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Francesco Giubilei (Historica): “Editori non ci si improvvisa”

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Francesco
Nell'immagine di copertina, l'editore romagnolo Francesco Giubilei

Tra le realtà editoriali più vivaci sorte negli ultimi anni in Italia possiamo annoverare senza dubbio Historica edizioni del 23enne romagnolo Francesco Giubilei. Greenious l’ha intervistato per parlare dei suoi esordi letterari, della situazione attuale dell’editoria italiana e di come intende il mestiere di editore nel XXI secolo. Ma la nostra chiacchierata con Francesco Giubilei è andata ben oltre il solo discorso editoriale scivolando anche sulla realtà imprenditoriale italiana e le sue prospettive future.

Francesco, innanzitutto benvenuto sulle pagine di Greenious. Cesenate, classe ‘92 e già una notevole carriera alle spalle sia come autore che come editore. Leggendo il tuo curriculum, sembra quasi di ripercorrere le orme di un altro illustre romagnolo, Leo Longanesi. Francesco, ti va di raccontarci le fasi salienti della tua attività partendo dai tuoi esordi?

Grazie a te per l’opportunità e lo spazio. Il riferimento a Longanesi non solo mi fa piacere ma mi onora avendo una grande stima dell’intellettuale di Bagnacavallo. All’età di 15 anni ho pubblicato il mio primo libro, Giovinezza partitura per mandolino e canto, un’intervista a mio nonno sul fascismo e la seconda guerra mondiale; in contemporanea ho aperto un blog che è diventato prima un e-magazine scaricabile gratuitamente online, poi una rivista cartacea grazie a un accordo con Il foglio letterario di Gordiano Lupi. Nel settembre 2008 il primo libro pubblicato, Le colpe dei padri di Laura Costantini e Loredana Falcone. La svolta è arrivata un paio di anni dopo quando alla fiera del libro di Modena ho conosciuto Giorgio Regnani, un imprenditore che ha deciso di investire nella casa editrice. A oggi abbiamo un catalogo di più di 150 titoli divisi in due marchi: Historica edizioni e Giubilei Regnani editori.

Uno dei numi tutelari della nostra storia editoriale, Giancarlo Ferretti, nel delineare le caratteristiche dei personaggi che hanno fatto l’editoria italiana nel XX secolo, ha utilizzato l’espressione “editori protagonisti” ossia personalità capaci “di imprimere un’identità editorial-letteraria alla propria impresa al fine di costruire un proprio pubblico”. Quanto ti senti vicino a questa definizione, Francesco?

“Editori protagonisti” oppure “editori letterati” secondo l’espressione utilizzata dal professor Alberto Cadioli nel suo libro Letterati editori. L’industria culturale come progetto in cui si sottolinea l’importanza nell’editoria italiana dell’800-900 del progetto culturale alla base delle case editrici. Citavi il caso di Leo Longanesi ma si possono ricordare tanti altri nomi, mi vengono in mente Giuseppe Prezzolini e Piero Gobetti. Oggi, soprattutto nelle grandi case editrici, questa funzione dell’editore sta venendo meno ma esistono tanti marchi indipendenti di qualità in cui si fa ricerca e scouting. Partecipando alle fiere della piccola e media editoria si possono conoscere case editrici curate da “editori protagonisti”. Dal canto mio lavoro quotidianamente per creare un preciso progetto culturale attorno alle pubblicazioni della casa editrice, non so se ci sto riuscendo, non sta a me dirlo ma ai nostri lettori.

Parliamo della tua “creatura”, Historica. Francesco, quando nasce e com’è organizzata la produzione editoriale?

Historica nasce nel 2008 e a fine 2013 esordisce Giubilei Regnani editore con distribuzione nazionale in libreria CDA. La linea editoriale di Historica si caratterizza prevalentemente per la pubblicazione di libri di narrativa (romanzi, raccolte di racconti e antologie). Dal 2009 abbiamo una collana dedicata alla narrativa di viaggio, Cahier di viaggio, diretta da Francesca Mazzucato e una collana di critica cinematografica diretta da Fabio Zanello.

Vuoi parlarci anche delle altre attività culturali che porti avanti parallelamente alla casa editrice, Francesco?

Un progetto su cui stiamo puntando molto è Cultora, il portale italiano di informazione culturale diretto da Daniele Dell’Orco. Un sito internet nato a dicembre con più di 40 collaboratori e blogger e dedicato all’approfondimento culturale a trecentosessanta gradi, dalla letteratura al cinema, dalla musica ai media. Un sito ricco di articoli e approfondimenti di qualità per rimanere aggiornati ogni giorno sulla situazione della cultura in Italia. Oltre al lavoro editoriale siamo molto attivi nel campo dell’organizzazione eventi. In particolare da tre anni organizziamo a Cesena la Fiera del libro della Romagna che quest’anno si terrà il 28-29 marzo alla Biblioteca Malatestiana (patrimonio dell’Unesco) e a cui parteciperanno 25 editori indipendenti da tutta Italia con 30 eventi e presentazioni.

