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    Le piante ricordano e memorizzano

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    le piante ricordano

    Le piante ricordano e memorizzano. A dirlo Annalee Newitz, ricercatrice, che ha raccolto dieci elementi di prova che le piante sono più intelligenti di quanto si pensi. Si scopre, infatti, che esse siano in grado di comunicare, ricordare, riconoscere piante affini e persino misurare il tempo.

    Le piante ricordano e memorizzano

    Ecco i risultati della ricerca sulla loro presunta capacità cognitiva:

    • Le piante possono sviluppare una sorta di risposta pavloviana alle diverse lunghezze d’onda di luce. Quando i ricercatori hanno esposto le piante ad una lunghezza d’onda, seguita da un virus nocivo, hanno scoperto che il futuro contatto con quella lunghezza d’onda della luce stimola automaticamente nelle piante la produzione degli anticorpi al virus – come la salivazione del cane in risposta ad una campana che precede il biscotto.
    • Le radici del mais fanno uno scatto a circa duecentoventi Hz (rumore che si trova nel campo dell’udito umano). E se si registra un suono intorno a tale frequenza vicino una pianta di mais, le radici si piegheranno verso la fonte del rumore.
    • È stato accertato anche il fenomeno col quale le piante, vicine a propri simili, hanno più facilità nell’accumulare sostanze nutritive. Fondamentalmente, le piante trovano difficoltà nel lottare per la sopravvivenza se intorno, in sostanza, hanno degli sconosciuti.
    • Le piante di tabacco, infine, sono in grado di spedire gli avvisi di pericolo chimico quando vengono attaccate, avvisi che possono essere raccolti anche da piante di una specie diversa, permettendo a quest’ultime – a loro volta – di prepararsi.

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