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Le nuove frontiere della coltura idroponica

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pomodori

La coltura idroponica o idrocoltura è un sistema di coltivazione “senza suolo” o “fuori dal suolo”. Inizialmente venivano usati, al posto della terra, una serie di materiali particolari come la vermiculite, l’argilla espansa, la perlite e la fibra di cocco mentre, per l’irrigazione, veniva usata una miscela di acqua e minerali inorganici nutrienti ad hoc per il tipo di pianta coltivato. Parliamo di un tipo di coltura che garantisce risultati produttivi e qualitativi di alto livello, non solo nell’aspetto organolettico, se si parla di ortaggi, ma anche in quello igienico sanitario annullando di fatto le stagionalità. Si possono coltivare pomodori straordinari tutto l’anno!

L’evoluzione 2.0 della coltura idroponica, le serre di acqua salata

Questa ulteriore evoluzione “colturale” può essere la salvezza dell’umanità dalla siccità e dal cambiamento climatico. L’azienda Sundrop ha iniziato l’esperimento in Australia, installando le prime serre di acqua salata per la coltivazione di pomodori nel deserto. I frutti vengono venduti nella catena di alimentari leader Coles. L’azienda afferma che il prodotto di queste serre è un “prodotto migliore, migliore per il popolo, nel miglior rispetto per il pianeta”.

coltura idroponica sundrop

Questo tipo di coltura idroponica è caratterizzato da un supporto di acqua trattata, senza terreno, né altri materiali. Si tratta di un metodo estremamente efficace per le piante in crescita e sta ora diventando una scelta importante per la coltivazione di prodotti alimentari in climi difficili, nei centri urbani o in zone dove l’acqua è scarsa e carente. In Cina, per esempio, dove il terreno è contaminato da cadmio e piombo, gli alimenti biologici da agricoltura idroponica sono i più richiesti. L’esperimento australiano è stato il primo ad aver raggiunto una produzione in scala commerciale. L’impianto di sessantacinque ettari per la produzione di pomodori in scala commerciale è costituito da un impianto di dissalazione, serre e tutte le strutture necessarie alla crescita delle piante per un investimento complessivo di 200 milioni di dollari australiani (148 milioni di dollari). Le serre sono alimentate da ventitremila specchi che riflettono i raggi solari verso la parte superiore di una torre alta ricevente 127 metri che trasforma il sole in elettricità. L’energia prodotta viene così utilizzata per pompare acqua di mare da cinque chilometri di distanza. Al di là della produzione di pomodori, l’impianto produce anche un milione di litri di acqua fresca ogni singolo giorno. Pensiamo a cosa significherebbe per le popolazioni delle zone aride del pianeta! Philipp Saumweber, CEO di Sundrop Farms, un ex banchiere, afferma che questo modello agricolo è realmente “innovativo”, in quanto sfrutta solo acqua di mare e la luce del sole. Un certo numero di aziende stanno conducendo la tecnologia in questo settore, tra cui BrightFarms (USA), Phillips (Olanda), Aerofarms (USA) e la flux startup, che ha creato l’intelligenza artificiale e un prodotto di nome Eddy per la comprensione del “linguaggio” delle piante. Si tratta di una scommessa che vale la pena di fare, non solo per il valore strettamente economico e finanziario quanto soprattutto per l’economia e la salvezza del pianeta.

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