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Medicine alternative, parliamone insieme

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medicine alternativa

Vorrei cogliere l’opportunità per parlarvi delle medicine alternative, in questo momento storico, in cui la salute rappresenta un nervo scoperto per la società. Mi piacerebbe anche conoscere le vostre idee sull’argomento.

Le medicine alternative ormai sono moltissime e quindi non sono certo sul numero di articoli che dovrò scrivere solo per elencare quelle che conosco meglio. Vi anticipavo che questa volta ho bisogno di voi, ecco la mia idea: invece di fare affermazioni storiche o valoriali su ogni disciplina, magari per riportarle nell’ambito delle terapie tradizionali, ho deciso di parlare di mie esperienze non proprio scientifiche, né scientificamente utilizzabili, per offrirle come argomento di discussione su terapie non convenzionali, per confrontarle con le vostre. Tutti affermano che l’occasione è storica per togliere gli orpelli e cambiare la nostra vita. Sono solo parole? Si vuole veramente riflettere sulle cose che realmente servono e quelle che addirittura potrebbero essere pericolose? Offro, a chi voglia cogliere l’occasione, l’opportunità di riflettere ed eventualmente confrontarsi non solo con me, ma anche con tutti i lettori. Offro, a chiunque accetti di collaborare, la possibilità di usare questi articoli sulle medicine alternative come inizio per un blog in cui chi si ritiene più esperto potrà rispondere alle domande, un blog in cui si possa parlare liberamente delle proprie esperienze, senza il timore di essere di parte, ma solo per condividere le proprie esperienze, per portare un rispettoso contributo.

Medicine alternative: esperienze e domande

Ognuno di noi ha esperienze che spesso usa per evitare il confronto con gli altri, naturalmente anch’io non mi sottraggo a questi limiti, mi impegno solo, in questo primo giro, a non esternare le motivazioni che poi mi hanno fatto decidere da che parte stare.

Vogliamo cogliere l’occasione per togliere i cocci di vetro che abbiamo messo a difesa delle nostre idee?

Io proverò a farlo, ed ecco le mie domande, che presento assieme alle mie esperienze, assieme al valore aggiunto che trovo in almeno due delle mie credenze: la coscienza che fin che si è vivi c’è speranza, l’idea che il fare come se … (quello che gli informati chiamano l’inganno di Blaise Pascal e che io chiamo “ristrutturazione”) spesso è appagante e capace di agire sul corpo e sullo spirito e quindi in ultima analisi sulla salute.

Il mio incontro con l’omeopatia

Mi ricordo che qualche anno fa ho avuto un attacco di sinusite molto forte, con un fastidioso gocciolamento del naso, e un saporaccio in bocca; Stefano, un mio amico medico ma anche ipnoterapeuta, dopo avermi confermato che ero nella fase acuta dell’infiammazione, mi chiese di scegliere cosa volessi fare, se prendere per cinque giorni un antibiotico specifico e guarire, oppure se guarire in tre giorni prendendo tre volte al giorno un certo numero di gocce di un rimedio omeopatico.  Naturalmente scelsi di guarire in tre giorni. Dopo essere guarito, come diagnosticato dall’amico, gli chiesi come poteva un finto farmaco, un prodotto che non aveva bisogno di un permesso per essere venduto come farmaco perché dichiarava di essere acqua con una soluzione alla meno 11 (un centomiliardesimo di una sostanza strana), essere più efficace di uno specifico antibiotico. Stefano con un sorrisetto mi rispose: “Io non lo so, ma il tuo corpo sì, visto che sei guarito!”. Cosa ne pensate della medicina omeopatica? Ecco la prima domanda. Probabilmente avete studiato chimica quanto basta per sapere che l’acqua potabile ha centinaia di elementi diluiti in una concentrazione addirittura superiore a quella dichiarata per il prodotto omeopatico: dall’arsenico al radon, ma anche nitriti e tantissime altre cose, basta leggere l’analisi chimica di un’acqua minerale per scoprire che ho ragione, ma l’acqua minerale non è venduta in fialette in farmacia. Non sarò io a dare delle risposte, lo avevo promesso, però se decidete di continuare a leggermi vi prego di rifletterci su e di darvi la vostra risposta. La consapevolezza della propria scelta è proprio la differenza tra la possibilità di scegliere e la fede. Se poi decidete di essere “fedeli” per scelta, è importante che ne siate consapevoli, vi chiedo solo un poco di tolleranza per i non fedeli. Ho riportato la chiacchierata con Stefano poiché il suo era un contratto psicologico con un doppio legame che ricalcava la mia voglia di guarire. In altri termini è come se mi avesse solo chiesto: “Vuoi guarire?” (in tre giorni o in cinque), senza chiedermi realmente quello che volevo fare!

