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Negozi e supermercati senza plastica: la nuova frontiera del zero waste

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supermercati senza plastica

Una vita senza plastica è possibile e, se la filiera sostiene il cittadino, reinventandosi secondo la filosofia zero waste, offrendo prodotti che privilegiano la qualità al packaging, diventa persino innovativa. La plastica è stata un grande passo avanti per la qualità della vita umana: superarla implica farne uno ulteriore.

Supermercati senza plastica: iniziative in Spagna

Ridurre imballaggi prima è più semplice che riciclare la plastica poi. Da questo assunto prende le mosse Yes Future – Positive Supermarket, inaugurato a Barcellona nel 2017. La coscienza ecologica sta progressivamente aumentando e ogni giorno più persone cercano di ridurre il loro impatto sul pianeta. Per rendere più facili le loro scelte, i supermercati senza plastica agiscono a monte, selezionando prodotti con imballaggi minimali e riciclabili, provenienti da una filiera etica ed ecologica, che pone attenzione alla scelta delle sostanze e al rispetto dei diritti dei lavoratori. Un supermercato del genere, oltre che senza plastica, è figlio del suo tempo. Nasce dall’idea di Olga e Alejandro, colleghi di lavoro a Londra. Dal cuore della City a un appartamento in condivisione a Barcellona il passo può sembrare lungo, ma non lo è per una generazione legata alla propria patria ma abituata a girare il mondo e che ha imparato, sulla sua pelle, a districarsi in una società spinosa. Attenti agli sprechi, i due amici si sono presto resi conto che comprare senza plastica era davvero complicato: bisognava girare troppi negozi, cosa impossibile in città. E così hanno inventato la soluzione che non c’era: un supermercato zero waste, dove poter riempire la propria sporta di tutti i prodotti necessari.

Negozi e supermercati zero waste: il gran fermento degli ultimi mesi

Nel 2018 il supermercato ecologico Ekoplaza, ad Amsterdam, ha organizzato al suo interno un reparto interamente senza plastica. Stessa scelta è stata fatta da Thornton Budgens, a Londra: il supermercato è riuscito a organizzare la messa in vendita senza imballaggi di plastica di circa 1.700 prodotti in sole 10 settimane. Volere è potere e le piccole catene, grazie a una maggior “agilità”, sono spesso teste di ponte del cambiamento. E in Italia? Ancora non abbiamo un vero e proprio supermercato senza plastica nel nostro territorio, forse perché – di contro – da anni esistono catene di negozi in franchising che permettono di fare spesa “alla spina” o sfruttando il vuoto a rendere. Anzi, c’è da rimarcare che anche in questo caso la nostra nazione si è posta all’avanguardia in Europa. Non mancano, tuttavia, aree zero waste nelle più note catene della grande distribuzione. È da rimarcare che gli imballaggi in materiale biocompostabile hanno costi più elevati anche all’estero, come ricorda l’olandese Steven Ijzerman di Ekoplaza, esattamente come i sacchetti biodegradabili che tante polemiche scatenarono in Italia in gennaio 2018. Tuttavia, il costo immediato si ammortizza nel tempo grazie al minor impatto ambientale e alla guadagnata salubrità del prodotto. C’è ancora tanto da lavorare, ma il 2019 è iniziato e sta proseguendo con forte prese di posizione dei Comuni contro l’uso indiscriminato della plastica monouso. La strada è segnata, percorrerla in ogni maniera possibile è l’unica scelta.

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