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Il Fiolet, specialità sportiva della Val d’Aosta

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Il Fiolet è uno sport praticato all’aperto che appartiene alla tradizione popolare valdostana e le sue origini verrebbero più o meno collocate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Almeno agli albori, come attestano alcuni recenti studi, veniva praticato soprattutto dagli esponenti delle classi più abbienti come avvocati, medici, ingegneri e professori. Poi, con la costituzione delle prime polisportive e con la redazione dei primi regolamenti ufficiali (affidati alla penna di Joseph-Charles Farinet e Renè Fusinaz) nonché del primo campionato (1925), si sviluppò presso il pubblico diventando un piacevole passatempo per tutti, persino per le donne. Consuetudine voleva, poi, che, al termine di ogni gara, giocatori e spettatori ridiscendessero a valle e tornassero in città per finire la festa a suon di musica e vino.

Il Fiolet, uno sport antico

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Un giocatore di Fiolet in azione

Ma in cosa consiste il Fiolet? È uno sport molto semplice che può esser praticato sia individualmente che a squadre (con un massimo di sette giocatori). Come attrezzatura si utilizza una pietra liscia tondeggiante detta “pira”, appoggiata su una base di latta alta circa 20 cm, una pallina ovoidale (il “Fiolet”, appunto) fatta di legno e chiodature per aumentarne il peso e un bastone chiamato “eima”, caratteristico per il suo beccuccio finale (la “maciocca”). Come terreno di gioco, il Fiolet viene praticato su un prato pianeggiante a forma triangolare lungo non meno di 150 metri sul quale, a partire dal punto di lancio, vengono disegnati dei semicerchi concentrici distanti fra loro 15 metri, al superamento di ognuno dei quali viene assegnato un punto. Una volta posizionato il “Fiolet” sulla “pira”, il giocatore deve semplicemente colpirlo due volte, una prima per farlo delicatamente balzare in aria e una seconda, al volo e con molta più forza, per farlo invece arrivare il più lontano possibile. Vince chi, alla fine dei dieci tiri a disposizione, riesce a superare il maggior numero di semicerchi realizzando così il miglior punteggio. Un’ultima curiosità ci arriva da una delle tante gare individuali, il Trofeo Baton d’or; infatti, al vincitore è consentito di aggiudicarsi una “eima” del tutto speciale, con incisi a mano i nomi di tutti i campioni degli anni precedenti e che può tenere per un anno intero per poi rimetterla in palio nel campionato successivo.

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