Gengive ritirate? L’Aloe come rimedio naturale

Vediamo come rimediare naturalmente al problema delle gengive che si ritirano utilizzando l'Aloe arborescens

Luciano Zambianchi
Pubblicato il 04 luglio, 2018, 10:15 am

Gengive ritirate? Voglio descrivervi una mia esperienza personale e soprattutto come sono riuscito a superare un problema che accomuna molte persone: qualche tempo fa le mie gengive si stavano velocemente ritirando ed erano sempre arrossate e qualche volta doloranti. Il dentista da me consultato sosteneva che la mia età aveva un peso rilevante e che c’era poco da fare; a suo dire il problema era il risultato dei danni prodotti da un’igiene orale sbagliata, protratta per molti anni: per anni avevo usato uno spazzolino troppo duro e ora ne stavo pagando le conseguenze. Non sono abituato a rassegnarmi e così ho provato ad usare l’interno di una foglia di Aloe, almeno per lenire il fastidio legato al dolore gengivale. Avevo letto questo consiglio in uno dei molti libri che ho raccolto in decine di anni di ricerche appassionate sul genere Aloe, però non ero molto sicuro del risultato; mi era già capitato di verificare che le straordinarie virtù” vantate per le Aloe e i loro derivati non erano sempre vere! Avevo però anche avuto l’occasione di verificare l’effetto del gel fogliare dell’Aloe arborescens sulle scottature e sui piccoli problemi epidermici, constatandone il potere cicatriziale e contavo proprio su queste capacità. Dopo una settimana di applicazioni le mie gengive erano sfiammate, ma il seguito è stato ancora più interessante.

Un’importante premessa

Prima di parlarne voglio ricordarvi che sono ben cosciente che sto illustrando solo il mio caso personale: le generalizzazioni sono un vero problema, per la scienza, ma anche per la comunicazione, perciò diffidatene. Allo stesso modo dovreste evitare le autoprescrizioni. Dico questo perché quella che ho fatto è stata proprio un’auto prescrizione, a mia parziale giustificazione c’è l’aver chiesto al mio medico il suo parere sulla pericolosità delle mie applicazioni. Lui mi ha rassicurato che non stavo correndo rischi, così ho continuato, e dopo due o tre settimane le mie gengive sono diventate rosee e non più doloranti. Dopo un altro mese le gengive sono tornate a coprire le radici dei miei denti.

Gengive ritirate? L’Aloe arborescens potrebbe essere la soluzione forbici taglio aloe

Rassicurato dal risultato e dalle conferme avute dal medico mi sono deciso a raccontare la mia esperienza. In breve vi descrivo quello che ho fatto, cioè quelle che io chiamo “le mie applicazioni”:

  • tutte le mattine e tutte le sere, dopo aver lavato i denti e aver usato il collutorio, ho massaggiato le mie gengive con un pezzo di foglia di Aloe.
  • Ogni volta ho preparato sul momento il pezzetto di foglia usata: con una forbice ben affilata.
  • Dopo aver tagliato un pezzo di circa un centimetro e mezzo di foglia di Aloe e averlo rifilato togliendone le spine, ho aperto in due il pezzo di foglia.
  • Ho appoggiato alla gengiva la parte interna del pezzo di foglia, quella con il gel, e con un dito la ho usata per massaggiare esternamente la gengiva.

Recessione gengivale: alcuni accorgimenti

Ho letto nelle mie ricerche sul web che le gengive ritirate lasciando scoperte le radici, specialmente quelle dei canini, sono un sintomo di diverse patologie e spesso, se trascurate, sono responsabili di parodontiti. Proprio per questo non me la sento di consigliarvi, a cuor leggero, di seguire le mie esperienze. Se vorrete farlo, sarà bene che prima passiate dal vostro medico, proprio per escludere possibili complicazioni. Se il medico vi darà il suo permesso, vi chiedo di far sapere anche agli altri lettori la vostra esperienza, scrivendo la vostra soddisfazione, o insoddisfazione, a commento dell’articolo.foglia di aloe

Sono personalmente convinto che la costanza delle applicazioni e dei massaggi abbia un peso nei risultati della terapia sulle gengive ritirate. Ugualmente importante è la specie dell’Aloe da usare, io ho usato una foglia di Aloe arborescens, ma anche l’Aloe vera ha lo stesso effetto. Mi aspetto di raccogliere un certo numero di testimonianze, che spero saranno tutte positive, ma attenzione potrebbe anche darsi che qualche volta la terapia non funzioni, non credo che tutte le persone avranno dalla terapia la stessa risposta, ma soprattutto credo che molto ci sia ancora da studiare per capire le cause di molti disturbi, magari di apparente poca importanza come questo.

Avrei anche piacere di conoscere, e di far conoscere, eventuali altre terapie che avete sperimentato con successo e per questo, se avete provato una terapia diversa, a patto che almeno su di voi abbia funzionato, vi chiedo di farmelo sapere. Se non volete comparire personalmente usate il mio indirizzo e-mail, a disposizione di tutti i miei lettori, specificando il vostro desiderio di anonimato, sarò io a comunicare la vostra esperienza.

Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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