Mausoleo di Augusto: ultima dimora del primo imperatore

Sonia Morganti
Posted on Settembre 21, 2017, 11:00 am
4 mins

Ogni antico mausoleo, nato per accogliere chi era morto, aveva il compito di raccontare la vita. Di parlare della storia umana di chi lì riposava, ma anche di testimoniare una continuità che la morte non è in grado di spezzare. La burocrazia, l’ignoranza e l’incuria invece ci riescono. E questa è la vicenda del mausoleo di Augusto. Immerso in un degrado imbarazzante per un lunghissimo periodo, dopo quasi dieci anni di progetti di restauro che si sono arenati per problemi economici, burocratici o legali, vede finalmente procedere un magnifico restauro conservativo, gestito in sinergia da Mibact e Fondazione Tim, che dovrebbe essere ultimato nella primavera del 2019.

Le condizioni attuali di Piazza Augusto Imperatore e del Mausoleo

Ora si sta lavorando alacremente per rendere dignità al monumento, mettendolo in sicurezza e rendendolo fruibile, ma in questa fase di transizione il mausoleo di Augusto è ancora circondato da macchine, motorini, odore di urina e autobus fermi al capolinea. Piazza Augusto Imperatore, centralissima eppure defilata, soffre di una trascuratezza che lascia stupiti, specie se si considera che ospita due delle maggiori testimonianze legate all’uomo che disse “Ho trovato una città di mattoni, ve la rendo in marmo”. Sorprende ricordare che solo da poco la consapevolezza del degrado pare essersi diffusa a più livelli, precisamente dal giorno del bimillenario della morte del primo imperatore, il 19 agosto del 2014. In quell’occasione il mausoleo di Augusto doveva essere aperto per una visita guidata. Il numero dei prenotati era ristretto per la scarsità di personale e in più il camminamento intorno al mausoleo si allagò a causa di una tubatura rotta, rendendo l’evento memorabile in negativo.

Il mausoleo di Augusto e la sua storia

Eppure lì dentro furono deposte le ceneri di Augusto, dei suoi parenti più stretti e degli eredi più o meno fortunati, della moglie Livia e di altri imperatori e donne potenti. Il mausoleo nel mondo antico era un monumento alla vita e al ricordo, non una tomba su cui disperarsi. Tant’è che il mausoleo di Augusto, come quello di Adriano divenuto poi Castel Sant’Angelo, erano coperti da alberi che creavano un piccolo bosco ameno, pacifico e piacevole. Era il 28 a.C. quando Augusto ordinò l’edificazione di quella che sarebbe stata la sua ultima dimora e che possiamo descrivere come un luogo solenne e composto, ma radioso. Su un basamento di travertino alto 12 metri e decorato da festoni, sorgeva il corpo del mausoleo: la sua pianta circolare, a “tamburo”, aveva un diametro di 87 metri e il corpo del mausoleo era rivestito interamente di luminoso travertino. A 30 metri d’altezza, svettava una statua dell’imperatore realizzata in bronzo dorato, di cui l’Augusto di Prima Porta è copia in marmo. Davanti al mausoleo sorgevano due obelischi, poi rimossi in epoche più recenti e portati uno in piazza dell’Esquilino, alle spalle della chiesa di Santa Maria Maggiore, e l’altro nella fontana dei Dioscuri che sorge in piazza del Quirinale. Probabilmente era anche esposto, inciso su tavole bronzee, il testo delle Res Gestae Divi Augusti. È difficile ai nostri giorni immaginare un antico mausoleo nella pienezza del suo splendore e nella chiarezza del suo messaggio, il degrado non aiuta certo nell’impresa. Eppure speriamo che, con il restauro e il rinnovato interesse, qualcosa pian piano si smuova e quell’angolo di Roma torni ad avere almeno la scintilla di quello splendore che Augusto gli aveva dato.

Foto di copertina tratta da Artribune

Sonia Morganti
Sonia Morganti si è occupata a lungo di strutture ricettive e valorizzazione del territorio, ha una laurea in legge e una grande passione per l’archeologia, l’astronomia e il trekking. Scrive romanzi, soggetti per storie a fumetti, contenuti di siti web e tanto altro, ma è soprattutto una lettrice esigente ed entusiasta.

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