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Aloe vera, tutte le proprietà ed i benefici

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aloe vera

L’Aloe vera è una pianta dalle infinite sorprese. Esistono oltre trecentocinquanta specie di Aloe, con circa 500 varietà e tantissime forme, sono però poche quelle studiate dal punto di vista erboristico, al momento la più famosa rimane l’Aloe vera, che spesso troviamo con il nome di Aloe Barbadensis Miller, che da secoli si usa per le sue proprietà medicinali. Probabilmente la ragione sta nel fatto che è originaria delle zone che sono anche la culla dell’umanità. Ricordo che la pozione di Padre Zago (quella che alcuni considerano efficace contro le neoplasie) è invece realizzata con l’Aloe arborescens. Ricordo anche che la diffusione dell’A. vera rimase per millenni relegata al mondo occidentale conosciuto e al vicino e Medio Oriente, solo con i viaggiatori (alla Marco Polo) arrivò in Cina verso il 1300, mentre arrivò nelle Americhe per la prima volta dopo il 1492, con Cristoforo Colombo che la considerava una vera panacea. Secondo Cristoforo Colombo:

“… quattro sono gli alimenti che risultano indispensabili per il benessere dell’uomo: il grano, l’uva, l’olivo e l’Aloe. Il primo lo alimenta, il secondo alza l’animo, il terzo apporta armonia e il quarto lo cura …” .

Aloe vera, la storia

L’Aloe Vera deve il suo nome al “volgo” che già prima dell’identificazione binomia di Linneo la riconosceva come “proprio quella vera”. A. vera Vulgaris, foliis spinosis confertis dentatis, vaginantibus planis maculatis era la definizione che i botanici ne davano sempre prima di Linneo. Personalmente, fino al 2000, quando approfondii l’aspetto tassonomico, come tanti altri ero convinto che il nome “vera” potesse derivare da primavera, pur senza saperne giustificare la ragione (da noi fiorisce un paio di volte all’anno, quasi mai in primavera). L’A. vera è una di quelle che molti chiamano “piante grasse” ma che sarebbe più giusto chiamare “succulente” perché non contengono grassi ma succhi e sono proprio i succhi ad essere  usati per le loro proprietà medicinali.

Antichi documenti mostrano che i benefici dell’Aloe vera erano conosciuti da molti secoli. I suoi vantaggi terapeutici e le sue proprietà salutari sopravvivono da più di 5000 anni. Nel periodo nazista i tedeschi rivendicarono la primogenitura della riscoperta europea dell’Aloe: nel 1862 George Ebers aveva scoperto e tradotto un papiro medico egiziano risalente al 1500 avanti Cristo: in quel periodo i nazisti rivendicavano tutto, anche l’invenzione dell’orologio da tasca (da loro attribuito a Peter Heinleine, con monumenti e francobolli dedicati); tutto contribuiva a giustificare una presunta supremazia della razza ariana. La verità vera è che l’uso era già comune in Occidente, grazie a Teofrasto, ma soprattutto a Galeno che la usava a Roma per rattoppare le ferite dei gladiatori. Con Ebers si riuscì a documentare che anche le regine egiziane le attribuivano un ruolo primario per la loro bellezza fisica.

Riferimenti all’Aloe si trovano già nella Bibbia, e una leggenda racconta che Alessandro il Grande conquistò l’isola di Socotra, nell’Oceano Indiano, solo per disporre di una buona riserva di Aloe utile a curare le ferite dei suoi soldati.

Oggi la scienza è riuscita a scoprire i componenti dell’ Aloe vera e ve li elenco con la raccomandazione però  di ricordarvi che la chimica di sintesi è un poco diversa dalla chimica della natura e che gli effetti di questi elementi sono soggettivi: evitate le autoprescrizioni.

