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A rischio distacco il ghiacciaio Plapincieux in Val d’Aosta

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ghiacciaio Planpincieux

Se non si riducono le emissioni, nel peggiore dei casi l’80% dei ghiacciai alpini svanirà entro fine secolo. Non sarà certo un processo doloroso solo per il panorama e l’ecosistema: da qualche giorno c’è la massima allerta in Val d’Aosta, a pochi chilometri da Courmayeur, dove una larga area del ghiacciaio Planpincieux si sta staccando e sta avanzando verso la Val Ferret al ritmo di circa cinquanta centimetri al giorno.

Monitoraggio del ghiacciaio Planpincieux, tra speranza e sgomento

Proprio oggi, giorno del Global Strike for Climate Change, il sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi, ha emanato una nuova ordinanza per limitare al massimo le presenze di veicoli sulla strada che rischia di essere investita dal fronte del ghiacciaio, nello sventurato momento in cui questo si staccherà. Precisa che non sono state evacuate case e che i centri abitati non si trovano in pericolo, ma certo quello che sta accadendo è molto grave e impone una seria riflessione anche sui rischi futuri. Perché c’è una massa 250,000 metri cubi di ghiaccio e rocce che incombe, sempre più instabile, e che potrebbe arrivare a valle. Ma non ci sono studi che riescano a suggerire se, qualora questo accada, avverrà per sgretolamento o in forma di valanga. I movimenti del ghiacciaio in distacco sono monitorati da un radar dedicato, posizionato a due chilometri dal fronte del ghiacciaio, in grado di percepire il minimo movimento a prescindere dalle condizioni meteorologiche. Si tratta di un gioiello della tecnologia il cui prototipo risale ai primi anni Duemila: è stato creato nel centro ricerche della Comunità Europea di Ispra e viene attualmente applicato in zone ad alto rischio sismico come Sud America, Giappone e vulcani del sud Italia. Un’arma che però può solo avvisare e non difendere.

Le Alpi hanno la febbre: il riscaldamento globale e il destino dei ghiacciai europei

Il Monte Bianco ospita le più alte vette dell’Europa occidentale e i suoi ghiacciai sono monitorati con attenzione dal 2013 attraverso la Safe Mountain Foundation. Infatti, le temperature estive, sempre più alte, hanno accelerato lo scioglimento dei ghiacci perenni che però non viene compensato dal freddo invernale, più tenue e parco di precipitazioni nevose. I ghiacciai, è bene ricordarlo, sono riserve d’acqua fondamentali per l’ecosistema, la vita e le attività umane, nonché superfici riflettenti del calore solare. L’attuale assottigliamento, la frammentazione e i distacchi sono un segnale inquietante per l’avvenire. Un cambio di politiche immediato e drastico potrebbe salvare i più grandi, ma con il trend già in corso e in base ai modelli matematici, i piccoli ghiacciai sono già spacciati. È solo questione di tempo. E mentre sui social si additano con veemenza le trecce di Greta Thunberg, parlando di complotto, manipolazione e antipatia, scienziati e cittadini fissano impotenti e preoccupati il ghiacciaio Planpincieux scendere a valle quasi a vista d’occhio, tant’è che – prima dell’installazione del radar – il movimento era seguito con le telecamere. Solo un rapido calo delle temperature potrebbe rallentarne o arrestarne temporaneamente l’avanzata. Fino al prossimo cambio di stagione.

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