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Iniziative di “clean up”, ecco perché sono veramente importanti

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clean up sigarette

Di questi tempi l’emergenza climatica è sulla bocca di tutti, prima ad esclusivo appannaggio degli ambientalisti più convinti, la questione climatica trova oggi un posto – sebbene immeritatamente in basso – nelle agende politiche e nei dialoghi istituzionali, nazionali e non. Sfortunatamente quello che gli attivisti più convinti si aspettano, come acclarato dalla celeberrima Greta durante un discorso tenuto presso le Nazioni Unite, è un reale cambio di rotta a livello globale, misure di impatto, in luogo di un corpo di iniziative isolate e frammentarie, cosa cui invece abbiamo assistito sino ad oggi. A venire messa all’indice sostanzialmente è l’inerzia della governance mondiale dinnanzi ad un fenomeno, quale è il cambiamento climatico, che sta presentando un conto salato già in questa fase e che sembra avere tutte le intenzioni di presentarne di peggiori man mano che tardiamo a prendere seri provvedimenti.

Cosa si intende per clean up?

Più ferma la presa di posizione della società civile dove crescono in modo esponenziale le iniziative volte a sottolineare che l’inerzia è qualcosa che non ci appartiene. Ci sono i gondolieri che ripuliscono i fondali dei canali di Venezia, ci sono i jogger che non tornano a casa prima di aver riempito almeno un sacchetto con l’immondizia raccolta da terra, ci sono i combattenti del guerrilla gardening e ci sono i cittadini che aderiscono agli eventi di clean up.

Alcuni siti web si sono addirittura specializzati nel raccogliere informazioni e coordinate dei vari eventi così da costruire una sorta di rete dell’attivismo.

Soggetti come Greenpeace e Legambiente hanno già organizzato numerosi eventi di grande successo in tutto il paese, raccogliendo adesioni trasversali: grandi e piccini uniti allo scopo di ripulire un’area della città colpita dal degrado, sommersa dai rifiuti non correttamente conferiti da cittadini ‘distratti’. Ma spetta ai più virtuosi e volenterosi la raccolta dei rifiuti? In base alle leggi vigenti l’attività di raccolta dei rifiuti ad opera di volontari può avvenire solo occasionalmente e con modalità non organizzate in forma imprenditoriale, questo per evitare che un gesto nobile e disinteressato si trasformi in un abuso e sconfini addirittura nell’illecito.

Le iniziative dell’associazione Verde Chiaro

L’associazione Verde Chiaro, attiva nel centro Italia e in particolare nel capoluogo toscano, ha già organizzato eventi al fine di sensibilizzare la società civile rispetto al problema della raccolta differenziata e del corretto conferimento dei rifiuti, a tale scopo ha anche organizzato una serie di clean up, l’ultimo dei quali ha visto impegnati i volontari nella raccolta dei famigerati mozziconi di sigaretta (fatti di materia plastica e altamente inquinanti), nel quadro di un’iniziativa che ha visto impegnati fenomeni associativi di tutto il mondo, dal sud-est asiatico fino a Miami passando per moltissime località nostrane.

Le persone coinvolte si sono armate di guanti, sacchetti e tanta pazienza, raccogliendo ogni mozzicone a portata di mano, più si gonfiava il sacchetto maggiore era la soddisfazione.

Il 13 ottobre a Firenze avrà luogo una nuova iniziativa di clean up, co-organizzata con altre due realtà del terzo settore presenti nel tessuto sociale e anche molto diverse tra loro per vocazione: Croce Rossa Italiana Comitato di Firenze e Erasmus Student Network Florentia, oltre ovviamente ai cittadini che aderiranno spontaneamente come singoli.

Quanto allo svolgimento di un clean up, la dinamica è piuttosto intuitiva: ci si ritrova in un dato posto caratterizzato dalla presenza di un considerevole numero di rifiuti abbandonati, si raccolgono tutti i rifiuti non pericolosi presenti in loco utilizzando semplici guanti in lattice possibilmente in combinazione con guanti da lavoro, oppure pinze telescopiche per non doversi chinare continuamente, si riempiono i sacchetti con rifiuti dello stesso tipo (chi raccoglie solo plastica, vetro ed alluminio, chi raccoglie solo carta, e così via) e una volta accumulati si procede alla pesatura per capire in che quantità sono stati raccolti i rifiuti.

Successivamente i rifiuti vengono prelevati dalle municipalizzate della differenziata e i partecipanti possono tornare alla base soddisfatti per l’inestimabile servizio svolto per la comunità.

Quello che viene raccolto però è in realtà un prezioso bottino perché ci aiuta a costruire un identikit della persona che non riesce a fare centro nel bidone, quindi prima di liberarci del corpo del reato si possono svolgere due ulteriori attività:

-il sorting, con cui si separa e ‘censisce’ il tipo di rifiuto raccolto identificando ad esempio una presenza importante di lattine di alluminio o di cotton-fioc;

-il brand auditing, con cui invece si registra quante volte un certo marchio commerciale ricorre, ad esempio ‘su 200 bottiglie di birra, 100 erano del marchio Zecca Rossa’, tirate le somme è possibile mandare una mail al brand informandolo che il suo prodotto è considerato altamente inquinante, consigliando una maggiore responsabilità in punto di sostenibilità ambientale.

Per quanto banale le attività ulteriori appena descritte sono di grandissima importanza in quanto ricordano ai produttori che a fare il buono e cattivo tempo nel mercato è il consumatore, con il suo potere di scegliere quale logica di mercato premiare: quella del marchio responsabile, che punta alla sostenibilità, o quella del brand che invece pensa solo al proprio tornaconto.

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