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Aloe aristata, la pianta della “resurrezione”

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Aloe aristata

L’Aloe aristata è una delle prime specie che ho conosciuto, a Fregene (una cittadina che si affaccia sul mar Tirreno, a 35 km da Roma) ne ho coltivato per anni una ciotola di circa 60 cm di diametro, in realtà era un’unica pianta che aveva accestito ed era composta da quattordici rosette. Io non ero molto esperto di piante grasse e non sapevo cosa avrei dovuto osservare per classificarla. Una particolarità della mia pianta era che durante gli inverni aridi, e qualche volta anche d’estate, le rosette si chiudevano fino a formare una specie di “palla”. In un inverno particolarmente rigido, ma arido, alcune radici marcirono e le “palle” spinte dal vento si staccarono dal vaso e rotolarono sul prato. In primavera le rosette emisero nuove radici, si ancorarono al terreno e si aprirono in una quasi resurrezione, come la rosa di Gerico (Selaginella lepidophylla) che con Gerico non c’entra visto che è originaria delle zone desertiche dell’America centrale. Per questa mia esperienza, che come ho verificato con altri coltivatori è abbastanza comune, inserirei anche questa specie tra le “Piante della resurrezione”, quelle che possono essere regalate o vendute secche e senza vaso e che, messe in terra (o in acqua) risorgono a nuova vita. Tra le Aloe che ho, l’Aloe aristata è tra le più belle: per anni da ottobre a novembre la ciotola è completamente coperta da fiori rossi, una fioritura spropositata rispetto alle piccole dimensioni delle piante.

Caratteristiche dell’Aloe aristata

  • Anche questa specie deve il suo nome alla descrizione di una sua particolarità: “l’arista” la spina filamentosa ed inerme (lunga circa 3 mm) che sta sulla punta delle sue foglie. Le piante di questa specie accestiscono facilmente e formano dei gruppi di 10/15 rosette. Durante i periodi secchi le piante si chiudono a palla.
  • Le foglie triangolari coperte di spinette bianche (tubercoli lunghi circa un millimetro) sono lunghe 8/10 cm e larghe alla base 1/1,5 cm, sono lanceolate con una spina filamentosa in punta e arcuate verso l’interno.
  • Le foglie tubercolate hanno un colore verde scuro e formano rosette molto dense di 10/15 cm di diametro.
  • L’inflorescenza è di solito semplice (in una unica spiga che poi si divide in 2/6 rami), raggiunge i 50 cm di altezza, i racemi lunghi 15/20 cm hanno il diametro di 10/15 cm.
  • I fiori vanno dall’arancio al rosso, in natura le piante fioriscono a novembre.
  • È una specie sudafricana, ancora oggi molto diffusa in natura, non è noto il preciso luogo d’origine.

Per approfondimenti sulle Aloe puoi leggere questa pagina

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Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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