninfeo fosse una sala destinata ai banchetti. C’erano otto statue a decorare il ninfeo e il loro ritrovamento ci racconta una storia affascinante, dove la leggi della natura ricordano il loro potere sulla vita dell’uomo. Era il 1956 quando il capitano Burcher notò, grazie a condizioni meteo particolari, l’esistenza di reticoli ordinati sotto le acque. Iniziarono gli scavi, nonostante le difficoltà, in maniera timida e tra mille ostacoli; il ninfeo di Claudio fu presto individuato ma ciò che ne aprì metaforicamente le porte fu una forte mareggiata che scoprì due statue.

Decorazioni, impianti e altre meraviglie

L’apparato statuario del ninfeo contemplava un Dioniso, immancabile in una sala da banchetto, le due figlie di Claudio, parti di un gruppo che rappresenta la scena di Ulisse che, con la sua astuzia, fronteggia Polifemo. In questo senso, tra struttura con volta di tufo a botte e decorazione ispirata al mito di Ulisse, Claudio voleva che il suo ninfeo ricordasse un po’ la grotta che Tiberio aveva attrezzato a triclinio panoramico. E furono poi trovati frammenti di statue dalla bellezza struggente, omaggiata da protocoralli, marmi, anfore, mosaici. Le sculture sono state trasferite al Museo dei Campi Flegrei e, sott’acqua, sono state messe delle copie perfette, mentre lì, tra pesci colorati e mare blu, restano mosaici e strutture murarie dalla bellezza commovente e con varie funzionalità tutt’ora intatte. I romani, grandi costruttori, sono riusciti a battere il tempo, le invasioni barbariche e, in qualche maniera, a farsi beffe perfino del bradisismo. E noi, con le bombole o con il boccaglio, possiamo ancora godere i frutti del loro carattere, una commistione inimitabile di concretezza e amore per un bello in grado di sfidare le epoche e farli avvicinare, nella misura umana, all’immortalità.

Foto di copertina tratta da Flickr opera di California Will
Foto nell’articolo opera di Marie-Lan Nguyen tratta da Wikipedia

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