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Semi di Quinoa, cosa bisogna sapere del “superalimento”

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pianta di quinoa viola

Negli ultimi anni la quinoa ha catturato un’incredibile attenzione non solo da parte dei nutrizionisti ma da parte di tutti noi che proviamo a perseguire uno stile di vita sano facendo attenzione a ciò di cui ci nutriamo.

Proviamo a scoprire insieme qualcosa in più riguardo al “superalimento” indagandone brevemente, le proprietà nutritive, le varietà, la storia, le coltivazioni e alcune curiosità.

Le proprietà della quinoa

Le proprietà della Quinoa ne fanno un alimento idoneo per l’alimentazione moderna.  Utile per le persone che si sottopongono a diete dimagranti e hanno bisogno di energie e minerali senza dover assumere alimenti ricchi di calorie.

Ritenuta uno degli alimenti più salutari al mondo è uno dei pochi cibi vegetali che contengono tutti e nove gli aminoacidi essenziali tra cui lisina e metionina. La quinoa è anche ricca di fibre, magnesio, vitamine del gruppo B, ferro, potassio, calcio, fosforo, vitamina E e vari antiossidanti vegetali. Questi ultimi risultano essere molecole molto importanti che hanno dimostrato di avere effetti antinfiammatori, antivirali, alleati nella prevenzione di cancro e depressione.

In confronto alla maggior parte dei cereali i semi di quinoa hanno un valore nutrizionale più elevato. Il loro contenuto proteico varia dall’8% al 22% risultando così superiore in media a quello dei cereali comuni come riso e grano. Questo spiega il vasto utilizzo tra vegetariani e vegani.

La quinoa è considerata un grano senza glutine e risulta essere una fedele alleata per le persone con intolleranza al glutine (previo accertamento possibile contaminazione).

La maggior parte dei prodotti per celiaci è costituita da mais, riso o farina di patate e manca di nutrienti che la quinoa è in grado di fornire. I ricercatori della Columbia University’s Celiac Disease Center hanno scoperto che il contenuto nutrizionale delle diete senza glutine è significativamente migliorato con l’aggiunta di avena o di quinoa.

I diabetici di tipo 2 dovrebbero sempre fare un buon uso di quinoa in quanto, se è vero che essa risulta avere un indice glicemico molto basso, rimane un alimento con una percentuale di carboidrati mediamente elevata. Ciò che risulta però a favore di tutti i soggetti diabetici è il suo meraviglioso potere saziante.

Avvertenze nutrizionali

I polifenoli (tannini) sono presenti in piccole quantità e si riducono ulteriormente già dopo un primo risciacquo. Saponine e acido fitico vengono spesso ritenuti i principali fattori tossici della quinoa ma è stato dimostrato che l’acqua fredda è in grado di separare le saponine dal seme eliminando quel tipico sapore amaro che spesso queste conferiscono. Per questo motivo consigliamo di sciacquare sempre la vostra quinoa prima di procedere alla cottura che meglio preferite.

La quinoa è naturalmente priva di glutine ma il suo consumo non è sempre consigliato ai celiaci in quanto nella fase di confezionamento potrebbe essere soggetta a contaminazione da contatto con altre materie prime che contengono glutine.

Tipologie e coltivazioni

Passando alla sua classificazione botanica la quinoa appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae, genere Chenopodium. Il suo nome botanico è Chenopodium quinoa Willd. Si tratta di piante dall’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a pannocchia. Nonostante la classificazione botanica sia stata realizzata inizialmente in base al colore della pianta e dei suoi frutti e successivamente in base alle tipizzazioni morfologiche della stessa, viste le ampie varietà osservate, la quinoa è stata classificata come una singola specie della quale sono state distinte circa 200 tipi anche se gli studiosi tendono a precisare che potrebbero esisterne delle altre.

Bolivia e Perù rimangono a tutt’oggi i più grandi esportatori con l’88% della produzione mondiale e in base all’altitudine di crescita delle varie coltivazioni possono garantire l’esportazione delle svariate tipologie di quinoa tra cui riportiamo le più note.

  • Real (3700-3800 m. s.l.m.)

    Piante adatte a suoli particolarmente salini e alcalini, semi amari, alto contenuto di saponina, coltivate nel deserto di sale Boliviano.