Aloe vera, proprietà medicinali

Composizione dell’Aloe vera

  1. Linina: è nel gel della foglia dell’Aloe vera. Ha una grande capacità di penetrare attraverso la pelle.
  2. Saponina: ha riconosciute proprietà antisettiche, ma è anche un forte agente saponaceo, usato nella cosmesi, per esempio nello shampoo.
  3. Composto antrachinone:  agente battericida, alcuni lo paragonano agli antibiotici tradizionali, non ha effetti tossici e, sempre secondo i “fedeli”, ha una maggiore capacità antivirale.
  4. Barbalodia: aumenta la potenza dell’antrachinone, con effetti spasmodici sull’apparato digerente. Ha anche una discreta efficacia come analgesico.
  5. Isobarbaloina: è un isomero della barbaloina, una cristallizzazione più concentrata.
  6.  Aloina:  ha un sapore piuttosto amaro e scurisce a contatto con l’aria e la luce.
  7. Glucoside barbaloina:  i suoi derivati sono gli antrachinoni composti, l’antracene e gli acidi acetici: in quantità minime sembra che questo zucchero abbia importanti proprietà antibiotiche.
  8. Aloe-emodin lemodin: il suo nome esatto è idrossimetilantrachinone. Conosciuto per il suo effetto lassativo, possiede qualità antinfettive in relazione a molti antrachinoni.
  9. Acido aloetico: il suo referente tecnico è l’idrossimetilantrachinone. è un derivato dell’aloe-emodin, i suoi contributi terapeutici sono sconosciuti.
  10. Olio di etere: pare abbia una funzione anestetica.
  11. Acido crisofanico: il metilantrachinone derivato dall’aloe-emodin.
  12. Acido cinnamico: è in rapporto con i composti del cinnamomo e con l’elevata attività carminativa e digestiva; quest’acido viene considerato utile come germicida, fungicida e detergente.
  13. Estere dell’acido cinnamico: è un enzima idrolizzante o proteolitico, prodotto dall’azione dell’acido cinnamico nell’organismo.
  14. Resistanolo: alcol derivato dagli acidi cinnamici.

I componenti inorganici dell’Aloe vera

  • Il calcio: è riconosciuto come elemento essenziale ed indispensabile per l’organismo umano. Forse paragonabile al ferro, è necessario specialmente allo sviluppo del tessuto osseo nei giovani o per la rigenerazione dei tessuti danneggiati. È invariabilmente in rapporto diretto con il fosforo. L’eccesso di calcio nell’organismo può causare deformazioni ossee, depositi calcificati e indurimenti dei tessuti. La carenza di calcio causa formazioni ossee deboli.
  • I sali di potassio: sono elementi essenziali per facilitare l’estensione e la contrazione muscolare, per trattenere l’acqua e per l’equilibrio della chimica corporea.
  • Il sodio: è fondamentale per mantenere l’equilibrio idrico.
  • La clorina: meno significativa, nel senso che non se ne conosce la quantità minima accettata dall’organismo.
  • Zinco: è intimamente associato alle proteine dei cibi.
  • Manganese: altro elemento essenziale all’organismo umano
  • Magnesio: per le sue proprietà e la sua composizione chimica è in relazione con il manganese, ma ha funzioni diverse.
  • Rame: elemento metallico anch’esso presente nell’organismo umano.
  • Cromo: è importante, specialmente per l’attivazione di enzimi tramite la sintesi di acidi grassi e colesterolo.

Aloe vera e vitamine

  • Vitamina B1
  • Niacinamida (niacim): è una combinazione enzimatica di acido nicotinico e enzimi triptofanici.
  • Vitamina B2: più conosciuta come riboflavina.
  • Vitamina B6: più conosciuta come piridossina, è un co-enzima in molte fasi del metabolismo.
  •  Vitamina C (acido ascorbico): probabilmente la vitamina più conosciuta al mondo..
  • Vitamina E: in farmacologia appartiene alla famiglia dei tocoferoli, sintetizzata come a-tocoferolo.
  • La colina: appartiene al gruppo delle vitamine del complesso B.
  • L’acido folico: presente in tracce minime.

Permettetemi di ricordare che non sono tanto i componenti presenti nel’ Aloe a darle il potere “magico” che le è stato attribuito nella storia, ma è la loro combinazione nelle giuste quantità e qualità, che la fa unica.

Comunque il consiglio è sempre lo stesso: una cosa è sapere che un prodotto, o una ricetta, può far bene, un’altra cosa è autoprescriversela. Evitate di assumere prodotti che non vi siano stati prescritti dal vostro medico curante. È accertato e documentato che l’Aloe vera serve ed è stato utilizzata nei secoli per curare molti problemi fisici, ma ha funzionato perché usata in modo scientifico e solo per una certa quantità di tempo. Superare i limiti sopportati dal vostro organismo può avere conseguenze gravi. Ai “fedeli” della medicina allopatica, che credono alla chimica (come io credo ma non in modo ortodosso) mi permetto di ricordare che, per secoli, l’erboristeria è stata la medicina d’avanguardia, mi auguro che tra qualche anno anche la medicina allopatica possa risultare vintage.

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Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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