Il gatto, una riflessione letteraria

Il gatto nella letteratura

Emanuela Visco
Posted on Giugno 02, 2017, 10:33 pm
2 mins

Proponiamo qualche appunto sulla presenza del gatto in qualità di animale protagonista nella letteratura. Ne mancheranno tanti, ne abbiamo citati solo alcuni. Se vi fa piacere, commentate in fondo all’articolo aggiungendo quelli di vostra conoscenza.

Nella romantica visione di John Keats “il gatto di donna Raynolds era anziano e arrivato da non si sa dove, visto la prima volta su un muro di vetri di bottiglia.

Il gatto nero” di Rainer Maria Rilke è evanescente perché costituito di pura essenza. È nero, ma potrebbe essere anche bianco. È un essere descritto negli sguardi e nei suoni, una continua sensazione di immagini intangibili.

Verlaine canta di un gatto e di una donna insieme, ricalcando una sensualità che è umana quanto felina, partorendo una confusione di generi e di sensi in grande sintonia con lo stile parnassiano.gatto sagoma

Neruda, dedica più di una lirica al gatto, nel vano tentativo di comprenderlo nel suo mondo. Lo esalta in descrizioni accurate e pertinenti, evidenziandone il mistero del suo essere. Ma conclude quasi rassegnato:

…non riesco a decifrare il gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta.

A proposito dell’incomprensibilità del gatto è opportuno citare anche Thomas Stearns Eliot e la sua bizzarra raccolta di storie in “il libro dei gatti tuttofare”. La teoria proposta è quella del terzo nome. Il gatto infatti ha sempre tre nomi, il primo è noto a tutti, è quello che il padrone gli assegna, il secondo è quello che permette al gatto di essere fiero di se stesso “come potrebbe, altrimenti, mantenere la coda perpendicolare, mettere in mostra i baffi o sentirsi orgoglioso?“. Il terzo nome è quello che nessuno può indovinare e ogni tentativo di scovarlo sarebbe vano di fronte al silenzio del gatto che conosce il suo terzo nome, ma che mai lo confesserà.

Quando vedete un gatto in profonda meditazione, la ragione, credetemi è sempre la stessa: ha la mente perduta in rapimento ed in contemplazione del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome: del suo ineffabile effabile effineffabile profondo inscrutabile ed unico NOME (nella traduzione di Roberto Sanesi).

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