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Elio, son finite le storie tese?

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elio e le storie tese

Gli Elio e le storie tese hanno annunciato il loro prossimo scioglimento dopo il concerto del 19 dicembre di quest’anno che terranno al forum di Assago di Milano. Scioglimento temuto e più di una volta annunciato, più volte smentito, ma come dire “annusato”. Personalmente sono molto triste, perché senza esagerare non c’è  stato gruppo italiano o straniero che sia, che mi abbia accompagnato dall’infanzia fino ad oggi. Un pezzo di cuore, e non si fa per dire.

Elio e le storie tese compivano trentacinque anni di attività

La triste notizia è stata pubblicata qualche giorno fa sul profilo Facebook del gruppo, che annunciava sia lo spostamento del concerto del 21 maggio al 19 dicembre a causa di contrasti interni divenuti insostenibili durante il mese in tour, sia la chiusura definitiva del progetto dopo l’ultimo concerto. Ancora più ferme le dichiarazioni del chitarrista che conclude con un “dopo di che non ci vedrete più”. Appare quindi irrevocabile la decisione di chiudere la carriera trentennale di questo ensamble geniale, attivo e prolifico.

Gli Elio e le storie tese tornavano dal primo tour in Europa per festeggiare i loro trentacinque anni di attività. Un tour ricco di soddisfazioni, che ha portato l’amabile complesso per tutto il mese di marzo, in giro nel vecchio continente, da Budapest a Parigi passando per Zurigo e Londra,  dove dicono essersi prodigati per scongiurare gli effetti nefasti della Brexit, per evitare agli inglesi di perdersi il vero melodico italiano.

Musica demenziale si, ma fatta col cervello, un misto di progressive sperimentale che ci ricorda che “no, non è vero”, smettiamola di dire che il made in italy non ci piace. Già qualche anno fa era arrivata voce di una possibile cessata attività smentita poi in prima persona da Stefano Bellisari front man degli elii, in più di un’intervista.  Vero anche che ci suonava male, anzi malissimo, il fatto che Rocco Tanica, tastierista rinomato e del maestro degna spalla, non fosse più presente da circa un anno nelle esibizioni live del complessino nostrano. Ma uno spera sempre che tutto si riduca ad un “avrà da fare”. Ingenui noi. D’altronde anche prima del fatidico annuncio, svariate voci ci mettevano in allerta che qualcosa, dopo il 21 di maggio, non sarebbe più stato lo stesso.

Non solo musica però

Sono passati decenni da quando la loro presenza a “Mai dire gol” li ha resi più famosi di quel che si aspettava. Sono stati a San Remo e tutti abbiamo cantato “Italia sì Italia no” guardandoli vestiti da alieni e poi son passati da x-factor. Ci sono le fiabe, “I corti di Elio, in cui hanno rielaborato a loro modo i testi delle favolette. Hanno prestato la voce ai cartoni; come non ricordare i meravigliosi anni ’90 di “Beavis and Butthead”, doppiati da Faso, il bassista, e dallo stesso Elio?

Hanno accompagnato non solo le mie avventure ma quelle di almeno due generazioni nutrendoci della loro curiosità sempre attraversata dalla passione per la sperimentazione ed è così che vi ricorderò: dei Frank Zappa nostrani insomma.

Foto http://www.mywayticket.it/artist/545/elio-e-le-storie-tese

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