Una seconda domanda sui fiori di Bach

Un altro amico, Mimmo, un osteopata che all’inizio di questo secolo mi ha seguito per più di due anni, mi “prescrisse” di prendere delle gocce (sotto la lingua) di un certo tipo di “fiori di Bach”. Mimmo mi ispirava fiducia, anche se a quei tempi era molto autoreferenziale, e così ho sperimentato con piacere la sua prescrizione anche se non ne capivo il motivo. Mi sono detto che probabilmente voleva rafforzare la fiducia in sé stesso e nella sua struttura. Prudentemente mi ero informato sulle possibili controindicazioni del prodotto che avrei dovuto ingerire, mi tranquillizzai leggendo la storia del medico Edward Bach, il quale sosteneva che tutti i problemi fisici derivavano da uno o più squilibri che potevano essere riallineati grazie alla floriterapia, all’energia contenuta nei fiori che avrebbero trasmesso le giuste vibrazioni. Bach, dopo aver scoperto di essere malato di cancro, si era dedicato alla ricerca e alla sperimentazione, ispirato dalle opere del tedesco Hahnemann, e così aveva curato sé stesso utilizzando i 12 fiori del suo giardino. Un grande psichiatra, che ho avuto la fortuna di conoscere, mi ha chiesto come fosse possibile che i 39 fiori (di Bach) fossero capaci di sbloccare la forza di reazione di ogni individuo. Io non ho una risposta, ma vi invito a leggere le metodologie d’estrazione dei principi attivi dai fiori, e soprattutto le teorie di Bach sulla diagnosi e la prescrizione, poi potrete decidere anche voi se sia il caso di mettere in pratica le prescrizioni del dottore. Ho saputo che addirittura un premio Nobel della medicina moderna sta seguendo le teorie delle medicine alternative, sui flussi di energia e sul magnetismo, comprese le teorie sulla memoria dell’acqua.

Medicine alternative: il magnetismo e la medicina

Questa volta, sempre parlando di medicina, non ho sperimentato su di me la terapia, ma ugualmente ho una storia da raccontare. Mentre ero militare di leva a Bari fui ricoverato nell’ospedale militare, in corso Sicilia: in realtà, dopo qualche giorno, ero diventato uno dei tanti “imboscati” che cercavano di darsi da fare in cambio di lunghe licenze. Così, visto che da borghese avevo lavorato per qualche mese negli elettromedicali, mi misi a riparare, con i pochi strumenti a disposizione del reparto medicina, un fluoroscopio che non si accendeva e un apparecchio di magnetoterapia a bassa frequenza con il potenziometro di regolazione interrotto. Con un pezzetto di filo di rame e la grafite di una matita riparai entrambi gli apparecchi, acquisii una certa notorietà e l’incarico di fare il tecnico di entrambi gli apparati. Il colonnello comandante prescrisse, ad un militare che soffriva di acrocianosi ad entrambe le mani, alcune sedute di magnetoterapia alla massima potenza ed io ero il “tecnico” che le doveva somministrare. La massima potenza era di circa un Tecla (equivalente a 10.000 Gauss), che dovevo applicare alle mani per alcuni minuti. Ero nel periodo della mia vita in cui facevo il tecnico elettronico e avevo avuto occasione di misurare il magnetismo emesso da vari elettrodomestici, compresi gli asciugacapelli. Avevo scoperto che, a dieci centimetri di distanza dal phon, il flusso magnetico aveva un’intensità di 4 / 8 Gauss, a contatto con l’apparecchio arrivava a 100 Gauss, e a trenta centimetri era solo di qualche centesimo di Gauss. La scala del potenziometro della magnetoterapia partiva da 10 Gauss, ma un intervento a bassa intensità prevedeva un flusso di almeno 100 Gauss. Secondo voi gli asciugacapelli devono essere venduti in farmacia? Non vi ho detto che le applicazioni non ottennero alcun risultato, anche se io avevo seguito le istruzioni riportate sull’ingombrante apparecchio, così il militare con l’acrocianosi venne congedato. L’uso del magnetismo per curare i malanni umani è di poco precedente all’omeopatia e si rifà alle teorie di base del dottor Mesmer e al Mesmerismo, invece tra il fondatore dell’omeopatia e Mesmer il legame è che entrambi erano fortemente impegnati anche nella massoneria e negli studi alchemici.  Lo sapevate?

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Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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