  • Cheweca, Kancolla e Blanca de Julí (3500-4000 m. s.l.m.) 

    Piante basse con steli dritti, resistenti al gelo, coltivate tra Perù e Bolivia intorno al lago Titicaca.

  • Blanca de Junín, Rosadade Juní, Amarilla de Matangani, Dulce de Quitopamba e Dulce de Lazo (2000-4000 m. s.l.m.)

    Grandi piante ramificate coltivate nelle vallate andine a breve periodo di crescita.

  • Varietà cilene (<500 m. s.l.m.)

    Piante ramificate dai semi amari coltivate a bassa altitudine nel Cile meridionale.

La coltivazione di quinoa è legata alla rotazione delle colture di patate. Si tratta di una tecnica abituale volta a migliorare la resa del suolo e a preservarne la sua fertilità.

La quinoa è una pianta molto tollerante capace di adattarsi oltre che a una vasta gamma di condizioni acide del terreno anche a temperature fino ai 35 gradi senza dimenticare che rimane una pianta resistente sia al gelo che alla siccità.

Semina e raccolta

La stagione di semina varia ovviamente in base ai luoghi: si parte da agosto negli altipiani andini, si estende fino a dicembre e in alcune zone da gennaio a marzo. La quinoa viene piantata in filari aventi distanze oscillabili dai 40 agli 80 cm attraverso pratiche di agricoltura meccanizzata e a densità di semina varia a seconda della regione e viene raccolta quando i grani diventano duri e secchi. Solitamente la pianta di quinoa giunge a maturazione entro 70/90 giorni dalla fioritura in base alla varietà e la resa al metro quadro può essere tra i 45 e i 500 gr (varietà e condizioni di crescita ne determinano la quantità).

I semi possono germinare molto velocemente in base al grado di umidità e le radici possono raggiungere i 30cm di profondità. A seconda della varietà varia anche il colore. Può essere marrone bianca, gialla rossa.

Parassiti principali

I principali parassiti della coltura sono afidi che attaccano l’infiorescenza. Molte sono poi le malattie fungine la più importante delle quali è la Peronospora farinosa. Il sintomo principale è caratterizzato da lesioni sulle superfici superiori delle foglie, con un micelio bianco o viola sulle superfici inferiori.

La pianta, il frutto e il seme di Quinoa

Le foglie sono a forma di piede d’oca, l’infiorescenza è una tipica pannocchia di lunghezza variabile (dai 15 ai 70 cm) che emerge nella parte superiore. I piccolissimi fiori risultano incompleti, non hanno petali; inoltre questi sono autofertili e generalmente l’impollinazione avviene attraverso il vento (impollinazione anemofila). Il frutto è un achenio e i semi di quinoa sono piccoli, rotondi e appiattiti.

Un po’ di storia

La quinoa (Chenopodium quinoa Willd) è uno pseudo-cereale tipico delle regioni andine dell’America del Sud. Ritrovamenti archeologici in Cile hanno mostrato che la quinoa veniva utilizzata in Perù già nel 3000 a.C. Prima che l’utilizzo di quinoa venisse sostituito dalle coltivazioni straniere di grano e di orzo, Colombia, Perù, Ecuador, Bolivia e Cile tradizionalmente erano stati i luoghi ideali ad ospitare grandi coltivazioni. La quinoa veniva coltivata nelle zone rurali sia per il consumo interno o per delimitare i confini di altri tipi di colture come mais e patate. Anche per questo motivo veniva definito il cibo per i poveri

Curiosità

I suoi chicchi, per le loro caratteristiche, sono stati selezionati dalla Nasa per l’alimentazione degli astronauti in missione.

Il 2013 è stato proclamato dall’ONU l’Anno Internazionale della quinoa, grazie al suo alto valore nutritivo e il potenziale per contribuire alla sicurezza alimentare in tutto il mondo.

Il Boom dell’utilizzo di quinoa da parte delle società avanzate apre dei quesiti etici relativamente alla reale o presunta sostenibilità dell’atto stesso di cibarsi di quinoa e dei risvolti negativi a cui ci si espone. Dibattiti molto interessanti a riguardo risultano aperti da qualche anno e le sperimentazioni di colture made in Italy necessitano sempre più del nostro sostegno.

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