Biopiattaformalab, trasformare il termovalorizzatore di Sesto San Giovanni

Pubblicato il 20 Nov, 2018, 1:20 am

Dare voce al territorio in maniera efficace e concreta. Offrire alla cittadinanza, alle associazioni, a gruppi e comitati locali la possibilità di prendere parte alla definizione di un processo strategico. Fornire tutte le informazioni con la massima trasparenza ed esaustività. Instaurare un rapporto di dialogo e confronto aperto e continuativo.

BioPiattaformaLab dedicato ai cittadini

Sono queste le linee guida che definiscono gli obiettivi di BioPiattaformaLab, il percorso partecipativo dedicato alla cittadinanza e alle organizzazioni del territorio legato al progetto di trasformazione del termovalorizzatore di Sesto San Giovanni in una biopiattaforma dedicata all’economia circolare. In questo modo, il termovalorizzatore insieme al depuratore attiguo diventeranno un polo innovativo per il trattamento dei fanghi da depurazione e la produzione di biometano da FORSU (frazione organica del rifiuto solido urbano).

Presentato dai Comuni di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Pioltello, Cormano e Segrate, il processo partecipativo mira al coinvolgimento attivo della comunità di cittadini e di tutti quei soggetti che normalmente non hanno la possibilità di esprimersi direttamente nelle sedi istituzionali come le conferenze dei servizi. Oggetto della discussione sarà proprio il progetto di trasformazione del termovalorizzatore  e del depuratore proposto da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, insieme a CORE S.p.a., il Consorzio Recuperi Energetici.

Per definire, strutturare e coordinare lo sviluppo del percorso partecipativo, i comuni hanno deciso di farsi accompagnare in questa importante fase da Nimby Forum, uno dei più insigni think tank specializzati, con all’attivo oltre 50 processi partecipativi su tutto il territorio nazionale, maturando un’esperienza e una conoscenza di questo tipo di azioni uniche in Italia.

BioPiattaformaLab si svilupperà attraverso un processo strutturato e pianificato, che si articolerà in diversi momenti e tavoli di lavoro, la cui trasparenza verrà garantita da Agnese Bertello, figura super partes, indipendente e autonoma designata proprio da Nimby Forum. Il primo incontro è previsto per il 26 novembre.

Il ricorso a strumenti come il dibattito pubblico è innovativo anche per un’azienda come Gruppo CAP, che da 90 anni fornisce servizi fondamentali come l’acqua e si confronta costantemente con le esigenze delle comunità presidiate. Il nostro obiettivo è, infatti,  quello di intensificare il dialogo soprattutto laddove vi siano progetti che non hanno precedenti nella storia di questo Paese in quanto a innovatività e gestione sostenibile delle risorse. Uno step fondamentale che vogliamo ci porti verso una governance del bene pubblico attenta all’ambiente e alla qualità di vita delle persone che lo abitano. Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP
Trasparenza e partecipazione nell’amministrare beni pubblici sono sempre state le parole d’ordine che hanno contraddistinto il mio lavoro. Non poteva dunque, che essere partecipativo e aperto alla cittadinanza, il percorso che si è deciso di intraprendere per trasformare il termovalorizzatore di Sesto San Giovanni in una Biopiattaforma dedicata all’economia circolare. Credo sia l’unico modo per confrontarsi in maniera trasparente e attiva con i cittadini, soprattutto quando la progettazione di un nuovo modello industriale, come nel nostro caso, coinvolge aziende interamente pubbliche. Marco Cipriano, amministratore unico di Core S.p.a.

Completati lo studio di fattibilità e il progetto preliminare, approvato dai Consigli Comunali coinvolti, è adesso in corso la Conferenza dei Servizi preliminare, che si avvarrà anche dei risultati condotti dall’attività di BioPiattaformaLab.

La biopiattaforma di Sesto San Giovanni

Gruppo CAP e CORE S.p.a. hanno dato il via a un percorso per la realizzazione di un progetto di simbiosi industriale che unisce l’esistente termovalorizzatore di Via Manin a Sesto San Giovanni e il depuratore attiguo, realizzando una piattaforma dedicata alla bioeconomia. All’area verrebbe così garantito un futuro certo, mantenendo l’attuale vocazione industriale ma rigenerandosi in un centro di ricerca innovativo dedicato all’economia circolare a proprietà interamente pubblica.

Un vero e proprio polo dell’innovazione green, il primo in Italia, che rappresenta il cuore della rete metropolitana di tutti i depuratori gestiti da Gruppo CAP per la sperimentazione sulle acque reflue, grazie anche alla collaborazione con i partner del Progetto Smart Plant (finanziato dalla EU nell’ambito degli obiettivi di Horizon 2020), l’Università di Verona, il Politecnico di Milano, l’Università Bicocca e il CNR. L’area, completamente rinnovata ospiterà ricercatori e start up impegnati nello sviluppo di nuove soluzioni ecocompatibili per trasformare quello che prima era uno scarto in prodotti a forte valore aggiunto. Una vera e propria ‘bioraffineria’ verde che produrrà biometano, calore, dove si recupereranno nutrienti, e produrranno compost, bioplastiche e fertilizzanti naturali. La disponibilità di acqua depurata, oltre a essere reimmessa pulita nel vicino Lambro, consentirebbe l’irrigazione delle aree verdi limitrofe, tra cui figurano i parchi del quartiere Adriano nel Comune di Milano.

Il nuovo impianto, per cui è previsto un investimento di più di 47 milioni di euro intende diventare un punto di eccellenza per la produzione di biometano dalla frazione umida dei rifiuti e per la valorizzazione dei fanghi da depurazione. Inoltre, rispetto al termovalorizzatore attualmente in funzione è prevista una drastica riduzione dei fumi e delle emissioni dannose (meno 76%) e l’annullamento delle emissioni climalteranti. L’avvio dell’impianto non solo consentirà di recuperare materia organica e trasformarla in energia, ma fornirà anche un forte impulso alla raccolta differenziata, portando benefici al territorio in termini ambientali, occupazionali e come volano di crescita e sviluppo sostenibile.

L’operazione si inserisce in un progetto più complesso promosso da Gruppo CAP che, dopo aver lanciato il primo distributore di biometano da acque di fogna al depuratore di Niguarda-Bresso, ha deciso di investire oltre 50 milioni di euro nella trasformazione tecnologica di tutti gli impianti in chiave di economia circolare.

Situato a Sesto San Giovanni in Via Manin, tra i Comuni di Cologno Monzese e Milano, il sito produttivo di CORE oggi occupa 43 dipendenti, e verrebbe impiegato a supporto delle tecnologie e dei processi di recupero dei fanghi in ottica di simbiosi industriale. Il depuratore di Sesto San Giovanni serve 124mila abitanti equivalenti e tratta i reflui fognari provenienti dalla città di Sesto, sia per quanto riguarda gli scarichi industriali sia – soprattutto – per gli scarichi civili. Una volta trattata e depurata, l’acqua viene restituita all’ambiente e immessa nel fiume Lambro.

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