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Mercati di Traiano, volto moderno dell’antica Roma

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mercati di traiano

Tutto quello che avreste voluto trovare, tra merci e uffici. I mercati di Traiano erano quasi un centro commerciale, o forse sarebbe meglio definirli “un centro polifunzionale”, dove oltre a fare la spesa possono svolgersi diverse mansioni burocratiche: una realtà modernissima persino ai nostri giorni, eppure squisitamente romana.

La bellezza e la funzionalità dell’opera

Unire l’utile al bello, trasformare una scelta pragmatica in un tocco elegante: questi erano doni della romanità matura che, in epoca traianea, vede il suo massimo splendore. I mercati di Traiano sorgono in un punto ben preciso, adagiandosi là dove era stata sbancata la “sella” che congiungeva il Quirinale al Campidoglio. In questo spazio tenacemente sottratto all’orografia della città era sorto il foro di Traiano e lì, assecondandone la forma, sorsero i mercati. Si tratta di un complesso architettonico vincente sotto il punto di vista dell’organizzazione degli spazi, della bellezza e dell’efficienza. L’edificio è solido e resistente grazie alla tecnica di costruzione, calcestruzzo ricoperto di mattoni, alcuni dei quali sagomati per curare anche la componente estetica e formare decorazioni nelle cornici delle finestre e in quelle che dividono i piani. Il motivo che ne risulta, regolare e sobrio con i suoi mattoni a vista, fu estremamente copiato in epoca rinascimentale. E poi è tutto un susseguirsi di volte di vario genere, sia negli ambienti che nei corridoi, mantenendo sempre la mattonatura e lasciando il travertino ad architravi e stipiti. In quella che viene chiamata “Grande Aula” e che è il primo ambiente in cui si entra quando si decide di visitare i Mercati e il museo che ospitano, ci sono ben sei volte a crociera, sostenute da un geniale gioco di pilastri e archi: uno dei migliori esempi i costruzioni analoghe nella storia di Roma.

La vita dei mercati e nei mercati di Traiano

Rifornire di cibo una città popolata com’era la Roma di epoca imperiale era una sfida non da poco per il mondo antico, ma i romani seppero vincerla con la loro straordinaria concretezza. Probabilmente i Mercati di Traiano erano l’ultimo anello della catena di rifornimenti che proprio sotto Traiano aveva avuto un grosso implemento grazie alla costruzione di un nuovo porto, nominato in onore dell’imperatore che ne ordinò la costruzione. Si comprava e si vendeva, si mangiava e si beveva nelle tabernae dei Mercati di Traiano, ma si amministravano anche le questioni legate agli approvvigionamenti e alla gestione del Foro stesso, tanto che ci resta l’iscrizione che individua lì la presenza del prestigioso ufficio del Procurator Fori Divi Traiani. Ancora oggi i mercati di Traiano godono di ottima salute, sia per il discreto stato di conservazione che per la recente scelta di deputarli all’ospitalità del Museo dei Fori Imperiali, dove sono raccolti elementi architettonici e statue rinvenute nell’area archeologica dei Fori. Di particolare pregio sono i bassorilievi provenienti dal tempio di Venere Genitrice, tra i più insultati dallo scorrere dei secoli. E di nuovo, in barba al tempo, i Mercati di Traiano si pongono all’avanguardia anche tra i musei, perché si è scelto di integrare l’esperienza di visita con tecnologie digitali, sfruttando i primi, sensazionali passi della realtà aumentata. Un museo che conserva il passato e lo valorizza con tecniche che stanno diventando presente: un modo di essere fedeli a questo luogo, sempre lanciato verso il futuro.

Foto per l’immagine di copertina: Sonia Morganti
Illustrazione: Tall Gary per Painted Words
Foto del busto di Traiano: Sailko

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