Fahim e il suo amore per gli scacchi

Raffaella Lillini
Posted on Marzo 01, 2015, 2:15 pm
2 mins

Aveva poco più di 7 anni Fahim quando, nel 2008, insieme al solo papà Nura lasciò il suo paese, il Bangladesh, per trasferirsi nella lontana Francia. Una scelta sofferta, tanto dolorosa quanto obbligata viste le ormai sempre più pressanti minacce subite dal padre, perseguitato politico. Ma, una volta arrivati a Parigi, non ottengono purtroppo diritto ai documenti ritrovandosi così costretti a iniziare una vita da clandestini.

Il piccolo Fahim un grande scacchista

Nonostante i patimenti e le ovvie difficoltà di non avere nè casa nè identità riconosciuta, restano, però, fortemente ancorati alla speranza di poter presto ridare una degna dignità alla loro esistenza: e così, mentre intensifica la propria ricerca di un lavoro stabile, papà Nura iscrive il piccolo Fahim ad un club di scacchi (passione da lui manifestata già all’età di 5 anni) in un piccolo comune poco distante dalla capitale parigina. Colpiti dal suo talento e ingegno i membri dell’associazione, capeggiati dal maestro Xavier Parmentier, decidono di prenderlo sotto la loro ala protettiva proteggendolo e iscrivendolo ai campionati nazionali juniores. È l’inizio della favola.

Un inizio da favola per un bambino con sorprendenti capacità

Fahim sbaraglia la concorrenza dei suoi coetanei aggiudicandosi, nel 2012, il titolo di campione francese. L’enfant prodige è ormai lanciatissimo e l’anno successivo mette il proprio sigillo anche sul mondiale studentesco catturando addirittura l’attenzione dell’ex Primo Ministro transalpino, Francois Fillon. Di lì a poco il riconoscimento di un normale permesso di soggiorno per entrambi, padre e figlio, con la restituzione di uno status di cittadini a tutti gli effetti. E come proseguirà la favola? Con gli europei juniores nel mese di agosto, dove il nostro talentuoso Mohammed si presenterà come punta di diamante della squadra francese, e con l’uscita di un libro (“Un re clandestino”) dal quale verrà poi anche tratto un film. “All’inizio non ne volevo proprio sapere di svelare la mia vita, poi ho capito che avrei potuto aiutare chi era nella mia stessa situazione”. Piacere di averti conosciuto piccolo grande Fahim.

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