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Riconversione dell’economia? Una prospettiva concreta

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Gli ultimi dieci anni del XXI secolo hanno evidenziato tre fondamentali crisi nel panorama mondiale, dinamiche che si sono sovrapposte e contaminate vicendevolmente. A una crisi di carattere finanziario iniziata nei primi mesi del 2007, s’è innestata una profonda recessione economica che ha distrutto decine di migliaia di posti di lavoro e un generale impoverimento della classe media. Ma c’è una terza crisi, quella ambientale e climatica, che sta rivelando tutta la sua gravità, specie dopo lo spostamento per un lasso di tempo al minimo di cinque anni deciso in sede ONU COP 21 riguardo la possibilità di prendere impegni internazionali a carattere vincolante. È allora possibile immaginare una differente impostazione politica ed economica in grado di salvaguardare il nostro ecosistema e le attività produttive allo stesso tempo? È quello che diversi autori hanno provato a raccontare nel libro Riconversione, un’utopia concreta: idee, proposte e prospettive per una conversione ecologica e sociale dell’economia, edito da Ediesse nel 2015.

Riconversione ecologica, una prospettiva praticabile

Con la prestigiosa presentazione della scrittrice Naomi Klein che ha sottolineato in queste pagine la teorizzazione di “una riorganizzazione radicale dei sistemi di produzione, consumo e lavoro impostata secondo i principi di giustizia ecologia, sociale ed economica”, questo volume si propone di illustrare tutta una serie di strumenti praticabili e di esperienze concrete al fine di operare un profondo cambiamento nel paradigma economico generale; una reale riconversione non solo nell’illustrare le possibili alternative a livello di produzione ma anche la delineazione di una nuova consapevolezza della cittadinanza. Il libro si compone di ventisei articoli, scritti da giornalisti ed economisti e introdotti dai tre curatori Marica Di Pierri, Silvano Falocco e Laura Greco, prendendo le mosse dagli ormai irrimandabili interventi da prendere per incidere nella situazione climatica del nostro pianeta tenendo presente che il modello di sviluppo economico praticato finora, basato sulla crescita continua, non è più sostenibile.

La riconversione tra ecosistema e produzione economica

Da questa visuale, secondo gli estensori di queste pagine, devono essere prese decisioni strategiche in quanto è necessario “investire nella riconversione ecologica del modello [implementando] strumenti (normativi, finanziari e tecnologici) in grado di sostenere una transizione concreta che investa tutti gli aspetti del ciclo produttivo: dall’approvvigionamento energetico a cosa produrre, dai cicli di produzione alla catena di forniture, dal trasporto alla scelta del bacino dei consumatori”. Per sintetizzare, sono tre le principali linee d’intervento da tenere presente quando parliamo di riconversione in senso ecologico dell’economia. In primo luogo, la prospettiva storica e sociale dove calare l’intero ciclo produttivo e quindi programmazione, indirizzo e costruzione in un periodo medio-lungo; in secondo luogo, la partecipazione di tutte le parti interessate al nuovo modello di sviluppo economico e quindi con un’attenzione particolare alle prossime generazioni; in terzo e ultimo luogo, non meno importante, è quello che si può definire come il tentativo di non caricare un eventuale “debito ecologico” sul futuro ma cercando di delineare i cosiddetti costi ambientali nella fase di programmazione economica. È evidente, nell’impostazione degli autori, l’idea di riconversione come processo politico e culturale e che non prevede la sola possibilità di alcuni correttivi al sistema attuale ma un radicale mutamento del modello generale.

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