Francesco, come vedi la situazione attuale dell’editoria italiana, presa tra le nuove sfide digitali e il mantenimento di una robusta tradizione libraria? È ormai convinzione comune, nel dibattito e-book vs libro cartaceo, che il principio irrinunciabile sia quello di garantire la libertà di scelta al lettore e, allo stesso tempo, migliorare il supporto di lettura, sia esso cartaceo che digitale. Secondo Francesco Giubilei, e-book e libro cartaceo sono destinati a convivere e in che misura?

Viviamo in un momento di transizione e nel mondo dell’editoria sono in atto cambiamenti destinati a rivoluzionare un settore che ha già subito cambiamenti epocali negli ultimi anni. Non credo che il libro cartaceo scomparirà, semplicemente nei prossimi anni ridurrà le proprie quote di mercato. Ci sono alcune pubblicazioni che sono più indicate per gli ebook (testi di saggistica, codici, leggi…), altre come i classici o i romanzi che, su carta, hanno tutt’altro valore. Il futuro del libro cartaceo dipenderà dal ruolo che assumerà in futuro la scuola. Finché le nuove generazioni verranno educate a concepire il libro come l’oggetto di carta che teniamo tra le mani, i libri cartacei saranno salvi, nel momento in cui l’istruzione si trasmetterà esclusivamente su supporti elettronici le cose cambieranno notevolmente.

Oggi più che mai l’editore ha assunto le caratteristiche di un vero e proprio imprenditore culturale. E sappiamo quanto produrre cultura, in Italia, sia difficile. Francesco, quanto conta una seria preparazione culturale e manageriale per “fare editoria” al giorno d’oggi?

È assolutamente fondamentale, sfatiamo un mito: non ci si improvvisa editori. Così come non ci si improvvisa avvocati, medici, commercialisti. Occorrono anni di studio e preparazione. Purtroppo in molti non l’hanno capito così ogni anno nel nostro paese nascono nuove case editrici, spesso improvvisate, senza una precisa strategia culturale e imprenditoriale alle spalle, destinate a chiudere nel giro di pochi anni. Basti pensare che ogni giorno in Italia (dati AIE) si pubblicano 175 libri, 64.000 libri l’anno. Il bravo editore è colui che riesce a unire un progetto culturale a una solida strategia imprenditoriale. Per questo il mestiere dell’editore è uno dei più difficili, non è sufficiente essere colti per diventare editori di successo e, allo stesso tempo, non basta essere bravi nella gestione economica. Purtroppo in editoria, come in tanti altri settori, molti addetti ai lavori non studiano, non si informano, non conoscono la storia editoriale del nostro paese, non fanno scouting né ricerca.

Viviamo in un momento storico, politico ed economico di profonda crisi ma, al tempo stesso, anche di grandi opportunità se si riesce a guardare il futuro con lenti diverse dal passato. Recentemente Francesco, a un incontro organizzato allo IED di Roma, hai lanciato un messaggio molto importante per tutti quei giovani che hanno delle idee e dei progetti da realizzare e cioè che per riuscire in ciò che si crede bisogna essere pronti a fare dei sacrifici affinché si possano creare le condizioni per il successo. Francesco Giubilei si sente un imprenditore culturale di quell’Italia che vuole farcela e crede nel futuro del suo Paese?

Credo che nel nostro paese ci siano tantissimi giovani preparati, meritevoli, con idee di qualità, il momento storico purtroppo non aiuta e il “sistema Italia” per un giovane imprenditore è ricco di problematiche e insidie. Per questo motivo occorre fare rete, aiutarsi, conoscersi, ed è quello che abbiamo cercato di fare inaugurando il progetto Giovane imprenditoria con una giornata dedicata alla promozione dei giovani talenti. A mio giudizio l’Italia può ancora farcela, non è vero che siamo un paese morto e privo di possibilità per il futuro. Sembra una banalità dirlo ma davvero il made in Italy è un qualcosa di cui andare fieri e che ci invidiano in tutto il mondo. Occorre riuscire a valorizzare il nostro patrimonio umano ancor prima che storico e artistico. Per fare ciò è necessario guardare al futuro senza dimenticare la tradizione culturale del nostro paese, le nostre origini e tradizioni.

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