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Valanghe, cosa sapere per evitarle

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neve pericolo valanghe

I cambiamenti climatici in atto sul nostro pianeta sono la causa di molti disastri ambientali quali alluvioni e valanghe che causano ogni anno danni a persone e cose. Sempre più spesso leggiamo sui quotidiani di tragedie legate al distacco di valanghe che investono sciatori o alpinisti su montagne dolomitiche, alpine o appenniniche.

I mezzi di informazione spesso affrontano l’argomento in maniera sbagliata. Questi episodi non possono e non devono essere mai considerati come una sfortunata coincidenza o un accidentale fatalità. Le responsabilità di chi si trova coinvolto nelle valanghe sono spesso elevate.

Come prevenire gli incidenti ed evitare le valanghe ?

L’argomento è assai complesso e non può essere affrontato esaustivamente in poche righe, quello che vi propongo è uno spunto di riflessione. Cosa fare per evitare le valanghe?

  • Innanzi tutto leggere i bollettini meteonivologici prodotti dal Servizio nazionale di previsione neve e valanghe frutto della sinergia tra il Corpo Forestale dello Stato, le Truppe Alpine e il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, che si riferiscono a tutti i gruppi montuosi del territorio nazionale.

Alcuni bollettini vengono prodotti anche dall’Aineva l’associazione delle Regioni e Province autonome dell’arco alpino italiano che  svolge un importante ruolo di prevenzione, informazione e formazione di tecnici specializzati nel settore.

Nell’ambito della prevenzione un ruolo importante lo svolge il Club Alpino Italiano (CAI) che ha al suo interno un apposito organismo il Servizio Valanghe Italiano (SVI) che si occupa di formazione e di prevenzione. Il CAI svolge inoltre  attività didattiche con scuole di scialpinismo, alpinismo, escursionismo e sci di fondo distribuite su l’intero territorio nazionale in oltre trecento sezioni. Le scuole del CAI educano ad una frequentazione responsabile e sicura della montagna, sopratutto in ambiente innevato, che è quello più rischioso.

Valanghe – Leggi i bollettini

I bollettini sono redatti utilizzando una classificazione europea di pericolo delle valanghe, una scala da uno a cinque dove cinque rappresenta il valore massimo di pericolo con alte probabilità che si verifichi una valanga anche spontanea.

Per ogni classe di pericolosità vi è una descrizione dettagliata dei rischi e dei comportamenti che possono causare una valanga. Si parla di valanghe spontanee e valanghe indotte da sovraccarico (per il passaggio di sciatori ed alpinisti), quest’ultime sono sempre possibili, anche quando si hanno classi di pericolo uno o due. È perciò necessario avere l’accortezza di evitare versanti troppo ripidi e quelli dove c’è stato un grosso accumulo di neve (una valle stretta esposta alle perturbazioni oppure a nord).
È anche molto importante avere una profonda conoscenza della montagna innevata, delle tecniche di progressione e movimento nonché delle tecniche di autosoccorso.

I cambiamenti climatici causano valanghe anche in zone dove storicamente non se ne erano mai verificate, infatti l‘innalzamento delle temperature non permette la formazione di una “base” nevosa che resti stabile per tutto il periodo invernale. Capita ormai sempre più spesso che durante i mesi di gennaio e febbraio le montagne si ritrovano completamente priva di neve. Le successive fluenti nevicate non riescono a stabilizzarsi  e scivolano sul terreno erboso o roccioso causando valanghe anche spontanee.

Valanghe, un kit di autosoccorso

Pensare che le valanghe siano un problema che riguardi esclusivamente gli scialpinisti è un grosso errore. Valanghe spontanee o indotte possono arrivare a fondovalle investendo anche escursionisti con le ciaspole, chi pratica lo sci di fondo escursionitico, o dei semplici camminatori.

Per questo motivo quasi tutte le regioni dell’arco alpino hanno reso obbligatorio per chiunque pratichi attività in ambiente innevato il possesso del kit di autosoccorso ovvero ARTVA, pala e sonda. Vediamo in breve di cosa si tratta e come si usa.

ritrovamento sepolti da valanghe di neve

Qual è la probabilità di ritrovare viva una persona sepolta da una valanga? Guardando l’immagine si evince che: 

  • Entro i primi diciotto minuti si ha una elevata probabilità di ritrovare vivo un sepolto (circa il 93%)
  • Superati i diciotto minuti, repentinamente, le probabilità scendono al 63%.
  • Dopo trentacinque minuti le probabilità scendono al 35%
  • Dopo due ore le probabilità sono remote (5/7%).

Questo ci fa capire che chiamare il soccorso  alpino è nella maggior parte dei casi inutile.

Le uniche persone che possono essere di aiuto in un incidente valanghivo sono coloro che si trovano sul posto, nei pressi della valanga e che possono tentare immediatamente di localizzare e disseppelire il travolto.
La prima fase del soccorso si definisce ricerca vista-udito e consiste nell’osservare l’area interessata dalla valanga per scorgere tracce del sepolto. Molto spesso le persone che sono travolte superficialmente restano con un arto dalla neve, di solito è ben visibile per chiunque e sarà molto facile localizzarli ed aiutarli.

Il Kit di autosoccorso in valanga

Il Kit di autosoccorso in valanga è composto imprescindibilmente da un ARTVA (o ARVA), una pala e una sonda (mai portarne solo una parte).
L’A.R.T.VA (Apparecchio di Ricerca Travolto in Valanga) è un ricetrasmettitore che viene indossato sotto al maglione o alla giacca ed acceso in trasmissione all’inzio dell’escursione. Quando si verifica una valanga i soccorritori dovranno commutare l’apparecchio in ricezione e ricercare il sepolto, localizzarlo con precisione tramite la sonda ed iniziare lo scavo con la pala.kit contro valanghe Artva
Tutte queste fasi devono essere svolte con precisione seguendo una procedura che non può essere improvvisata. Per questo molte associazioni ed enti locali organizzano periodicamente lezioni ed esercitazioni di autosoccorso in valanga che sarebbe bene frequentino tutte le persone che svolgono attività montane in inverno.

In conclusione: in montagna mai, sopratutto in inverno, improvvisare. Una percentuale di rischio c’è sempre ma si possono operare molte azioni per rendere questa componente molto bassa. Andare sempre con persone esperte e partecipare ai corsi che le varie associazioni organizzano periodicamente. Porsi qualche domanda in più, non dare mai nulla per scontato e ricordare sempre che il semplice itinerario che d’estate può essere affrontato anche con la famiglia si trasforma profondamente in inverno diventando molto più rischioso, e non solamente per il pericolo delle valanghe.

Per approfondire:
Video di una esercitazione di autosoccorso in valanga del CAI

L’elenco di tutte le sezioni del CAI (mappa)

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